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Nelle scorse settimane abbiamo inviato una lettera aperta al Ministro della Salute Roberto Speranza riguardo le ultime, allarmanti, direttive del Ministero riguardanti la cannabis terapeutica. Malgrado siano quasi 1700 le persone che l’hanno fatta propria non abbiamo ancora ottenuto alcuna risposta!
Nel frattempo non passa giorno che le decisioni sulla cannabis non ripropongano scenari del passato, in ultimo l’inclusione del CBD nelle Tabelle dei medicinali stupefacenti della 309/90!
Abbiamo scritto, manifestato, cercato di coinvolgere parlamentari e giornalisti per denunciare quanto si stesse tornando indietro con decisioni spesso anti-scientifiche – continuiamo a fare contro-informazione online e su carta ma la politica non ascolta.
Abbiamo quindi deciso di proseguire queste azioni lanciando un digiuno di massa per dialogare con le istituzioni e chiedere loro di aggiornare le decisioni sulla cannabis. Aggiornarle sulla base degli sviluppi politico-scientifici in corso in tutto il mondo e intonarle al buon senso di chi cerca di vivere liberamente scelte individuali, terapeutiche o professionali.
Ti chiediamo di partecipare, dichiarando la tua disponibilità a questo digiuno a staffetta che partirà il 23 ottobre, un anno dopo che Walter De Benedetto ha portato il suo caso di malato davanti al Presidente della Camera. Da allora nulla è successo. Per questo abbiamo deciso di accompagnare la lotta di Walter (potete leggere ed aderire al suo appello qui) e di troppi altri malati italiani che oggi sono ostaggio della burocrazia o delle leggi repressive del nostro paese.
Sono benvenute le adesioni anche a nome di associazioni ma si tratta di un’iniziativa personale. Simbolicamente dovrebbero essere almeno tre le persone che partecipano una per gli aspetti terapeutici, una per quelli industriali o commerciali e una contro il proibizionismo. Il digiuno consiste nel non mangiare ma bere molto – sono consigliate tre spremute o cappuccini al giorno.

NB: scegliete una data con poche o nessuna adesione a partire dal 15 dicembre in poi!


Calendario del digiuno per la cannabis

23 ottobre 2020

  1. Marco Cappato, Associazione Luca Coscioni, Milano: “Legalizziamo!”
  2. Hassan Bassi, Forum Droghe, Roma: “è il momento di parlare e confrontarsi sul tema cannabis senza preconcetti ! basta con l’inutile retorica proibizionista che continua a sacrificare la tranquillità della vita di milioni di cittadini sull’altare della propaganda.
  3. Silvia Curci, Torino: “Ogni paziente ha il diritto di curarsi con i farmaci più efficaci per la propria patologia. La cannabis terapeutica dev’essere accessibile a chi ne necessita.
  4. Giorgio Rabagliati, Lavoratore dipendente, Torino: “Digiuno perché non è giusto che una medicina sia così inaccessibile per i pazienti. Lo stato, complice delle mafie, non si cura delle persone ma soltanto dei ritorni economici in mazzette
  5. Ilde Piccioli, Coordinamento Canapa Toscano Associazione pazienti Canapa medica, Massa: “Condivido pienamente le motivazioni di questo digiuno. Inoltre vorrei che la canapa venga riconosciuta come pianta medicinale e non ci siano più discriminazioni e pregiudizi ne per la pianta ne per i pazienti che ne fanno uso.
  6. Juri Sodero, Apprendista settore Cinema/Televisione, Roma: “Basta alla lotta contro una pianta che potrebbe salvare l’Italia sotto molti punti di vista: salute, sociale, economia e lavoro. Siamo stufi di vedere un governo che dice che farà marcia avanti e poi si pesta i piedi da solo e fa marcia indietro. Stufi di vedere un governo che pesta i piedi ai propri cittadini, sia sotto livello sanitario calpestando i nostri diritti, sia sotto livello economico e lavorativo, permettendoci di aprire attività di cannabis light per poi vedere perquisizioni, sequestri, chiusure e multe. Adesso basta! È ora che l’Italia e i propri cittadini si sveglino, e che questo governo faccia qualcosa di concreto!!”
  7. Danny Sciulla, Fogliano Redipuglia (GO): “Ero un paziente in Germania, ma da quando mi sono trasferito in Italia è tutto più difficile.”
  8. Valerio Perugini, Messina: “Per mio padre”

24 ottobre 2020

  1. Valerio Perugini, Messina: “Perché la mia vita è finita quando mio padre si è ammalato a 60 anni di alzheimer. Niente cura questa malattia, eppure l’unica sollievo lo ha grazie all’olio di cannabis, io suo umore è buono e dorme sereno.
  2. Francesco Zilioli, Fosfenismo, Desenzano del Garda: “Digiuno spesso ANCHE per protesta a questa cosa, a ritmi regolari, da anni. A volte per settimane. La motivazione è talmente ovvia (mezzo mondo la sa) che mi vergogno anche solo a riscriverla. Qui bisogna agire o morirò soffocato dalla mafia. E dallo stato. Da entrambi.”
  3. Ilde Piccioli, Coordinamento Canapa Toscano Associazione pazienti Canapa medica, Massa: “Condivido pienamente le motivazioni di questo digiuno. Inoltre vorrei che la canapa venga riconosciuta come pianta medicinale e non ci siano più discriminazioni e pregiudizi ne per la pianta ne per i pazienti che ne fanno uso.
  4. Pieralfonso Diacono, disoccupato, Verona: “Il digiuno rappresenta la mia malattia.E la cannabis terapeutica diventa pane di vita per un giorno.
  5. Valeri Paralini, Livorno: “Farò il digiuno perché voglio la libertà di scegliere come curarmi!
  6. Rossana Galleri, Tempio Pausania: “Articolo 32 della Costituzione Italiana : libertà di cura. Voglio essere libera di non soffrire!!!!
  7. Armando Basile, Catania: “Contro il mercato nero”
  8. Paolo Avolio, medico, Casamicciola Terme: “Libertà di scelta terapeutica”
  9. Oriana Castelli, commessa, San Giorgio a Liri: “Digiuno per protesta
  10. Rosa A Marca, pensionata, Firenze

25 ottobre 2020

  1. Ruggero Rosselli, studente, Reggio Emilia: “Basta oscurantismo!”
  2. Cristian Cavina, titolare di shop di cannabis light e consigliere comunale M5S, Medicina (BO): “È arrivato il momento di una chiara regolamentazione di tutti i settori della cannabis in Italia
  3. Roberto Rezzo, giornalista, Bibbona: “Legalizzare è l’unica maniera razionale
  4. Anna Giovanna Ceruti, pensionata, Bibbona: “Per combattere la criminalità e non contrastare un uso legittimo
  5. Sandro Rezzo, magazziniere, Riparbella: “Peace and Love
  6. Guillaume Moccia, Bolzano
  7. Mauro Ponsanesi, operaio, Termoli: “Perché abbiamo perso gia troppo tempo!!!
  8. Lorenzo Anzi, giornalista, Roma: “Per protestare contro la plateale violazione dei diritti civili rappresentata dall’attuale proibizionismo sulla cannabis vigente in Italia.
  9. Fiorenzo Mancinetti, invalido civile, Verona: “Perché sono un mutilato della voce, invalido 80% con piano terapeutico per la cannabis terapeutica. Ho subito carcerazioni per aver coltivato e questo è inaccettabile. La fornitura dell’ospedale non è sufficente e almeno 2 volte all’anno non c’è.
  10. Tiziano Grasselli, Velletri

