Aggiornamento 5 giugno 2018. I Repubblicani non hanno trovato i voti necessari per approvare il provvedimento entro oggi. I cittadini del Michigan si esprimeranno quindi sul quesito proposto dai promotori nel prossimo novembre.

Da Lansing, capitale dello Stato del Michigan, giungono notizie inaspettate. Il Partito Repubblicano sarebbe intenzionato, per bocca del Leader della maggioranza al Senato Arlan Meekhof, a promuovere l’approvazione delle norme proposte nel referendum promosso dalla Coalitione, già dalla sessione legislativa che si apre domani. I Repubblicani, oltre ad avere eletto il Governatore Rick Snyder, controllano sia il Senato che la Camera dei Rappresentanti dello Stato che sorge sulle sponde dell’omonimo lago. La mossa punta esplicitamente ad evitare il ballot di novembre, quando è annunciata una larga vittoria dei favorevoli alla regolamentazione legale della cannabis ad uso ricreativo. Il Michigan sarebbe così il decimo stato USA a legalizzare la cannabis anche per l’uso ricreativo.

Questo non solo permetterebbe ai Repubblicani di togliere la cannabis legale dai temi di campagna elettorale (si vota anche per il rinnovo del parlamento locale), ma garantirebbe la possibilità al legislatore di modificare la normativa più agevolmente rispetto a quanto possibile in caso di vittoria referendaria. Infatti le leggi approvate tramite consultazione referendaria in Michigan per essere modificate devono ottenere due terzi dei voti del parlamento. Margine che il Partito Repubblicano non ha. E così si sta facendo strada l’idea dell’opzione “approva ed emenda”, anticipando il referendum e lasciando poi margini ai legislatori per modificare la proposta. Meekhof giustifica questa opzione anche ricordando le difficoltà sorte nel modificare la precedente normativa sulla cannabis terapeutica, approvata con referendum nel 2008, ma modificata molti anni dopo per superare difficoltà e incongruenze. Paradossalmente a sostenere l’approvazione per legge della proposta referendaria è stato nelle settimane scorse proprio uno dei comitati nati in opposizione al quesito, il comitato Keep Pot Out of Neighborhoods and Schools (Teniamo lontane le canne dai Quartieri e dalle Scuole).

Josh Hovey, il portavoce della Coalition to Regulate Marijuana Like Alcohol’s (CRMLA), promotrice della campagna referendaria, ha dichiarato che “siamo felici che i legislatori adottino la nostra iniziativa così come è stata scritta, ma siamo fortemente convinti che essa non abbia bisogno di essere modificata immediatamente” schierandosi quindi contro eventuali modifiche repentine. Alle considerazioni di Meekhof rispetto alle falle della precedente legislazione sulla cannabis terapeutica Hovey ha risposto che il testo elaborato per la regolamentazione legale della cannabis ricreativa è solide ed è basato sul quadro normativo della cannabis terapeutica così come modificato dal parlamento del Michigan nel 2016.

Su questa opzione si conta però l’opposizione di tutto il partito Democratico che è schierato sul testo originale del referendum e non vuole lasciare spazio a possibili modifiche. Lo stesso Leader di maggioranza della Camera, il Repubblicano Tom Leonard ha dichiarato che non sosterrà in prima persona la proposta, ma che non si opporrà al suo incardinamento: “se ci saranno i 55 voti necessari la incardineremo” ha dichiarato. Ed il conto va fatto entro domani.

[Fonte MLive.com]