È stato invitato un arco di associazioni e soggetti sociali che più hanno collaborato col giornale.
Erano presenti: Sandro Del Fattore e Giuseppe Bortone (Cgil Nazionale), Mauro Palma e Stefano Anastasia (Antigone), Ingo Stockel, Daniela Cerri e Antonio D’Alessandro (Parsec), Stefano Regio (Cooperativa Il Cammino), Claudio Cippitelli (Coordinamento Nazionale Nuove Droghe), Giorgio Bignami, Franco Corleone (Forum Droghe), Grazia Zuffa (direttrice di Fuoriluogo) e Marina Impallomeni (redazione di Fuoriluogo).
Assenti per motivi di forza maggiore (hanno comunque manifestato il loro interesse): Maria Grazia Giannichedda (Forum salute mentale), Livio Pepino (Md), Leopoldo Grosso (Gruppo Abele), Fabio Scaltritti (San Benedetto al Porto, Genova), Andrea Morniroli (Dedalus), Marco Solimano (Arci).

Premessa: i problemi del/col Manifesto e Fuoriluogo

  • Il Manifesto ha appena dato il via ad un nuovo cambiamento editoriale che comporta tra l’altro una ulteriore diminuzione del numero delle pagine. Nell’occasione, la direzione del Manifesto ha comunicato l’intenzione di non avere più inserti: non ci sarebbe più spazio per Fuoriluogo perché si presenterebbe come un prodotto “estraneo” alla nuova linea editoriale. Il Manifesto propone a Fuoriluogo di passare di nuovo al supplemento esterno, il che comporterebbe un aumento di pagine (da 8 a 12) ma anche di costi, che dovrebbero passare a carico integrale di Forum droghe. Attualmente Forum droghe si fa carico delle spese redazionali e di quelle di grafica e impaginazione, mentre il Manifesto si fa carico delle spese di carta e stampa, con un parziale contributo di Forum droghe. In sintesi, il Manifesto chiede di passare ad una forma più costosa di pubblicazione e totalmente a carico di Forum droghe. Per preparare una diversa prospettiva, il Manifesto permetterebbe ancora l’uscita di Fuoriluogo per giugno e luglio 2008. Per avere un’idea dei costi, attualmente Fuoriluogo pesa sul Manifesto per circa 20.000/25.000 euro l’anno di carta/stampa, che sono in parte coperte da un contributo di Forum droghe (circa 10.000 euro per il 2007).
  • E’ chiaro che l’associazione Forum droghe non può sostenere ulteriori sforzi economici rispetto a quelli odierni, tanto più nella prospettiva di passare al molto più costoso supplemento.

L’ordine del giorno della riunione:

  • verificare l’evoluzione del giornale a più di dieci anni di distanza dall’inizio delle pubblicazioni
  • verificare l’impatto della eventuale chiusura di Fuoriluogo nel particolare frangente politico
  • verificare l’impatto di Fuoriluogo al di fuori dell’associazione Forum droghe e l’eventuale interesse di altri soggetti a co-promuovere/sostenere il giornale

La discussione:

La crisi di Fuoriluogo deve essere comunque occasione per un bilancio e per un nuovo progetto editoriale, se possibile.
Il bilancio: sinteticamente, l’originario progetto di Fuoriluogo ruotava intorno ad una complessa sfida: 1) non isolare le droghe dal più vasto rapporto fra penale e sociale, cercando dunque collegamenti da un lato con le problematiche della giustizia e del carcere, dall’altro coi temi sociali (salute mentale, emarginazione); 2) saper parlare ad un pubblico più vasto di quello dei consumatori/operatori, in virtù di un approccio più complessivo; 3) offrire ai politici spunti, approcci e uno sguardo internazionale sulle drug policies . Nel tempo, ci sono stati spostamenti: se l’aggancio col penale è rimasto piuttosto saldo, il giornale ha fatto più fatica a seguire le vaste tematiche sociali anche se, ad esempio, il collegamento con le problematiche della salute mentale ha avuto attenzione costante. Più difficile e travagliato il rapporto con la politica, così che il giornale ha cercato di lavorare di più sul versante culturale, con un occhio a quel mondo degli operatori del sociale che ha bisogno di strumenti per dare dignità di sapere alle proprie competenze ed esperienze.
In generale, si può dire che l’ambizione di fondo di Fuoriluogo, tenere insieme il versante più propriamente politico delle droghe (il discorso sulle leggi) con quello più tecnico degli interventi e dei servizi, ha trovato un limite nella crisi del movimento di riforma della politica delle droghe (emblematica la mancata riforma della legge antidroga del 2006, ma non solo).
La crisi del movimento di riforma si estrinseca in una frantumazione/non comunicazione di discorsi e soggetti (la battaglia per la canapa quale non-droga da una parte, la riduzione del danno come solo affare di eroinomani dall’altra, l’allarme cocaina a rimorchio del circuito mediatico/politico, senza capacità di vero sguardo critico nel mezzo; e ancora, la ripresa della tradizionale “separatezza” del discorso droga). La frantumazione va oltre il mondo delle droghe, ovviamente, ed è ancora più difficile parlarsi tra pezzi di movimento che lavorano su altri issues sociali. Da qui, alcuni punti largamente condivisi:

  • Fuoriluogo ha mantenuto uno sguardo originale nel panorama dell’editoria sociale
  • preoccupazione per la eventuale chiusura di Fuoriluogo in questo frangente politico, perché verrebbe a mancare uno dei pochi strumenti che cercano di costruire un discorso diverso sulle droghe
  • consapevolezza che, al di là delle indubbie e gravi difficoltà economiche, l’attuale problema di rapporto fra Fuoriluogo/Manifesto va visto nel contesto politico: l’interruzione eventuale delle pubblicazioni col Manifesto non sarebbe indolore, e non solo per Fuoriluogo.
  • bisogna cercare di distinguere il rapporto Forum droghe/Fuoriluogo da un eventuale rilancio e progetto di Fuoriluogo collegato ad un network più ampio per rafforzare la presenza sulla gamma delle tematiche sociali individuate. Lo strumento cartaceo è insostituibile soprattutto guardando a questo network, che oggi ha difficoltà a far sentire la sua voce.
  • c’è bisogno di più tempo per saggiare la possibilità di un nuovo Fuoriluogo. C’è bisogno di più tempo anche rispetto alla difficile fase di transizione/riassestamento nelle forze di sinistra e dintorni, compresi i rapporti con gli organi di stampa.

La riunione si è conclusa dando mandato:

  • di aprire un confronto politico e non solo economico col Manifesto, chiedendo preliminarmente di dare continuità a Fuoriluogo fino a dicembre 2008.
  • di saggiare l’interesse/disponibilità del Manifesto ad un nuovo progetto di Fuoriluogo collegato ad un network sociale più ampio
  • di proseguire nei contatti e di indire una nuova riunione aperta a nuovi soggetti con l’obiettivo di elaborare il nuovo progetto editoriale.

(sintesi a cura di Grazia Zuffa)