26 ottobre 2020

  1. Denis Amerini, CGIL Nazionale (area welfare – Resp. dipendenze carcere), Roma: “Perchè il diritto alle cure, ed all’autodeterminazione, sia garantito a tutti. Perchè le scelte e le decisioni sulle sostanze siano basate sulle evidenze.
  2. Fabio Bottaini, Musicista e Ricercatore, Lucca: “Digiuno per contribuire alla sensibilizzazione delle forze politiche
  3. Loana Vesnaver, impiegata, Trieste: “Digiuno perché venga discussa la proposta num. 1498 sulla liberalizzazione della cannabis #manifestocollettivo
  4. Alessandro Maestrini, Vicchio: “Digiuno contro il proibizionismo
  5. Giuliano Alamprese, operaio, Potenza: “Non se ne può più in Italia
  6. Daniela Marzola, Brescia
  7. Carlo Del Nero, pensionato, Massa: “Perché la guerra alle droghe è follia ed è causa di morte
  8. Stefano Conte, musicista, Monopoli: “Per la cannabis libera. Libertà di autocoltivazione per tutti anche per aziende leader nel settore senza monopolio di stato. Per aiutare Walter che ha la mia stessa patologia e aiutare tutte le persone in difficoltà oggi schiave delle case farmaceutiche ad avvicinarsi a qualcosa di naturale e per niente dannoso, per eliminare una grande fetta di mercato nero e criminalità organizzata. Ci sarebbero mille motivi e anche più ma loro lo sanno bene e forse è proprio il fatto che abbia tutti questi benefici per la società che l’hanno tanto demonizzata? Ora basta è il momento di liberarla in una società avanzata e intelligente
  9. Salvatore Cannata, Mugnano di Napoli: “Il proibizionismo alimenta solo le mafie. E mi lascia sbigottito che un paese come l’Italia, che nella storia ha insegnato tanto al mondo, oggi a.D. 2020 ancora bandisce questa pianta definendola illegale ed ancora tratta come criminali chi la coltiva. Una pianta. Illegale.
  10. Alessandro Peretti, Genova: “Digiuno per non fare ingrassare LOBBY e MAFIE
  11. Alessandro Maria Bisetti, decoratore, Torino: “Aderisco con vero piacere perché sia il digiuno che la cannabis sono pratiche per me salutari
  12. Silvio Bosco, Berlino.
  13. Marwam Somrani, disoccupato, Reggio Emilia: “Per i nostri diritti di cittadini del mondo.
  14. Rebecca Carta, Varese.
  15. Martina Cavallaro, Sales assistan, Catania: “Preferirei digiunare 2mesi che sentirmi per un altro solo minuto, un criminale come lo stato mi considera solo perché consumo cannabis.
  16. Sasha Masucci, Napoli: “Sono stufo di questa situazione in cui un malato non si può curare come vuole solamente perché lo stato etichetta i consumatori di cannabis tossici quando non sono altro che consumatori del tutto sani di mente e gente normale che non vuole più finanziare le associazioni criminali

27 ottobre 2020

  1. Matteo Mainardi, Associazione Luca Coscioni, Roma: “Il Parlamento ha iniziato la discussione in Commissione Giustizia sulle proposte contrapposte di aumento delle pene per i fatti legati alla cannabis da una parte e legalizzazione della coltivazione per uso personale dall’altra. Digiuno per chiedere al Presidente della Commissione Giustizia di riprendere quel dibattito che in 8 mesi ha visto impegnato il Parlamento per sole 4 ore.
  2. Davide Calzolari, Titolare di CBDOCHTOR, Mantova: “Da ex ricercatore universitario non accetto che si retroceda di 1 passo sulle politiche relative alla cannabis terapeutica e alla canapa industriale.
  3. Claudio Di Caterina, dipendente agricolo, Corato: “Digiuno per dimostrare al minstro che una soluzione definitiva è necessaria, affidatevi a legali specializzati in materia e almeno ascoltate loro…Digiuno perchè sono CONTRO LA MAFIA, anche quella dello stato…
  4. Goa Strugala, educatrice, Milano: “Poiché non possiamo fermare una pianta, che ha molteplici funzioni ed usi. La natura si sente oltraggiata
  5. Daniel Martin Oses, Benevento: “Perché ognuno deve essere libero di potersi curare con la cannabis terapeutica senza avere problemi con la legge
  6. Giampiero De Cortes, lavoratore occasionale, Ghilarza: “Perché un popolo che rinuncia all’arte, alla cultura, all’istruzione, rinuncia alla libertà.
  7. Luca Puglia, impiegato, Ravenna.
  8. Aurora Martino, customer service advisor, Atene
  9. Andrea Panzini, op. call center, Parma: “Per il principio liberale che ognuno ingerisce nel proprio corpo ciò che crede

28 ottobre 2020

  1. Barbara Bonvicini, Meglio Legale/Radicali Italiani: “Perché lo Stato smetta di criminalizzare una terapia e si occupi solo di garantire il diritto alla salute e alla cura a tutti i cittadini.
  2. Susanna Ronconi, Forum Droghe, ricercatrice e attivista, Torino: “Digiuno per il diritto alla salute e alle cure, per non tornare indietro proprio quando l’OMS chiede, dopo anni di revisione scientifica, di escludere il CBD dalle Convenzioni internazionali. Digiuno contro l’ignoranza della politica. E contro l’arroganza che fa sì che non esistano luoghi e sedi di confronto reale con le associazioni e i soggetti protagonisti
  3. Luca Marola, Non Solo Skunk, Parma: “Digiuno contro la violenza e la crudeltà del proibizionismo
  4. Gabriele Capponi, studente, Sarzana: “La storia di Walter è la punta di un iceberg chiamato proibizionismo. Anacronistico, antiscientifico e antidemocratico, Noi Società Civile non ne possiamo più. Che la politica ci risponda e agisca, o risponda dei danni al nostro corpo.
  5. Giuseppe Storto, disoccupato, Napoli: “Digiuno perché voglio avere il mio diritto a piantare la mia pianta di canapa, basta favorire le cosche mafiose con le droghe leggere la marijuana e un diritto di tutti
  6. Lidano Fasolilli, Artigiano, Sezze: “Per Walter Per me… per tutti i pazienti. Per la continuità terapeutica sacrosanta.
  7. Emidio Gibilisco, maniscalco, Catania: “Uso la canapa per evitare di assumere antidolorifici sonniferi anti infiammatori lassativi ed altro vorrei decidere liberamente se sopportare effetti collaterali da farmaci o meno senza dover essere un malato terminale
  8. Giovanni Passino, disoccupato, Mestre: “Perche’ secondo l’art. 32 della Costituzione Italiana , nessuno puo’ essere obbligato a un determinato trattamento sanitario e perche’ la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto. Quindi se ho la prescrizione di un medico per la cannabis posso curarmi anche in galera?
  9. Manuela Lombardi, malata di sclerosi multipla, Roma.
  10. Jacopo Vasini, Disoccupato/ disobbediente/ Tesoriere +E, Rimini: “Sono antiproibizionista e un coltivatore disobbediente. Digiuno perché il proibizionismo è un sistema perverso che arricchisce le mafie e crea sofferenza in quei soggetti che utilizzano la cannabis per curare o lenire gli effetti della propria malattia. Digiuno per Walter De Benedetto.”
  11. Noemi Di Censo, studentessa, Lecce: “Perché il cibo non vale se non basta a dare benessere. Perché un fiore non può essere proibito. Perché la scienza e la democrazia, l’art 32, non possono essere rinnegati.
  12. Daniele Mura, impiegato, Roma

