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Tempo di lettura: 5 minutiHarvey Slade

Per lanciare i nostri nuovi rapporti, Altered States e Capturing the Market, Transform ha ospitato due webinar sulla regolamentazione della cannabis in Nord America (di cui trovate i video in fondo a questo articolo, ndt) con esperti statunitensi e canadesi. Le discussioni si sono incentrate sulle lezioni chiave che altri paesi possono trarre dalle esperienze canadesi e statunitensi al fine di garantire che, nel momento in cui questi legalizzeranno la cannabis, ottengano il risultato voluto. In questo articolo, illustriamo alcune di queste lezioni chiave.

1. Comprendere, bilanciare e valutare le priorità

Ci sono molte ragioni per regolare legalmente la cannabis. In Canada, le priorità sono state delineate nella legislazione: la promozione della salute pubblica; la protezione dei più giovani; e la riduzione della criminalità. Prima dell’apertura dei mercati della cannabis sono stati istituiti solidi sistemi di analisi dei dati per garantire che i risultati della regolamentazione della cannabis potessero essere misurati efficacemente rispetto a questi obiettivi chiave.

I dati indicano che la maggior parte della domanda di cannabis in Canada viene ancora soddisfatta attraverso fonti illegali, con alcuni che indicano come motivo principale il maggiore costo della cannabis sul mercato legale. Tuttavia, ciò evidenzia l’importanza di bilanciare le priorità. Se i prezzi della cannabis fossero stati lasciati cadere troppo in basso fin dall’inizio, potrebbero essere state intercettate ulteriori fette del mercato illegale, ma la sovra disponibilità avrebbe potuto produrre effetti negativi sulla salute pubblica. L’approccio canadese è stato, giustamente, prudente e orientato alla salute pubblica.

L’omissione di altri importanti motivi per la riforma in Canada – vale a dire la promozione della giustizia sociale e dell’equità – è stata fortemente criticata. La mancata integrazione di questo obiettivo come obiettivo chiave si è riflessa negli sforzi normativi, con le procedure per la rimozione dei precedenti nei casellari giudiziari introdotte solo in ritardo e in modo inadeguato. Al contrario, alcuni Stati degli USA hanno inserito l’equità sociale tra le priorità dichiarate, anche a livello legislativo, determinando fin dall’inizio misure per promuovere un equo accesso all’industria.

2. Rimuovere i precedenti penali

Dopo decenni di rilancio della guerra alla droga, i governi ora autorizzano legalmente il possesso di cannabis e applicano pesanti diritti di licenza per fornirla. Nel frattempo, milioni di pesone hanno subito precedenti penali per le stesse attività, creando stigma permanente e incidendo sull’occupazione e sulle opportunità di vita.

In Canada, la legislazione inizialmente non prevedeva la rimozione dai casellari giudiziari dei precedenti per reati legati alla cannabis. Successivamente sono state rese disponibili le procedure, ma queste richiedono ai soggetti idonei di presentare le domande da soli e si esauriscono in semplici “grazie”. Un perdono non è la stessa cosa di un “expungement”, opzione scelta in alcuni stati degli Stati Uniti, in cui il precedente giudiziario viene cancellato dal casellario. L’esperienza degli Stati Uniti indica anche che molte più persone potrebbero trarre beneficio dal provvedimento quando è il governo stesso che ha il dovere di trovare e cancellare i precedenti penali, piuttosto che su richiesta individuale. Anche questo è simbolicamente importante: è lo Stato che ha creato i danni; dovrebbe essere lo stato che muove i primi passi per riparare quei danni.

3. Assicurare che i negozi al dettaglio siano accessibili

I negozi al dettaglio hanno bisogno di una licenza per vendere cannabis. L’eccessiva disponibilità dei negozi può inibire gli obiettivi di salute pubblica, pertanto le autorità che regolamentano potrebbero voler limitare le licenze disponibili. Tuttavia, se non ci sono abbastanza negozi, le persone continueranno ad acquistare dal mercato illegale. Un modo per combattere l’illegalità potrebbe essere la riduzione del costo delle licenze, per incoraggiare un numero maggiore di aziende a richiederla.

