La rubrica sulla Cannabis Terapeutica di Fuoriluogo.it
Numero 18 – Agosto 2019
Supplemento mensile alla
newsletter di Fuoriluogo.it – Droghe e Diritti
Ogni quarto lunedì del mese nella vostra mail
A cura di Francesco Crestani
Associazione Cannabis Terapeutica
www.medicalcannabis.it | ACT su Facebook

Se il vomito è ciclico

La sindrome del vomito ciclico è una rara condizione che si manifesta con ripetuti episodi di nausea e vomito. Lo studio su 140 pazienti ha rilevato che 41% di questi era utlizzatore di cannabis, 21% la usava regolarmente. La maggioranza riferiva che la cannabis aiutava nel controllo dei sintomi.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=venkatesan+rein

Quanto CBD nell’epilessia farmacoresistente?

Si tratta di dati preliminari dello studio CARE-E (Cannabidiol in Children with Refractory Epileptic Encephalopathy) su sette paienti. I risultati suggeriscono che la dose iniziale sia sui 5-6 mg/kg/dì di CBD quando si usa un estratto di cannabis con rapporto THC:CBD di 1:20. La cannabis è stata ben tollerata fino a 10-12 mg/kg/dì. Tutti i partecipanti hanno avuto riduzione delle crisi, miglioramento della qualità della vità e miglioramenti dell’elettoencefalogramma. La riduzione degli attacchi suggerisce inoltre che l’utilizzo di cannabis contenente THC e altri cannabinoidi sia più efficace del CBD puro.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6616248/

Nuova formulazione di CBD nell’epilessia intrattabile

Il PTL-101 è una nuova formulazione di CBD in granuli in matrice di gelatina; è stata studiata per aumentare la biodisponibilità e mantenere un tempo di transito intestinale costanrte. In Israele è stato somministrato a sedici bambini a una dose media di 13 mg/kg. Si è dimostrato sicuro, ben tollerato e con potenti effetti di riduzione delle convulsioni.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31394352

Epatite autoimmune e CBD

Per questa ricerca è stato postato per vari giorni un questionario sulle pagine Facebook di gruppi di pazienti con epatite autoimmune. Hanno risposto in 371, 91% femmine, 89% nord-americane. 93 (il 25%) erano utilizzatori di CBD, e i motivi più comuni per l’uso erano il dolore, il sonno e la fatica. La maggioranza riferiva miglioramento da questi tre sintomi, e il 17,3% era stato capace di interrompere altri farmaci. Scarsi e di lieve entità gli effetti collaterali.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=mathur+lamment

CBD transdermico nell’X fragile

La sindrome da X fragile è una rara malattia genetica caratterizzata da vari sintomi neuropsichaitrici. Venti pazienti pediatrici sono stati trattati con lo ZYN002, un CBD transdermico, alla quantità di 50 fino a un massimo di 250 mg al giorno. Il prodotto è stato ben tollerato e ha migliorato i sintomi dei bambini nonchè la loro qualità di vita.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6676516/pdf/11689_2019_Article_9277.pdf

Meno complicanze con la colite ulcerosa

Scienziati americani hanno confrontato le complicanze in pazienti ospedalizzati per via della colite ulcerosa. Rispetto ai non utlizzatori di cannabis, chi la usava andava meno incontro a colectomia parziale o totale e c’era un trend verso una minor prevalenza di ostruzione intestinale. Chi usava la cannabis inoltre aveva ospedalizzazioni più brevi.
https://insights.ovid.com/pubmed?pmid=31393356