29 ottobre 2020

  1. Samuele Rizzo, disoccupato, Palermo: “Contro il proibizionismo e contro il monopolio della marijuana da parte delle mafie e quindi, anche se non di facciata da i nostri cari politici che ovviamente così hanno entrate maggiori e nessun controllo
  2. Laura Supino, LILA, Roma: “In generale sono una ferma sostenitrice delle liberalizzazioni. L’ultima decisione sul CDB mi sembra davvero un affronto alla libertà personale e al diritto alla salute
  3. Fabrizio D’Angela, operatio, San Vito al Tagliamento: “Contro l’ottusità del proibizionismo
  4. Donatella Veneziano, pensionata, Siracusa: “Per una buona causa
  5. Loren Sartori, studente e lavoratore autonomo, Busto Arsizio “Per un Paese che lasci più spazio alla libertà, per i pregiudizi disinformati che dilagano su questa pianta e soprattutto per persone come Walter, che hanno bisogno di cure e che questo governo non solo ignora, ma accusa di criminalità.
  6. Fioravante De Maria, disoccupato, Casarano: “È una battaglia nonviolenta giusta
  7. Giovanna Querenghi, pensionata, Genova: “Perché è importante anche con un piccolo contributo come il digiuno (antica firma di opposizione) far valere questa importantissima decisione!! È ora
  8. Maurizio Manzoni, impiegato, Milano

30 ottobre 2020

  1. Silvia Curci, Torino: “Ogni paziente ha il diritto di curarsi con i farmaci più efficaci per la propria patologia. La cannabis terapeutica dev’essere accessibile a chi ne necessita.
  2. Jacopo Spaggiari, tecnico caldaie, Modena: “Digiunerò perchè tutti hanno diritto alle giuste cure, qualsiasi esse siano. Digiunerò perchè gli assuntori, anche ludici, sono criminalizzati. Digiunerò per il bene del popolo, della scienza, della libertà.
  3. Marco Zardetto, insegnante, Vittorio Veneto: “I cannabinoidi sono droghe che possono essere usati per alleviare la sofferenza di molte persone. Chi ne ostacola l’utilizzo si rende carnefice.
  4. Simone Ferro, canapicoltore, Messina: “Protesto contro l’ultima decisione presa nel decreto del ministero della salute sull’olio di cbd. Protesto contro le istituzioni che non permettono l’autoproduzione a chi ne ha bisogno. Ci vuole buon senso.
  5. Fabrizio Ferro, Messina
  6. Palmira Mancuso, giornalista, Direzione nazionale + Europa, Messina: “E’ ora di legalizzare: per tutti quei malati costretti all’illegalità e per sottrarre alla criminalità organizzata il business delle droghe leggere, liberando uomini e risorse per la lotta al narcotraffico.

31 ottobre 2020

  1. lavio Passi, scrittore ed editore, Vercelli: “Perché, se proprio lo Stato Italiano vuole lasciare decine di miliardi in mano alle mafie, deve almeno permettere a cittadini adulti e consapevoli di poter coltivare poche piante per uso personale. L’attuale legge è soltanto un favore alle associazioni mafiose e criminali.
  2. Emiliano Solai, imprenditore, Roma: “Per solidarietà verso le persone che, per colpa di una legge antica e ormai superata da molti altri stati, sono costretti a soffrire
  3. Cristiana Zerosi, Associazione Luca Coscioni, Milano
  4. Andrea Andreoli, consulente, Milano: “E’ indispensabile invertire la rotta e chiudere con l’atteggiamento, criminogeno e da stato etico, delle leggi italiane.
  5. Salvatore Sperlonga, studente, Giardini Naxos

1 Novembre 2020

  1. Marta Granà, lavoratrice indipendente, Lecce: “La canapa è una risorsa. Sotto innumerevoli punti di vista, continuare a sottovalutarne le enormi potenzialità è semplicemente ridicolo, sarò sempre dalla parte di questa pianta.
  2. Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista, Pescara: “Nonostante sia appena uscito da un mese di covid sento il dovere di unirmi allo sciopero. In quanto autore di una legge regionale per la cannabis terapeutica sostanzialmente ancora non applicata sono indignato per l’ottusità con cui anche il ministro Speranza continua a occuparsi di una questione vitale per tantissime persone. Più in generale è l’atteggiamento di governo e parlamento sulla cannabis a essere ridicolo e ipocrita.
  3. Andrea Sciarnè, pensionato, Milano: “Digiuno perché l’ ipocrisia e l’ ignoranza becera che circondano una pianta medicinale come la cannabis non sono più sopportabili
  4. Davide Mangano, imprenditore agricolo, Messina: “Mio padre è tornato a vivere una vita con una qualità della vita decente con l’assunzione di CBD, a seguito di due delicate operazioni alla schiena ha riportato dolori post-operatori che gli impedivano anche i più semplici gesti nonostante assumesse antidolorifici e antinfiammatori in dose massicce. Mia madre, grazie all’assunzione di olio di CBD, ha riacquistato il sonno nonostante la burrascosa vita familiare che purtroppo glielo toglieva. Farò tutto ciò che mi è possibile per impedire che perdano questi “lussi”
  5. Claudio Dalpiaz, psicoterapeuta, Roma: “Per promuovere l’idea che le politiche in materia di sostanze siano fondate su evidenze scientifiche e non su assunti morali o ideologici.
  6. Samuele Falli, operaio, Umbertide: “Perché la cannabis medica deve essere facilmente accessibile e reperibile da chi ne ha diritto, nell’affiancamento coadiuvante alle proprie terapie di base.
  7. Fabrizio Favarato, commerciante, La Spezia: “La cura con la cannabis attualmente è una mera chimera… l’autoproduzione x sottrarsi alle mafie e multinazionali è l’unica soluzione

2 Novembre 2020

  1. Alberto Chiandetti, Medico, Gorizia: “Per la sensibilizzazione e l’educazione all’uso di una sostanza naturale dal potere terapeutico ancora da scoprire, la quale non ha nulla da invidiare ai blasonati composti chimico-farmaceutici di cui continuiamo a imbottire il nostro corpo; per la possibilità di una ricerca scientifica seria, coscienziosa e libera.
  2. Cristina Scagliarini, impiegata, Bologna: “Contro il proibizionismo e le attuali politiche repressive
  3. Claudia Pol, pensionata invalida, Cassano delle Murge
  4. Giovanni Foresti, Bra: “Il proibizionismo ha fallito, non ha raggiunto gli scopi che si era prefisso. Le droghe, legali o illegali esisteranno sempre, il mercato nero invece possiamo eliminarlo.
  5. Enrico Anteo Biglietti, receptionist, Firenze: “Digiuno il 02/11 perché non esiste cibo che possa placare la mia fame di diritti. Lo faccio perché voglio che si inizi a rispettare il diritto dei malati ad avere cure adeguate ed il diritto di chi si vuol svagare a farlo in totale sicurezza e senza finanziare i criminali, grazie.
  6. Nicola Morawetz, studente, Milano: “Digiuno perchè la condotta antiscientifica del governo opprime la libertà delle persone, nuoce all’economia e favorisce il lavoro della criminalità organizzata.
  7. Diego Trepepi, Messina
  8. Santo Pellegrino, Parma: “Per la legalizzazione della canapa