Licenze al dettaglio non mediche CanadaLicenze al dettaglio non mediche USA

Inevitabilmente, i negozi di cannabis potrebbero essere meno accessibili nelle piccole città e nelle zone rurali, il che significa che le vendite online rimangono un’opzione importante per garantire l’accesso al mercato legale. Esiste anche un esercizio di bilanciamento in relazione ai poteri delegati alle città che, in molti casi, sono in grado di vietare del tutto i negozi nelle loro aree. In alcuni stati degli Stati Uniti, l’abuso di veti locali è stato combattuto richiedendo ai consigli comunali di verificare il sostegno popolare con un referendum prima di vietare i negozi al dettaglio.

4. Promuovere l’accesso al mercato delle persone colpite in modo sproporzionato dal divieto

Controllando i criteri in base ai quali vengono valutate le domande di licenza, e fornendo accesso ai prestiti alle imprese e alle riduzioni delle tasse di licenza, le autorità regolatrici possono promuovere l’accesso al mercato a coloro che sono stati colpiti in modo sproporzionato dalle forze dell’ordine durante la proibizione. Tuttavia, il momento opportuno per promuovere la “diversity” nel settore è all’avvio del processo (negli USA si definiscono tali le politiche che garantiscono, in questo caso all’interno delle imprese, la presenza di tutti i gruppi sociali o etnici, ndt); questa infatti non può essere garantita retroattivamente una volta che le licenze sono già state distribuite. È quindi essenziale responsabilizzare i legislatori, promuovendo fin dall’inizio la giustizia sociale e l’equità per le comunità colpite in modo sproporzionato dalla war on drugs, per garantire che la regolamentazione non ricrei le stesse disparità riscontrate sotto la probizione.

5. Supportare attivamente i piccoli fornitori locali

Il sostegno alle imprese locali è spesso strettamente collegato alla promozione dell’accesso al mercato per i gruppi sociali ed etnici maggiormente colpiti dal proibizionismo. In Canada, misure inadeguate per promuovere l’accesso al mercato per i piccoli produttori hanno portato a un gruppo selezionato di grandi società con licenza federale destinate a dominare il mercato per gli anni a venire. Questo è un problema nazionale: il dominio del mercato da parte di un piccolo gruppo di attori privati ​​consenteu n ampio potere di lobbying che, storicamente, ha portato a cattivi risultati in termini di salute pubblica nei mercati regolamentati della droghe storicamente legali (vale a dire alcol e tabacco). Tuttavia, questo è anche un problema internazionale. I produttori sono stati in grado di utilizzare il mercato canadese come trampolino di lancio; numerose aziende ora operano in cinque continenti, acquistando piccole imprese produttrici nei mercati emergenti e ponendo così le basi altrove, ipotizzando una più ampia legalizzazione.

In futuro, le autorità regolatrici dei nuovi Paesi sulla strada della legalizzazione devono affrontare la sfida di garantire che la regolamentazione sia in grado di dare la priorità alle imprese locali e a quelle più piccole, non ai giganti canadesi. Per fare ciò, dovranno proteggere fin dall’inizio le aziende locali dall’incorporamento da parte delle corporation, poiché l’esperienza canadese ha dimostrato che le dinamiche del mercato si stabiliscono molto rapidamente.

Puoi dare un’occhiata ai nostri nuovi rapporti qui. Le versioni registrate dei webinar possono essere visualizzate online di seguito.

[Articolo orginale Five Lessons from Cannabis Regulation in North America – Traduzione di Leonardo Fiorentini]

Social justice must be at the forefront of cannabis law reform

Capturing the Market – Lessons from Canada’s legal cannabis market

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