Se ne è andato pochi giorni fa Kofi Annan (8 Aprile 1938 – 18 Agosto 2018), già Secretario Generale delle Nazioni Unite dal 1997 al 2006. Annan, ghanese, nel 2001 ha vinto il Premio Nobel per la Pace ed è stato uno degli esponenti di spicco della Global Commission for Drug Policy Reform.

Kofi Annan, che ha creato una sua Fondazione che si occupa anche di politche sulle droghe, era solito dire che: “le droghe sono pericolose, ma le attuali politiche sui narcotici sono una minaccia ancora più grande, perché la punizione ha una priorità maggiore rispetto alla salute e ai diritti umani. È tempo di regolamentazioni che mettano al primo posto le vite e la sicurezza.

Nel febbraio 2016, a pochi giorni dall’UNGASS, Kofi Annan fu il leader mondiale di più alto profilo a chiedere la fine della War on Drugs. Lo fece anche con un editoriale per Der Spiegel, dal titolo eloquente, “Lift the Ban!Kofi Annan on Why It’s Time To Legalize Drugs , ovvero “Revocare il divieto! Kofi Annan sul perchè è il tempo di legalizzare le droghe“.

In quell’articolo Annan scrisse:

“La regolamentazione legale protegge la salute

Le tendenze iniziali ci mostrano che, dove la cannabis è stata legalizzata, non c’è stata alcuna esplosione nell’uso di droghe o nella criminalità legata ad esse. Le dimensioni del mercato nero sono state ridotte e migliaia di giovani evitato note sulla fedina penale. Ma un mercato regolamentato non è un mercato libero. Dobbiamo riflettere attentamente su ciò che è necessario regolare, e cosa no. Mentre la maggior parte dell’uso di cannabis è occasionale, moderato e non associata a problemi significativi, è tuttavia proprio a causa dei potenziali rischi che deve essere regolata.

E quindi, il quarto e ultimo passo è riconoscere che le droghe devono essere regolate proprio perché sono rischiose. È giunto il momento di riconoscere che le droghe sono infinitamente più pericolose se vengono lasciate unicamente nelle mani di criminali che non nutrono preoccupazioni per la salute e la sicurezza. La regolamentazione legale protegge la salute. I consumatori devono essere consapevoli di ciò che stanno assumendo e avere informazioni chiare sui rischi per la salute e su come ridurli al minimo. I governi devono essere in grado di regolamentare i fornitori e i punti vendita in base a quanto danno può causare una sostanza. Le droghe più rischiose non dovrebbero mai essere disponibili “da banco” ma solo con prescrizione medica per le persone registrate come utenti dipendenti, come già avviene in Svizzera”.