3 Novembre 2020

  1. Luca Chessa, Guida Parco Nazionale Val Grande, Premosello Chiovenda: “Per sensibilizzare le istituzioni a liberalizzare come primo passo almeno la cannabis terapeutica (CBD) che tra l’altro somministro a mia mamma molto anziana con ottimi risultati che mi hanno permesso di eliminare ansiolitici e sonniferi che prendeva da anni.
  2. Filippo Corazza, Pordenone: “Autoproduzione unica soluzione!
  3. Francesco Bartiromo, operaio, Roma: “Contro il proibizionismo ingiustificato di una sostanza che fa palesemente meno male di altre (es. alcol). Perchè cosi facendo si taglierebbe un bell’introito delle mafie locali ed estere e infine perche sia libera per tutti a scopo medico e ricreativo
  4. Marina Zazo, medico, Pisa: “perchè le scelte terapeutiche non possono essere condizionate da aspetti moralistici, perchè chi soffre ha diritto alla migliore cura possibile, perchè lottiamo contro il dolore

4 Novembre 2020

  1. Marco Perduca, Associazione Luca Coscioni: “Limitazioni, divieti e proibizioni concorrono a creare problemi, regole chiare aiutano ad affrontare seriamente i problemi”
  2. Katia Sosso, Coordinamento Piemontese Unitario per la Legalizzazione della Canapa, Roma: “Io digiuno perché il proibizionismo alimenta le mafie e affama la libertà individuale.
  3. Stefano Nocenti, imprenditore, Arezzo: “Perché è assurdo che nel 2020 mentre tutto il mondo si sta muovendo in una direzione in Italia le cose vadano solo peggiorando. Impossibile non pensare ad uno stato colluso con la malavita.

5 Novembre 2020

  1. Stefano Cagelli, Direttore di BeLeaf Magazine, Roma: “Il diritto alla cura è inviolabile. Il diritto a curarsi con la cannabis è garantito per legge.
  2. Beatrice Maria Vallorani, commerciante, Podenzano “Digiuno perchè lo stato italiano non tutela i malati cannabici e non tutela i lavoratori della filiera canapa. Non riuscendo a trovare un lavoro, dopo i 40 anni si è vecchi per il mondo del lavoro, con l’aiuto della mia famiglia mi sono creata un occupazione. Ora grazie al Ministro Speranza rischio di trovarmi ancora una volta in mezzo ad una strada, e questa volta avrò a tenermi compagnia i debiti fatti. L’ansia e gli attacchi di panico, di cui soffrivo e che erano passati grazie al lavoro, stanno tornando.
  3. Ilde Piccioli, Associazione pazienti canapa medica, coordinamento canapa toscano, Massa: “A sostegno delle libertà
  4. Elisa Maria Molinari, studentessa, Berlino
  5. Roberto Isifiro, pensionato, Bucine

6 Novembre 2020

  1.  Monica Bizaj, Referente FVG Comitato Pazienti Cannabis Medica, Monfalcone: “Non si può e non si deve togliere ai pazienti questa valida opportunità terapeutica.
  2. Luigi Ferrarese, docente, Parma: “Digiuno perché non è giusto che una medicina sia così inaccessibile per i pazienti. Lo stato, complice delle mafie, non si cura delle persone ma soltanto dei ritorni economici in mazzette.
  3. Stefano Chiesa, Settimo Milanese: “Digiuno per provare ad abbattere il muro mentale di chi ancora considera la Cannabis una droga pericolosa senza prendere atto delle evidenze sociali e scientifiche che la indicano invece come una risorsa importante a livello medico ed economico. Di chi fa finta di non vedere che il paese che ha promosso la sua criminalizzazione sta ormai tornando sui suoi passi con una legalizzazione sempre più estesa con ritorni economici inaspettati. Amsterdam non è stata conquistata da orde di tossicodipendenti come in Spagna non ci sono le file di giovani fuori dai Cannabis Social Club. La Cannabis per uso ricreativo è già ora usata da milioni di persone, la legalizzazione ne consetirebbe l’emersione dall’illegalità, toglierebbe un mercato miliardario alle mafie generando entrate significative per l’erario. Ancora più assurdo è l’atteggiamento verso la Cannabis terapeutica. Di fronte a stermiate testimonianze di malati senza alternative che hanno trovato nella Cannabis una soluzione efficace e priva di pericolosi effetti collaterali, lo Stato continua a mettere ostacoli burocratici all’accesso fino a pensare di mettere il CBD (non psicoattivo) tra i medicinali stupefacenti. La soluzione è vicina, a portata di mano, e io chiedo ai nostri parlamentari di guardare alla questione Cannabis con occhi laici e scientifici. La soluzione sta nella legalizzazione e nell’autoproduzione. Digiuno infine per vedere un giorno sui balconi delle nostre città piantine di Cannabis insieme ai vasi di gerani.
  4. Nico Frattini, insegnante, Milano: “Legalizziama!”
  5. Luca Santino, in cerca di lavoro, Treviso: “Perché in uno stato democratico che non ascolta il popolo mangio merda e cago un piatto di pasta
  6. Gianluca Mastrodonato, libero professionista, Torino: “per solidarietà e per sostenere un diritto

7 Novembre 2020

  1. Catiuscia Ficcanterri, Comunisti in Erba, Campiglia Marittima
  2. Manuela Barani, Insegnante, Modena: “Perché il proibizionismo fa sì che ancora oggi rimangano tabù sull’utilizzo medico della cannabis, costringendo i malati a utilizzare farmaci più tossici o a rivolgersi alla criminalità organizzata.
  3. Francesco Solpasso, Monopoli: “Perché una pianta che salva il mondo non può essere illegale
  4. Francesco Raudino, Cannabis Cura Sicilia Social Club, Sicilia: “Unisco il digiuno alla disobbedienza civile collettiva pazienti, che porto avanti con l’Associazione Cannabis Cura Sicilia Social Club per il Diritto di Cura.
  5. Claudio Mori, pensionato, Abrica di Roma: “Sono stufo che non si sia capito che droghe libere sono ora, regolamentate lo saranno se il Parlamento si dissocerà dalla Mafia
  6. Francesco Marchesi, disoccupato, Monte Porzio Catone
  7. Daniela Bona, impiegata, Roma: “Legalizzare la cannabis significa togliere proventi alla mafia, evitare i costi del perseguire onesti cittadini che ne fanno uso, aprire un nuovo mercato legale che consentirebbe allo Stato cospicui guadagni.
  8. Davide Stanico, studente, Firenze: “Mi sono rotto la CASSÜELA di fumare Dixan invece di Cali uomo
  9. Giulio Garofalo, impiegato, Milano
  10. Filomeno Viscido, impiegato, Brescia
  11. Claudio Mori, Roma: “Sto digiunando”

