Diventa piu’ chiaro il legame fra la marijuana e i problemi di salute mentale, con uno studio australiano che dimostra come l’uso della droga puo’ accelerare di diversi anni l’insorgenza di schizofrenia. Lo studio della Scuola di psichiatria dell’Universita’ del Nuovo Galles del sud, che ha collezionato dati di 20 mila pazienti di malattie psicotiche, ha concluso che coloro che fumavano cannabis sono stati diagnosticati quasi tre anni prima di coloro che non la usavano.
Lo studio, scrive l’autore prof. Matthew Large sulla rivista Archives of General Psychiatry, e’ unico nella sua estensione e fa chiarezza in modo conclusivo sui precedenti dati contraddittori sulle relazioni fra uso di cannabis e insorgenza di una malattia psicotica. ‘I risultati offrono solide prove che, interrompere o ridurre l’uso di cannabis, puo’ ritardare o anche prevenire dei casi di psicosi’.
Il prof. Large, in collaborazione con l’ospedale St Vincent’s di Melbourne e con la Scuola di medicina dell’universita’ George Washington, ha passato in rassegna dati di pazienti di oltre 80 studi dedicati al legame fra malattie psicotiche e abuso di droghe. Gli studi precedenti avevano esaminato il ruolo di cannabis, alcool e altre sostanze psicoattive, ma la meta-analisi di Large si e’ concentrata sull’effetto causato dalla sola cannabis.
La maggior parte dei pazienti soffriva di schizofrenia, e fra di loro i fumatori di cannabis avevano ricevuto la diagnosi in media 2,7 anni prima nella vita. Questa differenza di tempo puo’ essere critica, sostiene lo scienziato, poiche’ significa che i sintomi psicotici hanno una maggiore probabilita’ di emergere durante gli anni formativi della persona e di aggravare l’impatto di lungo termine.
Non e’ tuttavia ancora chiaro come l’uso di cannabis faccia scattare una malattia psicotica. Cio’ potrebbe derivare da fattori genetici o ambientali, o piu’ probabilmente essere il risultato di ‘interferenza’ sul cervello durante un periodo di importanti maturazioni neurologiche, scrive Large.

Uno studio “estremamente interessante” e che “conferma quanto andiamo dicendo da tempo circa i pericoli dell’assunzione di cannabis”: cosi’ Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.
“La metodologia e’ molto buona – spiega Serpelloni – perche’ hanno analizzato i dati di 20 pazienti, e la ricerca parla chiaro sul fatto che l’uso di cannabis e’ un fattore che puo’ o far esplodere prima le psicosi o addirittura creare le condizioni di espressione di patologie legate al Thc. E oggi, spiega il capo del Dipartimento, e’ piu’ facile evidenziare questi nessi, perche’ e’ aumentata la percentuale di Thc nelle sostanze in vendita per cui i sintomi sono diventati piu’ evidenti.
“Il problema e’ che ancora qualcuno dice che non c’e’ correlazione forte tra l’uso di cannabis e la salute. Forse abbiamo perso il senso della ragione. Su queste cose bisogna essere prudenti, e lo studio australiano e’ un’evidenza tostissima. Occorre dire chiaramente che la cannabis non va usata perche’ non e’ una droga ‘leggera'”.