Pubblichiamo la lettera aperta inviata da Encod al Ministro della Salute Speranza per togliere Ibogaina e Kratom dalla lista delle sostanze proibite.

Onorevole Ministro,

Le scrivo a nome dei partecipanti dell’Ibogaine European Forum che si è riunito tra il 5 e il 7 Dicembre 2019 a Tbilisi in Georgia svolto con il patrocinio della Università della Georgia dove è stato discusso ed articolato l’utilizzo della Ibogaina nella cura delle dipendenze e del morbo di Parkinson con rappresentanti di cliniche private e pubbliche europee e nordamericane, personale medico e scienziati provenienti da tutto il mondo che hanno svelato i vari aspetti di questa sostanza che è a tutt’oggi risulta essere l’unico farmaco atto ad interrompere la dipendenza di quasi tutte le sostanze di abuso e lo stesso metadone come dimostra una sperimentazione in atto in Spagna.

Il primo agosto 2016 il Suo predecessore Beatrice Lorenzin aveva emesso un decreto pubblicato nella G.U. n.187 del 11-8-2016 con il quale venivano proibite una lunga lista di sostanze, le cosiddette NPS nuove sostanze psicoattive, a cui venivano però associate anche due piante, due alberi presenti nella farmacopea asiatica ed africana con le loro rispettive sostanze di provata utilità per la disintossicazione da droghe di abuso come oppiacei, cocaina, anfetamine, alcool e nicotina. Stiamo parlando della Mitragyna Speciosa, e del suo alcaloide mitragina, normalmente noto come Kratom, vietata dal governo tailandese nel 1949 perché contrastava il consumo di oppio che allora era sottoposto alla tassazione e di provata efficacia per contrastare la dipendenza da oppiacei. Ma il secondo divieto riguarda la Tabernanthe Iboga che secondo la nota 358/15 del Sistema di Allerta Precoce del 13 novembre 2015 era stata rivenuta per la prima volta in Italia nel luglio del 2015.

Lasciamo per un momento la questione del Kratom che è stato rilegalizzato negli Usa dopo un breve periodo di divieto a livello federale a fronte della tragedia di oltre 400.000 decessi per oppioidi di sintesi e che ne hanno fatto la prima causa di morte nella popolazione di quel paese.

Con la presente comunicazione Le facciamo presente l’assurdità di un divieto generalizzato decretato dal suo predecessore per una sostanza di comprovata efficacia come l’Ibogaina, legale in molti paesi del mondo e non sottoposta alle convenzioni internazionali di Vienna e New York sugli stupefacenti. Una sostanza che non si presta ad abusi ma prevalentemente a degli utilizzi terapeutici.

Per queste ragioni il convegno e i convegnisti riuniti a Tbilisi in Georgia Le chiedono umilmente che anche in Italia sia riaperto l’accesso alle cure con l’ibogaina considerando la numerosa presenza di pazienti italiani che si rivolgono per la disintossicazione a molte delle cliniche presenti al convegno di Tbilisi e che si trovano al di fuori del territorio nazionale.

Sperando in un suo intervento a favore della libertà di ricerca e cura in Italia la ringraziamo per il suo interessamento.

In fede

Enrico Fletzer
Presidente di Encod
Coalizione europea per politiche giuste ed efficaci sulle droghe