8 Novembre 2020

  1. Giuseppe Di Bella, insegnante, Pomezia: “Per il proibizionismo è criminogeno e antiscientifico.
  2. Gloria Albertini, addetta pulizie, Firenze: “Digiuno per Walter De Benedetto e tutti i pazienti compreso il mio compagno , fruitore di cannabis terapeutica dopo aver avuto 3 emorragie cerebrali. Autocoltivazione Unica Soluzione
  3. Serena Franchi, Direttrice la Società della Ragione, Firenze.
  4. Carlotta Accardo, cittadino, Genova: “Digiuno perché in un paese civile non è piu ammesso comtinuare a parlare della cannabis come una droga, dal momento che alcool e sigarette sono legali. Invece di evolvere involviamo eppure è dall’america che abbiamo imparato ad ” odiare la cannabis”;ora in quasi tutti gli stati americani hanno legalizzato e noi ancora rimaniamo fermi su teorie vecchie di anni e anni. BASTA

9 Novembre 2020

  1. Daniela Marzola, Brescia
  2. Elena Alivesi, grafico, Sassari: “Autoproduzione = salvaguardia diritti civili = sviluppo culturale = sviluppo filiera tecnica e alimentare. Proibizionismo di un bene naturale = mono/oligopolio = crimine contro l’umanità”
  3. Daniele Battaglia, grower Canapa dello Stretto, Messina: “Digiuno perché sono stanco di avere paura di essere trattato come un criminale per colpa di una politica lobbistica, mafiosa e repressiva. La cannabis è una risorsa naturale non una droga.
  4. Cosetta Garutti, impiegata, Mirandola: “A favore della disponibilità di cura

10 Novembre 2020

  1. Edith Mangraviti, Messina: “Digiuno perché, mentre si continua a morire per l’uso e l’abuso di altre sostanze (alcol e tabacco compresi), lo stato continua a fare la guerra alla cannabis, favorendo così le mafie”
  2. Matteo Ariano, Roma: “Per legalizzare la cannabis e superare tutti i pregiudizi ancora forti. Per aiutare i malati come Walter.
  3. Antonino Martorana, Comitato Transpartito Esistono i Diritti, Palermo: “Credo che non ci debba essere nessun motivino ostativo alla cura dell’energia persone con qualsiasi tipo don cura disponibile. Dal corpo dei malati al cuore dell’anno politica. Sento di dover farebbe un contributo all’anno campagna.

11 Novembre 2020

  1. Giuseppe Valentino, sindacalista – Segretario Generale Filcams CGIL Calabria, Girifalco: “Contro le limitazioni alla libertà personale. Per aiutare chi sta peggio. Per la libertà.
  2. Chiara Stevani, Reggio Emilia.
  3. Fabio Corrado, Prato: “Per il diritto alla cura, e il diritto di libertà di ogni individuo. Legalizzare vuol dire anche far sì che tante persone non si avvicinino a piccoli o grandi criminali. Restare a guardare non basta più è il momento di agire.
  4. Henri Margaron, ex Direttore Dipartimento dipendenze patologiche, Livorno: “Per la legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico, una esigenza sanitaria oltre che etica.

12 Novembre 2020

  1. Bino Sulis, canapicultore/attivista, Cagliari: “Accetto di digiunare per il buon senso di chi cerca di vivere liberamente scelte individuali, terapeutiche o professionali.
  2. Stefano Masini, Libero Professionista, Siena: “Cannabis legale è una battaglia di civiltà!
  3. Simone Bozzini, La casa di canapa, Bussolengo: “Perché la casa di canapa ci mette sempre la faccia #finoallaliberta’
  4. Paolo Frondella, pizzaiolo, Ferrara: “Diritto di scegliere cosa fare col proprio corpo sempre
  5. Sharyk Santodomingo, commercio, Milano: “Sostengo la causa
  6. Antonio Genco, disoccupato, Palermo: “Per combattere la mafia, legalizzatela e finirà tutto questo gran casino
  7. Rosario Castorina Cali, libero professionista, Catania: “Lotto da quasi 50 anni per la Legalizzazione”
  8. Federico Tosetti, saldatore, Biella: “Digiuno per il bene di tutti affinché saremo liberi dalla piaga e persecuzione contro le droghe leggere
  9. Gregorio De Santis, studente lavoratore, Genova: “Perché questa situazione tutta italiana è insostenibile, incongruente e totalmente illogica. Vogliamo poter essere liberi nel pieno rispetto delle libertà altrui.

13 Novembre 2020

  1. Andrea Spinelli Barrile, giornalista-imprenditore, Roma: “Un atto simbolico, individuale all’interno di una collettività, per trasferire coraggio e forza a chi deve decidere affinché decida, interrompendo così una lunga storia di silenzi e morte.
  2. Angelo Maria Pacciolla, impiegato, Terni
  3. Mauro Rattaggi, musicista/artigiano/pensionato, Varese
  4. Mariel Vespa, Torino: “perchè non fa male (nè dal punto di vista terapeutico, nè industriale o commerciale, nè antiproibizionista; fa solo bene a tutti e tre).
  5. Nicola Signore, impegato, Caserta: “Conosco gli effetti terapeutici benefici per l’utilizzo di una cara amica in sofferenza
  6. Stefania Galanti, Ferrara: “Per il diritto alla cannabis terapeutica
  7. Riccardo Berti, Caronno Pertusella: “Per la fine di questo proibizionismo, che genera criminalità, paura ed ignoranza.
  8. Mauro Gasperini, disoccupato, Roma: “Perché non è accettabile che diversi miliardi se li godano le mafie. Perché è ampiamente dimostrato che il proibizionismo è totalmente fallimentare. Perché è è assurdo spacciare alcool e tabacco, ma dichiarare fuorilegge una pianta che non ha mai ucciso nessuno.
  9. Sonia Leombruni, Roma: “Perché non perdo nulla aiutando questa causa, perché le persone sofferenti non possono essere sempre inascoltate, perché la cura è un diritto , per Walter e per chi come lui non ha alternativa
  10. Davide Di Corato, studente, Bari: “Anche io prenderò parte al digiuno nonostante la mia patologia ma spero che come faceva in passato Pannella con questa azione , si possa far smuovere le coscienze dei nostri legislatori e che prendano voce dei pazienti più deboli che hanno bisogno di una legge che consenta la coltivazione della cannabis terapeutica.
  11. Luna Casarotti, barista, Berlino: “Perché è una pianta con tanti benefici, e non ha mai fatto morti, mentre l’alcool che è legale ha ucciso tantissime persone.
  12. Diego Silvestri, Associazione Coscioni, Vicenza: “Per il diritto alle cure

14 Novembre 2020

  1. Giuseppina Dal Lago, collaboratrice scolastica, Vicenza: “Contro l’idiozia, e l’arroganza governativa
  2. Andrea Savio, impiegato, Thiene: “Per una persona a me cara, perchè possa vivere serenamente e trovare sollievo nei momenti difficili.”
  3. Cristina Sereno, pensionata, Tradate: “Questa la forma di lotta decisa per una questione che ritengo un diritto civile, uno dei tanti ancora negati in Italia.
  4. Piergiorgio Amodei, impiegato, Viareggio: “Per sollecitare una risposta”
  5. Luca Bernardini, Piacenza
  6. Marco Filippa, docente, Savigliano: “Perché vorrei vivere in un paese antiproibizionista che non renda criminogeno curarsi.
  7. Erika Sereno, pensionata, Montalto Dora: “Per una nuova scelta di civiltà. Per fare ascoltare la nostra voce, contro decisioni antiscientifiche e penalizzanti.
  8. Massimo Atzori, cuoco, Aix en Provence: “Per i diritti di chi soffre”
  9. Rita Maran, Associazione Coscioni, Vicenza: “Contro il proibizionismo”

15 Novembre 2020

  1. Piero Manzaranes, Ass. Sardina Cannabis, Sassari: “È una forma di protesta pacifica ma significativa, siamo persone con diritti che non vengono ascoltate.
  2. Tommaso Chirco, medico Ass. Coscioni, Vicenza: “Il proibizionismo della canapa è crimine contro l’umanità: avrebbe potuto sostituire in tutto il petrolio. Oggi anche crimine sanitario con gli ostacoli all’uso di canapa medica
  3. Alessandro Angeloni, disoccupato, Poggio Catino: “per la discriminazione e la criminalizzazione di chi fa uso di droghe leggere,per la liberalizzazione e la coltivazione per uso personale
  4. Roberto Cocchi, invalido civile, Bologna: “Digiuno perché una pianta con così tanti utilizzi e benefici deve essere liberamente a disposizione di tutti. Digiuno perché lo stato rendendo illegale questa pianta si rende complice delle mafie.

