Il Civil Society Forum on Drugs (CSFD) è un gruppo di esperti in materia di droghe e politiche sulle droghe della Commissione Europea (http://www.civilsocietyforumondrugs.eu). I partecipanti provengono da 45 Organizzazioni della società civile attive nei Paesi Membri, e portano in sede comunitaria competenze, valutazioni, raccomandazioni in materia di droghe in linea con quanto prevedono sia la Strategia che il Piano d’Azione europei in materia, quando affermano che la società civile deve essere coinvolta “nel processo decisionale, di monitoraggio e di valutazione delle politiche sulle droghe“. Il CSFD ha anche l’opportunità di avere un dialogo aperto con lo Horizontal Working Party on Drugs (HDG), gruppo di rappresentanti dei governi degli Stati membri in materia di droghe a livello di Consiglio Europeo.

Lo Working Group on the EU Drugs Strategy and Action Plan si occupa sia di valutare la Strategia e iI Piano d’azione vigenti o in scadenza, che di fornire indicazioni e raccomandazioni per la formulazione dei nuovi documenti, come è avvenuto in occasione della redazione del Piano d’azione 2017-2020.

Nel 2018 è stato compiuto uno studio sul Piano d’azione con il particolare obiettivo di valutare in che misura alcuni tra gli obiettivi del Piano stesso fossero stati acquisiti a livello degli Stati membri e a quali risultati avessero portato. Hanno risposto al questionario on line 169 organizzazioni con sede negli Stati membri (26) e in Macedonia, Serbia, Montenegro, Norvegia e Svizzera).

Tra gli obiettivi del Piano, l’indagine ha messo al centro l’accessibilità e la qualità dei servizi, elencandoli secondo una tipologia stilata dall’EMCDDA (Health and social responses to drug problems: a European guide, 2017): prevenzione, prevenzione online, interventi di limitazione dei rischi in contesti del divertimento, trattamenti, trattamenti per co-morbidità, riabilitazione, programmi scambia siringhe, terapie sostitutive (OST), distribuzione di naloxone, drug checking, stanze del consumo (drug consumption rooms, DCR), sanzioni alternative alla carcerazione. (Report dell’indagine: www.civilsocietyforumondrugs.eu/wg-1-working-group-on-the-eu-action-plan-on-drugs).

Dall’Italia, 7 organizzazioni hanno risposto al questionario, posizionandosi su un dato medio-alto di partecipazione, dato che il numero medio di associazioni rispondenti per paese è 5, dal minimo di 1 (Danimarca) al massimo di 16 (Spagna), e con il medesimo valore di Regno Unito e Portogallo.

Download della versione italiana: Piano azione europeo e politiche nazionali sulle droghe

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