Lisa SanchezNell’ambito di una strategia di contenzioso legale strategico con cui cerca di porre fine alla “guerra alla droga” l’associazione Mexico United Against Crime (MUCD) ha ottenuto un nuovo successo, questa volta sull’uso personale di cocaina. Lo scorso maggio infatti un tribunale distrettuale amministrativo a Città del Messico ha concesso a due cittadini membri di MUCD due “amparos” che ordinano alla Commissione federale per la protezione contro i rischi sanitari (Cofepris) di autorizzare il possesso, il trasporto e l’uso della cocaina, escludendo qualsiasi atto commerciale. Dal 2011 l’associazione, che aderisce a IDPC, ha avviato una strategia legale che mira a porre fine alla “guerra alla droga” e a riorientare le politica di sicurezza del paese per ottenere risultati migliori.

Per l’associazone messicana le decisioni sono rilevanti perché sono le prime nel loro genere, in particolare sulla cocaina. “Questi casi costituiscono un ulteriore passo verso una nuova politica sulle droghe che ci consente di costruire un Messico più sicuro, più giusto e pacifico” recita il comunicato di Mexico United Against Crime. La presa di posizione del magistrato innesca un dibattito sulla necessità di eliminare la criminalizzazione delle persone che usano sostanze e rafforzare l’intenzione dell’attuale governo di riformulare la lotta contro la droga. Secondo il National Development Plan 2019-2024, come riporta MUCD “la strategia proibizionista è già insostenibile, non solo a causa della violenza che ha generato ma a causa dei suoi scarsi risultati sulla salute pubblica”. Inoltre, secondo lo stesso documento, il governo prenderebbe in considerazione la possibilità di “revocare il divieto di [droghe] che sono attualmente illegali“.

Per MUCD, che ha guidato, insieme al CEIS e al collettivo SMART, la strategia di contenzioso sulla cannabis che ha generato la giurisprudenza presso la Corte Suprema messicana, questo caso costituisce un altro passo nella lotta per costruire politiche sulle droghe alternative che consentano di riorientare gli sforzi di sicurezza e garantire meglio la salute pubblica. “Abbiamo lavorato per un Messico più sicuro, più giusto e pacifico per anni, e in questo caso insistiamo sulla necessità di smettere di criminalizzare le persone che usano droghe diverse dalla marijuana e di progettare politiche pubbliche migliori che esplorino tutte le opzioni disponibili, tra cui la regolamentazione legale“, ha dichiarato Lisa Sánchez, direttore dell’organizzazione.

L’associazione tiene a sottolineare che queste decisioni del Tribunale non legalizzano la cocaina, né possono diventare valide fino a quando non sono confermate da un tribunale collegiale. Tuttavia, per gli attivisti di MUCD esse “rappresentano un passo storico nella comprensione del fenomeno dei consumi di droghe da parte della magistratura e un’opportunità unica per sostenere nuovamente la fine della war on drugs e il riorientamento delle risorse pubbliche verso la prevenzione e la punizione di reati di grande impatto come omicidio, rapimento, stupro ed estorsione.

Come ricordato giusto lo scorso anno, con una serie di decisioni univoche, la Corte Suprema Messicana aveva di fatto avviato il processo di legalizzazione della cannabis, poi introdotto nella discussione parlamentare dal nuovo governo entrato in carica a fine 2018.