L’estensione delle superfici coltivate ad oppio e’ passata da 154.000 ettari del 2012 a 209.000 ettari nel 2013 (+36%), superando il vecchio record del 2007, indica il rapporto dell’UNODC. L’Afghanistan e’ il primo Paese per la coltivazione di papavero, da cui si produce oppio ed eroina.
Di conseguenza, la produzione di oppio, da cui e’ derivata l’eroina, si e’ attestata sulle 5.500 tonnellate nel 2013 (+49% rispetto al 2012), riporta il documento redatto congiuntamente dai servizi dell’Onu e l’amministrazione afghana.
Dal 75 al 90% della produzione mondiale
Il rapporto sottolinea inoltre che la produzione di oppio avrebbe potuto essere ancora maggiore, se non ci fossero state “condizioni metereologiche sfavorevoli, in particolare nelle regioni del sud e dell’ovest”, vero e proprio granaio di oppio del Paese. L’Afghanistan ha soddisfatto l’anno scorso il 75% della domanda mondiale, una cifra che quest’anno potrebbe passare al 90%, secondo Jean-Luc Lemahieu, rappresentante regionale dell’Unod.
I coltivatori potrebbero aver fatto crescere la produzione di oppio “per preservare i loro averi di fronte alle prospettive di un futuro incerto che potrebbe derivare dal ritiro, l’anno prossimo, delle truppe internazionali”. Le Nazioni Unite temono che il prodotto di questo commercio finisca nelle mani dei “signori della guerra” nel momento in cui le forze internazionali lasciano il Paese. “L’economia clandestina si installa e sembra prendere il sopravvento su quella legale”.
Kabul supermercato della droga
L’aumento delle superfici coltivate si spiega anche con la mancanza di volonta’ politica nella lotta in merito. Questa assenza di determinazione non fa che ingrandire il fenomeno mentre si avvicinano le elezioni presidenziali di aprile 2014, per le quali il capo di Stato uscente, Hamid Karzai, che non puo’ ripresentarsi, lascia campo libero ad una corte di rivali, legati a persone influenti che hanno tratto vantaggi dalla coltivazione del papavero.
I benefici di questa attivita’, quest’anno dovrebbero raggiungere il miliardo di dollari, cioe’ il 4% del PIL. Una parte di questa somma andra’ ai talebani in lotta contro il potere centrale. In privato, alcuni responsabili occidentali accusano anche appartenenti all’apparato dello Stato perche’ ne ricavano propri profitti. Le autorita’ afghane, nell’ambito di un programma di lotta agli stupefacenti, ieri hanno distrutto due tonnellate di oppio, 400 chili di eroina, 1,2 tonnellate di morfina e dieci tonnellate di resina di cannabis, oltre che migliaia di bottiglie di alcool.