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Report IDPC politica sulle drogheLONDRA, 12 aprile 2021 – Mentre la Commissione delle Nazioni Unite sugli stupefacenti (CND) celebra il 60° anniversario del regime globale di controllo della droga, un nuovo rapporto dell’International Drug Policy Consortium (IDPC) evidenzia lo scioccante disastro – in termini di salute e di rispetto dei diritti umani nel mondo – perpetrato in nome del controllo della droga.

Oggi, IDPC ha pubblicato un nuovo rapporto che rivela il divario crescente tra gli impegni delle Nazioni Unite in materia di salute e diritti umani e la devastazione causata sul campo dalle politiche punitive sulla droga.

Mentre la riunione annuale della Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite si apre con una commemorazione del 60° anniversario della Convenzione Unica del 1961 sugli stupefacenti, il fondamento giuridico del regime internazionale di controllo della droga, il rapporto di IDPC mostra che ci sono pochi motivi per festeggiare. Utilizzando dati ad ampio raggio provenienti da fonti ONU, accademiche e della società civile, il rapporto illustra l’orribile bilancio umano della “war on drugs” negli ultimi cinque anni, aggravato dalla pandemia COVID-19:

  • Nel 2017 sono stati registrati 585.000 decessi prevenibili correlati all’uso di droghe, la cifra più alta mai registrata.
  • L’incredibile cifra di 2,5 milioni di persone in tutto il mondo sono in prigione per reati di droga, di cui almeno 475.000 sono incarcerate solo per uso personale di droga. Altre centinaia di migliaia sono detenute contro la loro volontà in virtù di “trattamenti” forzati.
  • Dallo “stop and search” (le perquisizioni su strada, ndr) all’incarcerazione di massa, sino alla pena di morte, le forze dell’ordine prendono di mira in modo sproporzionato le donne, le minoranze etniche e altre comunità emarginate, alimentando la povertà e la disuguaglianza.
  • A livello globale, solo 1 persona sulle 8 che vivono con una dipendenza da droghe ha accesso alle cure, mentre la disponibilità di servizi di riduzione del danno salvavita è fortemente limitata.
  • Gli agricoltori che sopravvivono con colture come la cannabis o la foglia di coca continuano a essere soggetti a violente campagne di eradicazione forzata che privano loro e le loro famiglie dei loro mezzi di sussistenza.
  • 5 miliardi di persone in tutto il mondo vivono con un accesso limitato o nullo alle cure palliative e antidolorifiche, a causa delle leggi repressive sui farmaci.
  • L’aprile 2021 segna anche il quinto anniversario della sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) 2016 sulla droga, in cui tutti i paesi del mondo si sono impegnati ad adottare un approccio alla politica in materia di droghe basato sulla salute pubblica, basato sui diritti e orientato allo sviluppo. Confrontando questi impegni con le prove sul campo, il nuovo rapporto IDPC rivela un crescente divario tra retorica e realtà.

Il 60° anniversario del regime globale della droga ci offre pochi motivi per festeggiare“, ha affermato Ann Fordham, Direttore esecutivo di IDPC. “Negli ultimi cinque anni, sono stati compiuti alcuni progressi, poiché i paesi si sono mossi per adottare positive iniziative sulla depenalizzazione dell’uso personale di droghe e sulla regolamentazione legale della cannabis. Tuttavia, nella maggior parte del mondo, i governi rimangono legati a politiche draconiane che hanno avuto un impatto catastrofico sulle comunità e hanno fallito clamorosamente nel loro obiettivo dichiarato di sradicare i mercati della droga o ridurre l’uso illegale di droghe“.

Marie Nougier, responsabile della ricerca e della comunicazione presso IDPC, ha dichiarato: “Con questo rapporto, volevamo dare voce a coloro che sono stati più colpiti dalle politiche punitive sulla droga. Ciò che le comunità ci dicono attraverso la nostra ricerca è che continuano a subire criminalizzazione, esecuzioni extragiudiziali, pena di morte, atti di tortura e maltrattamenti, stigma e discriminazione e che viene sistematicamente negato l’accesso a servizi sanitari salvavita. Non possiamo aspettare altri 60 anni per allineare le politiche sulla droga con la salute, i diritti umani e lo sviluppo.

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  • pdf UNGASS_5y_Review
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    Aggiunto in data: 12 Aprile 2021 8:33 Dimensione del file: 4 MB Download: 517