Le vendite di bevande alcoliche diminuiscono in seguito all’entrata in vigore delle leggi sull’accesso legale alla marijuana medica negli stati americani. Questi sono i risultati di uno studio redatto da un gruppo di ricercatori dell’Università del Connecticut e della Georgia State University.

Gli autori hanno valutato la relazione tra l’introduzione delle leggi sulla marijuana medica – che via via hanno interessato 29 stati della federazione statunitense – e le vendite di alcolici in oltre 2.000 contee americane negli anni dal 2006 al 2015. Le tendenze della vendita di alcolici negli stati dove la cannabis medica era divenuta legale sono state confrontate con quelle negli stati in cui la cannabis rimaneva illegale, anche per il solo uso terapeutico. I ricercatori hanno stabilito che le contee laddove la cannabis medica era legale, in media, hanno registrato una riduzione delle vendite mensili di alcol pari al 15%.

I ricercatori nello loro conclusione affermano: “scopriamo che la marijuana e l’alcol sono forti sostituti… Gli Stati che legalizzano l’uso di marijuana medica registrano una diminuzione significativa nella vendita aggregata di alcol, birra e vino. Inoltre gli effetti non sono di breve durata, con riduzioni significative osservate fino a 24 mesi dopo il passaggio della legge.

Del resto i dati sulle tendenze dei consumatori in California riportano in particolare che coloro che hanno avuto accesso legale alla cannabis (in California vige comunque una normativa abbastanza permissiva sulla terapeutica, mentre quella ricreativa sarà legale dall’inizio del 2018) riducono con molta frequenza l’assunzione di alcol. Un’analisi del 2016 delle vendite di birra in Colorado, Oregon e Washington ha riportato che le vendite al dettaglio hanno “complessivamente sottoperformato” negli anni successivi all’adozione delle norme sulla marijuana per uso adulto.