Forum Droghe, l’associazione che da 25 anni si occupa della riforma delle politiche sulle droghe con status consultivo all’ONU, interviene sui recenti eventi accaduti in alcune carceri italiane a seguito della crisi del coronavirus. Qui di seguito le dichiarazioni di Stefano Vecchio, Presidente di Forum Droghe e Hassan Bassi, Segretario nazionale.

Siamo molto preoccupati per questi eventi – dichiara Stefano Vecchio, Presidente di Forum Droghenel corso dei quali sono morti quindici detenuti, alcuni sembra per intossicazione acuta da psicofarmaci e metadone, sui quali chiediamo chiarezza. Un vero paradosso, per una misura che avrebbe dovuto proteggere la salute di coloro che vivono nelle carceri. Purtroppo non vi è stata informazione preventiva e coinvolgimento dei detenuti: lo stop repentino dei colloqui con i famigliari e la sospensione di tutte le misure di semilibertà e dei permessi senza che fossero perseguite adeguate soluzioni alternative, ha causato il dramma di questi giorni“. Per Vecchio “le morti per presunta assunzione di psicofarmaci e metadone mettono a nudo l’ostinata miopia di un sistema penitenziario che si ostina a negare l’evidenza della circolazione delle sostanze all’interno delle carceri, e che quindi non si attrezza per ridurre i danni di quest’uso. A partire dalla mancata presenza di farmaci salvavita come il naloxone.” “Per affrontare l’emergenza – continua il Presidente di Forum Droghe – ci sono proposte molto ragionevoli e realmente “protettive per la salute”, come la scarcerazione anticipata dei detenuti con pene residue limitate, l’attivazione di tutte le misure alternative possibili per coloro che ne hanno diritto, la collocazione agli arresti e detenzioni domiciliari, che avrebbero il risultato “salutare” di decongestionare le carceri italiane, oltre a garantire comunque forme di comunicazione adeguate con i famigliari per chi è detenuto.

Per Hassan Bassi, segretario di Forum Drogheè urgente e fondamentale accertare le cause che hanno portato alla morte delle persone detenute, ad oggi non tutte chiare, secondo criteri di massima tempestività e trasparenza. Poi, come non ci stanchiamo mai di ripetere, è urgente cambiare la legge sulle droghe che continua a riempire le carceri, e per lo più per piccoli reati. Senza contare coloro che ne commettono altri legati al loro stato di “tossicodipendenza”. Pur in parte sovrapponibili, rappresentano il 35% ed il 28% della popolazione detenuta come dimostriamo ell’ultimo Libro Bianco. Da tempo Forum Droghe – precisa Bassi – con molte altre associazioni ha elaborato e proposto alla discussione del Parlamento disegni di legge che prevedono sia una completa decriminalizzazione delle condotte legate all’uso personale di droghe sia un abbassamento delle pene per i reati minori, una revisione radicale del sistema degli interventi nella prospettiva della Riduzione del danno, e l’ampliamento delle misure alternative alla detenzione per il piccolo spaccio. Oltre che naturalmente la regolazione legale della cannabis. I detenuti sono oggi più di 62.000, queste sono misure necessarie non solo per affrontare l’emergenza dell’oggi, ma per garantire la sostenibiltà del nostro sistema penitenziario e i diritti umani delle persone detenute.

Il documento di Forum Droghe è disponibile on line qui ed in formato pdf qui.

L’Ufficio Stampa

Firenze, 12 marzo 2020

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