16 Novembre 2020

  1. Alessandro Marchetti, studente, Vicenza
  2. Samuele Marco Degradi, Consigliere Comunale Carpiano
  3. Gessica Paolantonio, segretario, Milano: “Perché ritengo sia inaccettabile che venga negato il diritto a determinate terapie necessarue per alcune patologie.
  4. Andrea Cicero, studente lavoratore, Milano: “Digiuno per Walter e per la Sicilia che dovrebbe sfruttare il suo statuto speciale e il suo clima perfetto per la coltivazione di marjiuana scopo terapeutico e per incentivare il turismo. Ieri la Sicilia era il granaio di Italia domani potrebbe diventare la terra della cannabis migliore del mondo.
  5. Oreste Gallo, Londra: “perche’ aspiro ad un mondo in cui le persone siano rispettate e abbiamo la liberta’ di decidere.
  6. Claudio Cagliesi, ingegnere, Magenta: “Per l’approvazione del Manifesto Collettivo PDL1498 Senato della Repubblica italiana
  7. Carlo Valdisalici, Guida ambientale marina, Piombino: “Un digiuno di dialogo per chiedere ancora la legalizzazione della cannabis anche a fini terapeutici”
  8. Aurora Pagnoni, Referente Cannabis For Future, insegnate primaria, Bolzano Novarese: “Digiuno per spingere ad un dibattito serio sulla legalizzazione e sensibilizzare opinione pubblica e classe politica sui grandi benefici della cannabis. Perchè l’ignoranza mi ha stancata e lo Stato ci abbandona.
  9. Angela Marengo, persona, Roma: “Perché é una cosa simbolica e la situazione degenera. Ragazzini (Anche se 18 anni sono giovani) vanno a contatto con micro e grandi criminalità perché gli fate comprare l’erba da criminali e non dealer autorizzati o distributori automatici. Per colpa vostra vanno incontro a brutte persone e compagnie quando la cannabis oltre ad essere un principio medico é anche un “vizio” che non porta a rilassarsi come tante altre erbe che crescono nella natura e nelle nostre terre. La cannabis e la valeriana sono la stessa cosa sotto certi punti di vista, dipende dal soggetto. Il male i ragazzi lo fanno perché voi gli fate vedere la cannabis in modo negativo e l’istinto adolescenziale di “trasgredire” li porta a cose peggiori.

17 Novembre 2020

  1. Niccolò Busatta, informatico, Firenze: “Perché è giusto battersi per la cannabis terapeutica.
  2. Maria Brucale, avvocato, Roma: “Le carceri scoppiano

18 Novembre 2020

  1. Alessio Capriati, Studente di Giurisprudenza UniBocconi, Milano: “Il diritto ad una vita dignitosa è un diritto fondamentale dell’individuo, in salute ed in malattia
  2. Enzo Brogi, Loro Ciuffenna: “Per Walter, per la legalizzazione, perché sono l’estensore della prima legge per la cannabis terapeutica (Regione Toscana).

19 Novembre 2020

  1. Sofia Ciuffoletti, ricercatrice, Firenze: “Perché l’incertezza normativa a cui siamo condannati dall’ignavia del nostro legislatore viola la dignitá e in particolare il diritto all’autodeterminazione ai sensi dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani.
  2. Giorgio Bussi, essere umano, Trento: “Nel 1996 è stato scoperto il sistema endocannabinoide con recettori cb1 e cb2 adibiti ad assimilare THC e cbd ..2molecole che servono a ristabilire il buon funzionamento del sistema endocannabinoide che serve per proteggere gli organi da varie malattie tra cui quelle mentali ..la cannabis è un bene comune e appartiene al popolo e non mafia e case farmaceutiche …cannabis libera per assumere la cannabis sana e pulita … anziché tagliata con ammoniaca ..x la cattiva salute .. cannabis libera ..per una buona salute pubblica ed economica ..

20 Novembre 2020

  1. Michela Sammarco, impiegata, Firenze
  2. Giorgio Piccinini, manager, Hong Kong: “Per tutti i malati che si vedono negare una cura economica e naturale

21 Novembre 2020

  1. Raffaello D’Ambrosio, Milano: “Digiuno per la fame di giustizia contro l’ingordigia delle mafie e dei suoi burattini proibizionisti dei governi
  2. Elisa Ferrari, impiegata, Milano: “Basta ipocrisia lotta all’illegalità
  3. Vittorio Cirillo, studente, Solofra: “Digiuno per Walter de Benedetto e tutti i soggetti affetti da patologie più o meno gravi, per tutelare loro il diritto costituzionale alla salute. Digiuno per tutelare la salute di tutti i consumatori di sostanze. Digiuno per combattere le Mafie. Digiuno per una ripresa economica data dalla coltivazione, produzione, lavorazione e distribuzione delle sostanze. Digiuno per la libertà di ricerca scientifica sulle sostanze.

22 Novembre 2020

  1. Alberto Restani, operatore sociale, Como: “La canapa é una pianta sacra e di potere. Giù le mani da lei.. Politici incompetenti… La parola ai bisognosi di cure, amatori, consumatori, medici, psicologi e operatori del settore. E’ ora di finirla con manovre nefaste e sconsiderate.. Rispetto per chi soffre ma soprattutto libertà di scelta della cura. Grazie.
  2. Andrea Toninelli, operatore socio sanitario: “Ritengo che la discussione in Parlamento sulla Cannabis debba riprendere al più presto…sopratutto alla luce delle ultime normative sempre più restrittive e liberticide
  3. Glaia Robles, disoccupata, Castiglione delle Stiviere: “Perché la cannabis non mi serve per sballare, ma per curare il dolore cronico acuto. Inoltre mi aiuta ad alleggerire gli effetti collaterali di psicofarmaci imposti e ad alto dosaggio per la mia soglia di tolleranza. Ritengo che il proibizionismo sulla cannabis sia ormai anacronistico è esso stesso criminale perché favorisce le mafie. La cannabis è il passato, il presente e il futuro della medicina ed è il dono più elevato che la Natura ci ha fornito.
  4. Giovanni Di Carlo, studente, Bologna: “Digiuno affinché l’ipocrita e criminogena demonizzazione delle droghe venga definitivamente superata, a vantaggio di una reale lotta alle narcomafie e della decriminalizzazione delle sostanze.

