Il New Jersey potrebbe essere l’undicesimo stato USA a legalizzare la cannabis ad uso ricreativo. E’ infatti passata a fine novembre in entrambe le commissioni competenti di Senato e Camera la proposta di legge per la regolamentazione legale della cannabis. Lo Stato della costa orientale sarebbe così il secondo a regolare la cannabis per via parlamentare e non referendaria, dopo il Vermont.

Il governatore Phil Murphy si era impegnato in campagna elettorale a regolare l’uso ricreativo della cannabis, dichiarando: “la sola decriminalizzazione non farà uscire gli spacciatori dal mercato, non aiuterà a proteggere i nostri ragazzi, e non farà finire la discrimazione razziale. Se questi sono i nostri obbiettivi, e devono esserlo, la sola opzione possibile è una attenta legalizzazione, regolazione e tassazione della cannabis per gli adulti”.

Il disegno di legge potrebbe essere votato già a partire dal 17 dicembre, e potrebbe quindi essere un regalo di natale in più sotto l’albero per i cittadini del New Jersey. Al momento il dibattito politico si sta incentrando sull’aliquota fiscale, ora fissata al 12%, ma che il Governatore vorrebbe alzare mentre il Presidente del Senato Stephen Sweeney è fermamente convinto che debba rimanere inalterata per evitare che il mercato nero possa prosperare.

Le licenze saranno distinte per produzione, trasformazione, vendita all’ingrosso e al dettaglio, in modo da evitare di avvantaggiare organizzazioni verticali. Inoltre è previsto di sostenere l’entrata nel mercato di imprese condotti da persone delle minoranze e da donne.

Secono un sondaggio di questo ottobre, condotto da Rutgers-Eagleton, il 58% degli elettori supporta la “completa legalizzazione del possesso e dell’uso personale di cannabis ad uso ricreativo” mentre addirittura il 79% è d’accordo sulla possibilità di cancellare dalla fedina penale le condanne per possesso di marijuana.

Aggiornamento 17 dicembre 2018: è molto improbabile che il parlamento del New Jersey voti il provvedimento entro l’anno. Sono in corso trattative su alcuni dettagli, non irrilevanti, del provvedimento che sarà probabilmente all’attenzione delle aule di Senato e Congresso statali all’inizio del 2019.