La rete asiatica di persone che usano droghe (ANPUD) ha lanciato un appello urgente al Primo Ministro Sheikh Hasina e al ministro degli Interni, Asaduzzaman Khan, del governo del Bangladesh, per fermare immediatamente le uccisioni extra-giudiziarie di persone sospettate di usare o vendere droga.

L’organizzazione asiatica esprime “le gravi preoccupazioni per l’approccio alla guerra alla droga, scelto dal governo del Bangladesh, che ha già provocato oltre 100 morti e oltre 12000 arresti dal suo lancio a metà maggio 2018″. Anpud denuncia la guerra alla droga come “una grave violazione dei diritti umani” e degli stessi trattati internazionali sul controllo delle droghe. Richiamando la carta costituzionale del Bangladesh, che all’articolo 35 recita “Ogni persona accusata di un reato deve avere diritto a un processo rapido e pubblico da parte di un tribunale o tribunale indipendente e imparziale stabilito dalla legge“.

La guerra alla droga in Bangladesh, che ha preso evidentemente ispirazione dalla violenta campagna del presidente filippino Duterte, preoccupa non poco gli osservatori internazionali, che vedono espandere l’escalation repressiva nei confronti degli utilizzatori di sostanze. Qui trovate il comunicato di ANPUD.