Il dottor Serpelloni non cessa di stupirci con la sua perseveranza nel remare contro la poderosa corrente di analisi scientifiche che analizzano i nessi tra le politiche proibizioniste e la crescita inarrestabile del narcotraffico criminale; contro le innumerevoli prese di posizione in materia di autorevoli organismi di varia natura, nazionali e internazionali.

Esclusi, notoriamente, i falchi dell’agenzia droga e crimine delle Nazioni Unite, i quali resterebbero disoccupati dopo un cambio delle succitate politiche, i loro mandanti statunitensi, i criminali responsabili delle politiche antidroga nella Russia dell’ex sbirro Putin governata dalle varie mafie.

A quanto pare il Nostro aspira a scalare il podio sul quale troneggiano i giudici del processo a Galileo, insieme al vescovo fieramente antidarwiniano Wilberforce di Oxford, il quale venne messo KO tra la generale ilarità dalla celebre battuta di Thomas Huxley (‘non mi vergogno di avere una scimmia per antenato, ma mi vergognerei di aver qualsiasi connessione con un uomo che usa i suoi grandi doni per oscurare la verità’).

Ma è più probabile che passerà alla storia, secondo il detto americano, come un gallone d’acqua in più nelle cascate del Niagara.