La rubrica sulla Cannabis Terapeutica di Fuoriluogo.it
Numero 27 – Maggio 2020
Supplemento mensile alla
newsletter di Fuoriluogo.it – Droghe e Diritti
Ogni quarto lunedì del mese nella vostra mail*
A cura di Francesco Crestani
Associazione Cannabis Terapeutica
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*Ci scusiamo per i lettori per il ritardo della rubrica di questo mese.

CBD sicuro anche ad alte dosi

E’ stato svolto uno studio randomizzato contro placebo riguardante la sicurezza di CBD, in forma di una nuova formulazione per via orale a base lipidica. Tale sostanza è stata somministrata a volontari sani in dose di 5, 10 e 20 mg/kg. Non ci sono stati effetti avversi seri, non variazioni agli esami di laboratorio, all’elettrocardiogramma o all’esame fisico di significato clinico. Gli autori concludono: “Questa nuova formulazione di CBD ha dimostrato un profilo favorevole di sicurezza e tollerabilità in volontari sani, coerente con i profili riportati per altri prodotti purificati di CBD. In questo studio non sono stati osservati eventi avversi gravi e non vi sono stati problemi di sicurezza”.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32409982/

Mal di schiena e pomata al CBD

Vengono descritti due casi clinici di dolore cronico alla schiena, uno da compressione lombare e l’altro secondario a intervento chirurgico per meningioma,cioè un tumore dei rivestimenti del midollo. In ambedue i casi si è avuta risposta grazie a una pomata al CBD contenente 400 mg di CBD per due once (57 grammi circa).
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32421842/

Studio italiano sul Sativex

Studio multicentrico per un totale di 1615 pazienti, tutti con spasticità da sclerosi multipla; venivano controllati dopo quattro settimane. Al controllo vi erano 1432 pazienti; di questi, il 70% avevano una riduzione ≥20% alla scala numerica da zero a dieci. Inoltre il 43,8% dimostrava un miglioramento in almeno uno dei sintomi di accompagnamento della spasticità.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32335779/

Fibromialgia: 101 pazienti israeliani

In questo studio sono state valutate con questionario le caratteristiche dell’uso della cannabis medica tra pazienti con fibromialgia israeliani. Gli autori concludono che la cannabis è un trattamento efficace per la fibromialgia, con quasi lo zero% di rinuncia a questo trattamento. La quantità media giornaliera consumata era relativamente bassa, inferiore a 1 grammo, e il principale metodo di consumo era il fumo con un’enorme varietà nella frequenza del fumo durante il giorno e la notte tra i partecipanti. Il trattamento ha permesso a quasi la metà dei pazienti di interrompere qualsiasi terapia per la fibromialgia e tutti i partecipanti hanno raccomandato un trattamento simile per i loro cari nel caso in cui avessero sviluppato una grave fibromialgia. Lievi effetti avversi sono stati riportati in quasi un quarto dei pazienti, ma non hanno comportato l’interruzione dell’uso.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32431124/?from_term=cannabis&from_sort=date&from_page=4&from_pos=9

USA, meno prescrizioni di oppiodi negli stati dove si usa cannabis medica

Questo studio di popolazione ha esaminato l’associazione fra l’implementazione di leggi sulla cannabis medica negli stati USA e le prescrizioni di oppioidi da parte dei chirurghi ortopedici. Si è visto una riduzione significativa dei derivati della morfina; questa riduzione non c’era in caso di legalizzazione a uso ricreativo.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32404683/?from_term=cannabis&from_sort=date&from_page=8&from_pos=3