23 Novembre 2020

  1. Daniele Poni, self employed, Santarcangelo di Romagna: “Il mio primo digiuno per la libertà: di scelta, scientifica e di cura
  2. Alessia Quaini, studentessa, Lecco: “È ora che lo Stato si occupi di tutelare la libertà di scelta e il diritto alla salute dei suoi cittadini. ‘Io non lo farei’ non può tradursi in ‘allora tu non lo fai’, la politica non deve occuparsi di morale. Basta ipocrisie: il proibizionismo ha fallito.
  3. Marco Di Maio, impiegato, Palermo: “Perché non è una droga

24 Novembre 2020

  1. Adelchi Falanga, Belluno: “Non sono i consumatori di cannabis che aiutano le mafie bensì lo é il silenzio e la staticità di azione a riguardo della legalizzazione da parte della massa di elettori e partiti politici. D’altronde additare a livello politico come cannato,fattone o antivita chi parla di legalizzare é facile perché scredita,agli occhi di chi ha una posizione sbilanciata e povera di dati concreti, ogni tesi dalla più autorevole e comprovata a livello scientifico fino a quella di Walter. La gente farebbe bene ad accorgersi che ogni stupefacente per forza di cose é meglio che sia regolamentato, controllato a livello di qualità e strappato dalle mani del mercato nero cosi che sia reperibile solamente dopo una certa età e in condizioni di piena sicurezza. É solo questione di tempo.. Per quanto la gente comune dovrà pagare soffrendo ingiustizie, dolori e sborsando multe colossali peggiornado la propria situazione generale in maniera irreversibile mentre il tema viene deriso, denigrato e ignorato?
  2. Matilde Vedove, digital manager, Grado: “Per la libertà
  3. Davide Cipriano, Castellaneta: “Come tutti sappiamo il proibizionismo continua a fallire, basta processi ai piccoli consumatori e coltivatori per uso personale
  4. Ilde Piccioli, Coordinamento canapa toscano, associazione pazienti canapa medica, Massa: “Perche ogni paziente in terapia con cannabinoidi abbia una vita più semplice. Che non ci siano più discriminazioni di sorta e che venga sconfitto il commercio clandestino

25 Novembre 2020

  1. Giorgia Lucatello, Trieste: “Per appoggiare la vostra campagna
  2. Norberto Guerriero, Foggia
  3. Chiara Pasquali, Castel di Lama: “Affinché la cannabis terapeutica venga trattata come qualsiasi altro farmaco, senza pregiudizi.

26 Novembre 2020

  1. Leonardo Della Pietra, fisico, Graz: “Per la libertà di scelta, non solo terapeutica. Per uno stato che non imponga una morale. Per una vera protezione dei minori, che non si è mai realizzata affidando il mercato alle narcomafie.
  2. Caterina F. Guidi, Firenze: “Perché non c’è niente di più importante della salute dei singoli che compongono la società nella quale viviamo. L’individuale è collettivo e il personale è politico.
  3. Lucia Di Nardo, farmacista, Ortona: “DIGIUNO PERCHE NON C’ E PIU TEMPO PER DEMONIZZARE UNA PIANTA CHE PUò SALVARCI.
  4. Filiberto Montano, disoccupato, Napoli: “Per la libertà

27 Novembre 2020

  1. Federica Semeghini, invalida civile, Suzzara: “Digiuno in sostegno alla sottoscrizione in favore della cannabis terapeutica per l’Associazione Luca Coscioni
  2. Angelo Bianchi, pensionato, Gubbio

28 Novembre 2020

  1. Emanuele Paladino, studente, Palermo: “Per il giusto diritto, per una battaglia culturale e sociale.
  2. Jennifer Tocci, Genova: “Digiuno perché mi è stata diagnosticata una malattia autoimmune, i medici mi hanno spiegato che ad oggi non c’è una cura, sarà un susseguirsi di sintomi con i quali dovrò vivere e che potrò solo alleviare eventualmente con medicinali. Ad oggi non mi provoca grandi sintomi ma non voglio vivere con la paura che lo Stato un domani mi abbandoni alle mie sofferenze come già sta succedendo da troppo tempo ad altre persone.
  3. Claudio Di Caterina, Corato

29 Novembre 2020

  1. Giovanni D’Ambrosio, commerciante: “Diritto alla salute, quello che voglio è cure alternative.
  2. Elisa Gusella, studente, Chivasso: “Perché avendo la fibromialgia è per me fondamentale l’utilizzo per contrastare i dolori. Digiunare non è faticoso quando hai dolori ovunque. Vivere senza farmaci/terapie e senza riconoscimento sì.
  3. Claudio Di Caterina, dipendente settore agricolo, Corato: “Diritto alla cura!!! Diritto a vivere sereni.
  4. Fulvia Vittoria Tomatis, Associazione Coscioni, Vicenza: “Perché la cannabis sia legalizzata, perché con la cannabis ci si possa curare, perché di cannabis si possa vivere, producendola e lavorandola legalmente
  5. Emilio Bagarella, Associazione Coscioni, Vicenza: “Contro la criminalità, cannabis legale

30 Novembre 2020

  1. Egidio Cavalluzzo, anestesista, Pietralcina: “Uso molto gli stupefacenti per il mio lavoro e non vedo perche’ non posso utilizzare anche i derivati della canapa
  2. Rocco Tanga, farmacista, Avellino: “Libertà di decidere come curarsi
  3. Ricardo Miguel Regis, Avvocato e Coordinatore cittadino di Volt Torino, Torino

1 Dicembre 2020

  1. Paola Tessarin, impegata, Roma: “Perché il corpo è l’unica, reale, proprietà che la Natura ci ha dato; Per la libertà di cura; per la libertà da lobby, da mafie e da chi vuole imporre una cultura sulle altre
  2. Francesco Antonaci, Canapaio Ducale, Parma
  3. Mirta Baratto, Venezia: “In ricordo di Mauro Baratto
    Rest in Power
    Rise up this mornin’
    Smiled with the risin’ sun
    Three little birds
    Pitch by my doorstep
    Singin’ sweet songs
    Of melodies pure and true
    Saying’, (this is my message to you)
    Singing’ don’t worry ’bout a thing
    ‘Cause every little thing gonna be alright
  4. Alessandro Marchiori, in cerca di impiego, Venezia: “Per tutti i pazienti che potrebbero usufruire con grande giovamento di un trattamento vietato solo e unicamente per ragioni moraliste senza argomenti solidi, e perché tutta la società possa utilizzare una risorsa incredibile, una pianta donataci dalla natura
  5. Claudia Ciuraru Cucu, Torino: “Per liberalizzazione di una pianta che porterebbe benefici non solo alla salute delle persone ma anche all’economia italiana.
  6. Ermanno Debenedetti, Social Media Manager, Cork

2 Dicembre 2020

  1. Luca Marola, Canapaio Ducale, Parma: ““Mai avuto problemi con le droghe, solo con la polizia”. Keith Richards
  2. Donatella Corleo, Ass. Luca Coscioni, Palermo: “Digiuno perché si possa avviare o continuare un dialogo sulla legittima richiesta di tanti cittadini sulla possibilità e necessità di curarsi in libertà di coscienza e scienza.
  3. Laura Bortolato, impiegata, Salzano: “Digiunerò perché l’utilizzo della cannabis ha numerosi vantaggi che non vengono sfruttati. Soprattutto il suo utilizzo nella terapia del dolore e preventivo. Avevo provato ad averla quando mamma era affetta da grave malattia ma il percorso burocratico era proibitivo e tra una cosa e l’altra l’inizio della cura sarebbe avvenuto dopo più di un mese di tempo che non c’era. Ma soprattutto digiuno per Mauro Baratto impegnato nella causa e venuto a mancare troppo giovane. Che sia un segno verso di lui e la sua famiglia che merita tutto l’affetto.
  4. Eleonora De Salvo, Volto Torino, Torino
  5. Lorenzo Mineo, Milano

