Susanna Ronconi

Susanna Ronconi

I venti che spirano in una parte dell’Unione europea, a Est soprattutto, ma anche a Sud, come sappiamo bene, non depongono a favore di politiche sociali aperte e innovative. Anche sulle droghe, come sulle migrazioni o sulle povertà, potrebbero pesare populismi e nazionalismi, avvezzi alle risposte muscolari ben più che alle strategie di respiro, basate sulle evidenze e sul rispetto dei diritti umani: Vienna 2019, il Meeting di Alto livello ONU sulle droghe, sarà un banco di prova politicamente importante.  Di contro, la nuova composizione e la nuova direzione del Forum europeo della società civile sulle droghe (CSFD) – il gruppo di associazioni attive nelle politiche sulle droghe che si affianca in qualità di gruppo di esperti alla Commissione Europea ed è interlocutore del Gruppo orizzontale droghe (HGD), che rappresenta i governi – va nella direzione delle politiche riformiste, orientate al contenimento dell’approccio penale e alla riduzione del danno.  Ai primi di luglio, sono state confermate o accolte per la prima volta 45 associazioni e reti europee, che pur continuando a rappresentare tutti i diversi orientamenti (per l’Italia Forum Droghe, Parsec Consortium e San Patrignano), per il nuovo triennio 2018-2020 sono prevalentemente espressione di quanto nella società civile (SC) sia progredito l’approccio critico verso le politiche globali e come si stiano concretamente percorrendo altre strade. Gli obiettivi del nuovo CSFD prevedono innanzitutto il presidio e la promozione dell’attuale Piano europeo sulle droghe, che lo scorso anno è stato varato con l’apporto significativo del Forum stesso, raggiungendo una formulazione tra le più avanzate, considerando pluralità e mediazioni, per esempio su riduzione del danno, partecipazione, promozione di forme alternative al carcere, monitoraggio delle politiche innovative sulla cannabis (vedi rubrica su il manifesto del 23 agosto 2017).

Il Forum ha verificato attraverso le sue antenne nazionali come molti governi non abbiano adottato il Piano e ne siano fortemente lontani.  Una campagna di advocacy finalizzata al rispetto delle linee guida del Piano comunitario in tutti i paesi membri sarà avviata entro l’anno, con materiali informativi e campagne di comunicazione in tutte le lingue: una opportunità per chi, come noi in Italia, ha un Piano nazionale obsoleto e iperproibizionista. Azioni specifiche saranno indirizzate al contesto internazionale, soprattutto al mantenimento e allo sviluppo della posizione riformista già espressa dalla Commissione europea in sede ONU in sede UNGASS 2016: banco di prova anche a livello nazionale, per noi, memori del ruolo di rottura del fronte europeo che giocò l’Italia di Berlusconi e Giovanardi nel 2009, rendendo il ruolo comunitario più debole nel contesto globale, a favore dei proibizionismi di USA e Russia. Campagne e lavoro di advocacy anche per il ruolo delle associazioni nelle politiche nazionali sulle droghe: sarà lanciata in ogni stato membro una call aperta alle associazioni, mirata sia a documentare buone prassi nel dialogo politico che a sostenere micro-piani d’azione locale per aumentare il peso della società civile nei processi decisionali locali o nazionali (ai primi di agosto la pubblicazione del bando su www.fuoriluogo.it).

Infine, il futuro prossimo: l’impegno del CSFD è proiettato verso il 2020, quando sarà varata una nuova Strategia europea sulle droghe. Prioritario sarà l’impegno verso la Commissione e verso i governi nazionali a progredire in un approccio riformista, contro ogni tentazione nazional-muscolare.

Scarica i documenti

  • pdf UE-action-plan-2020
    Scarica il Piano d’azione (PA) europeo sulle droghe 2017-2020 in formato pdf
    Aggiunto in data: 20 agosto 2017 15:17 Dim.: 1 MB Download: 86
  • pdf Civil Society Forum on Drugs - Call for Participants
    Call for Participants - Civil Society Actions at the National Level, download in pdf.
    Aggiunto in data: 2 agosto 2018 21:51 Dim.: 659 KB Download: 131