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Incalzano dagli Usa le buone notizie sul fronte cannabis. Il capogruppo Democratico al Senato, Chuck Schumer, ha appena confermato l’imminente presentazione di un disegno di legge per la regolamentazione a livello federale. Un passo tanto cruciale quanto atteso, a conferma di una tendenza ormai inarrestabile.

Con l’OK legislativo alla cannabis ricreativa raggiunto nei giorni scorsi in altri tre Stati (New York, New Mexico e Virginia), si è infatti superato un terzo del territorio nazionale, comprendendo così oltre il 40% della popolazione americana. Contando anche quella terapeutica, oltre due terzi dei 50 Stati prevedono varie forme di regolamentazione. E in autunno la Camera aveva approvato il MORE Act e la versione del Senato, rimasta nel cassetto perché allora ancora in mano repubblicana, vedeva come prima firmataria l’attuale Vice-Presidente Kamala Harris.

A conferma dell’impegno assunto da tempo in questo settore, con una prima proposta normativa risalente all’aprile 2018, ora Chuck Schumer alza il tiro in una intervista esclusiva per Politico: «Con o senza Biden, il Senato agirà sulla legalizzazione della marijuana».

Pur a fronte della nota titubanza dell’attuale Presidente, il capo-gruppo Democratico non ha peli sulla lingua: «Conto di porgli la questione con chiarezza, come faranno altri attivisti. Avrò un confronto franco con lui, e gli spiegherò l’evoluzione della mia posizione. Spero lo stesso avvenga da parte sua. Ma comunque vada, a un certo punto prevediamo di andare avanti, punto e basta».

Nell’intervista Schumer sottolinea altresì il successo della legalizzazione nei singoli Stati, notando come le “orribili conseguenze” paventate dai settori conservatori non si siano mai materializzate, anzi: «La gente si è sentita più libera e sembra davvero contenta». E il messaggio della maggioranza del popolo americano punta chiaramente alla riforma delle politiche sulle droghe.

Un altro punto di svolta è l’attuale maggioranza Democratica al Senato (pur se per un solo voto), grazie alla quale la proposta potrà essere presentata e discussa dall’intera assise, superando finalmente il blocco degli ultimi 4 anni di predominanza repubblicana. «Il fatto che io sia il primo firmatario del disegno di legge e che prima o poi si arriverà al voto formale….è una differenza sostanziale».

Spiegando poi che la proposta prevede anche la cancellazione di reati e condanne pregresse a livello federale per il solo possesso personale di marijuana, Schumer ha specificato che personalmente punta «alla legalizzazione totale, non alla semplice depenalizzazione». Tuttavia non si è sbilanciato sulla effettiva cancellazione della pianta dalla Tabella I delle sostanze proibite, cioè il Controlled Substances Act, né sui tempi del dibattito al Senato, promettendo però: “presto”.

Va invece aggiunto che Kamala Harris, in una intervista al San Francisco Chronicle, ha spiegato che al momento Biden è troppo impegnato sul fronte della pandemia per occuparsi della riforma federale sulla cannabis. Gli attivisti hanno subito replicato alla vice di Biden che in realtà le due questioni non si escludono a vicenda, tutt’altro: la fine del proibizionismo sulla cannabis potrebbe nuovi creare posti di lavoro e rilanciare l’economia in stallo, proponendosi inoltre come efficace terapia per le ricadute psicologiche di questa fase stressante un po’ per tutti.

Infine, le dichiarazioni di Schumer hanno ottenuto una discreta eco sulle testate mainstream, da USA Today a Forbes a The Hill, oltre ovviamente ad ampi rilanci positivi sui social media. E non c’è dubbio che l’appoggio a questa sua chiara presa di posizione si fa sempre più ampio e diversificato. Non resta che attendere.