Chlöe Swarbrick, Green PartyPotrebbe essere il 2019 l’anno in cui i cittadini della Nuova Zelanda saranno chiamati a votare sul referendum per la regolamentazione legale della cannabis. Come avevamo già scritto tempo fa, il primo ministro laburista Jacinda Ardern aveva annunciato nel 2017 che avrebbe lasciato alla decisione del popolo neozelandese l’opportunità o meno di legalizzare la cannabis. Questo faceva parte dell’accordo di governo con il Partito Verde neozelandese che proprio sulla cannabis legale ha incentrato parte della sua campagna elettorale ottenendo un grande risultato in termini di consenso.

La discussione in atto nel governo al momento è rispetto all’opportunità o meno di portare al voto la questione insieme alle elezioni parlamentari nel 2020, oppure già il prossimo anno. In molti sostengono che, nonostante i risparmi di un voto unificato, la campagna elettorale del 2020 inevitabilmente sarebbe troppo influenzata dal referendum, mettendo in secondo piano questioni più generali. Così si fa strada l’ipotesi di anticipare il voto al 2019, opzione che il governo sta valutando seriamente come ha dichiarato a Radio New Zealand il Ministro della Giustizia della Nuova Zelanda, Andrew Little.

Chloe Swarbrick, parlamentare 23enne del Partito Verde, ha dichiarato alle stessa Radio che la formulazione del referendum deve ancora essere discussa. E anche se anticipare una proposta di regolamentazione in parlamento prima del referendum. “Stiamo ancora lavorando su questo. Sia con gli altri partiti governativi che all’interno del nostro per decidere quale sarà la migliore linea d’azione”. E’ ovvio che la scelta del modello di regolamentazione, e quindi la formulazione del quesito sarà fondamentale per la riuscita o meno della consultazione popolare. La questione è delicata perchè non sarà certamente facile riassumente in un singolo quesito semplice e comprensibile un modello di regolamentazione che, qualcunque sia, avrà certamente le sue complessità.