Ha ragione Francesco Merlo su Repubblica di oggi a decretare che Morgan non è un artista maledetto ma un debole arruffato. Basterebbe poco, un po’ di dignità, senza essere un eroe per mandare al diavolo i due Mauri, Masi e Mazza, per ridere in faccia a Vespa e mostrare un sano disprezzo per politici e colleghi così perbene da far vomitare! Eppure vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Morgan oggi, come ieri a Lapo, a Emilio Colombo e a tutte le vittime sconosciute del proibizionismo.

Una infame ideologia legata alla menzogna antiscientifica, al perdonismo peloso, ad una concezione salvifica dell’astinenza. La war on drugs uccide anime e corpi, tortura le coscienze e incatena nelle galere. Abbiamo dunque pietà di chi vive nell’ombra la propria vita, con il terrore di essere scoperto e additato con uno stigma di malato e criminale. Le dichiarazioni di Gasparri, La Russa, Castelli, Meloni, Merlo, Giro, Mussolini, Carlucci, Bocciardi, Ronconi, Ciocchetti, Bobba e tanti altri carneadi confermano che tra le loro virtù e i vizi di Morgan è facile scegliere da che parte stare.

E’ ora di dire che la TV, pubblica e privata, fa più danno della cocaina!

Siamo comunque felici di avere una ragione in più per non guardare il festival di Sanremo; di questi tempi non è poco.