3 Dicembre 2020

  1. Simone Alderighi, contadino, Empoli: “E’ un atto simbolico perché la canapa può “sfamare”!!! Può aprire nuovi mercati per nuovi e vecchi contadini e imprenditori in tantissimi settori con un giro d’affari molto interessante creando piccoli e medi produttori e trasformatori  senza per forza passare dalle grandi aziende; inoltre migliora e/o ripulisce il terreno… Insomma è una pianta GREEN a tutti gli effetti!!! Abbiate un Cuore Impavido!
  2. Gaia Russo, Volt, Torino: “Perché ci tengo a sostenere la causa!
  3. Francesco Miele, impiegato, Venezia: “Perché?! cito Mauro Baratto: “le persone devono avere la possibilità di curare i propri mali nel modo in cui lo ritengono più opportuno”
  4. Fabio Bottaini, musicista e ricercatore, Lucca: “Secondo digiuno a sostegno della causa. E’ ora di “piantarla”…!

4 Dicembre 2020

  1. Mario Pentelli, erba del conte, Milano
  2. Sari Teresa Mertanen, Volt Italia, Castelletto Ticino: “Perché nel mio movimento (Volt Europa) continuiamo a sostenere la legalizzazione e regolarizzazione. Perché personalmente conosco persone che hanno problemi di salute che la cannabis le aiuta davvero tanto. Che si dovrebbe valorizzare tutti i benefici di questa pianta, invece che continuare a criminalizzarne l’uso, dando così il potere in mano alle Criminalitá e con spreco di risorse.
  3. Alessandro Maestrini, Vicchio
  4. Maurizio Canobbio, in cerca di occupazione, Genova: “Per la liberta di scegliere
  5. Giuseppe Brescia, Roma: “Per vedere discusso e approvata la proposta s. 1498, ossia il Manifesto Collettivo dell’Associazione Freeweed.

5 Dicembre 2020

  1. Franco Donati, ricercatore, Leiden (Paesi Bassi): “La cannabis dev’essere legale e accessibile per tutti ma soprattutto per quelli che soffrono.
  2. Davide Temperato, operaio, Valbrenta: “Per tutti i Walter d’Italia i quali hanno diritto alla Loro cura . E per tutti i Davide d’Italia che considerano la Marijuana una Pianta Sacra 💚
  3. Stefano Calderon, Vice coordinatore Volt Torino, Torino: “Perché oggi sussiste una politica debole che non ha le forze necessarie ad affrontare con serietà e assenza di pregiudizi un argomento tanto controverso quanto importante. In mancanza di iniziativa dalle alte sfere, la spinta deve provenire dalla società civile
  4. Michele Fabro, in cerca di occupazione, Forlì: “Perché non ho rappresentanza politica… e sono uno di quei giovani che sta pagando care le azioni delle generazioni precedenti. Uno di quelli che vorrebbe far parte di un vero cambiamento.
  5. Rossana Garofalo, medico specializzando in psichiatria, Napoli: “Per il diritto alla scienza, il diritto alla salute e la lotta contro la criminalità organizzata”
  6. Simone Capozzi, Napoli: “Per il diritto alla libertà di culto, alla ricerca scientifica e alla salute
  7. Tania Furlanetto, collaboratrice sportiva, Marghera: “Vorrei dar voce a tutti coloro che utilizzano la cannabis per scopi terapeutici. Per continuare la battaglia di Mauro Baratto che ha dedicato la sua vita all’informazione sui vari utilizzi e benefici della cannabis. Rest in power.

6 Dicembre 2020

  1. Daniele Spicuglia, Operatore Sanitario, Civitavecchia: “Auspico una Liberalizzazione della Cannabis, contro l’attuale approccio repressivo e per il rispetto delle libertà individuali proprie di uno Stato laico, slegato da antiche logiche culturali e religiose.
  2. Nico Frattini, insegnante, Milano: “Legalizziamo!”
  3. Giulia Bartolini, operatrice per i servizi sociali, Lodi: “Faccio sentire la mia voce oggi, digiunando, perché è basilare che lo stato garantisca il diritto alla salute e alla cura a ogni cittadina e cittadino, che ne abbia la necessità, tramite la somministrazione gratuita della cannabis terapeutica.

7 Dicembre 2020

  1. Paolo Murro, cuoco, Mola di Bari: “Contro proibizionismo per dare dignità a tantissima gente
  2. Fernando Bonanno, studente, Viterbo: “Perché è ingiusto vietare ai malati una pianta che nella sua storia non ha mai ucciso nessuno. Perché è ingiusto non aiutare il settore della cannabis light che ogni giorno vive nell’incertezza.
    Perché è ingiusto che i giovani, si debbano rivolgere alla criminalità organizzata che vende prodotti scadenti e di provenienza occulta , quando con una legalizzazione sull’autocoltivazione, lo stato potrebbe togliere entrate economiche alla mafia e dare prodotti , qualitativamente parlando, migliori e sicuri. Digiuno per difendere una pianta INNOCUA e AMICA ( anche nella storia passata ) dell’uomo. Siamo stati i primi produttori per qualità e secondi per quantità solo alla Russia di canapa nel mondo circa un secolo fa , ora siamo tra i più persecutori. IN ALTO LA CANAPA 🌱
  3. Sara Misipina Randò, Attivista per la cannabis libera, Roma: “Digiuno per la proposta di legge 1498, il manifesto collettivo affinché pazienti, consumatori e mercato siano liberi e tutelati💚🌱
  4. Donatella Trevisan, traduttrice, Bolzano: “Per il diritto all’autodeterminazione di ciascun* paziente. Perché il proibizionismo è una strategia miope, ipocrita, fallimentare.
  5. Lorenzo Mineo, campaigner Associazione Luca Coscioni, Napoli: “Digiuno perché sia garantito un vero accesso alla cannabis ai malati, perché questa sostanza sia trattata come un farmaco e non come una droga pericolosa. E anche, perché sdoganandone l’uso medico si aprano le porte a una piena legalizzazione della sostanza, come suggersicono l’evidenza scientifica e le migliori esperienze internazionali.
  6. Marta Lispi, associazione Cannabiservice, Roma: “ass. Cannabiservice è costituita da pazienti volontari per altri pazienti e si batte per la tutela dell’art.32 della Costituzione, cosa che lo Stato non garantisce anzi dopo l’ultima circolare del Ministero della Salute sulla cannabis terapeutica e con l’anacronistico dpr.309/90 mette quotidianamente a repentaglio tale diritto. Siamo per il libero arbitrio sulla scelta terapeutica, contrari alla criminalizzazione della cannabis, per la libertà di consumo e di autoproduzione come da pronuncia n. 12.348/20 delle Sezioni Unite. Art.32 “Diritto alla salute” – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. “La mia cura naturale non può essere illegale!”

8 Dicembre 2020

  1. Alessandro Carta Mantiglia, titolare di canapa shop, Sassari: “Sostegno a tutte le categorie penalizzate da questa presa di posizione errata nei confronti di questa pianta
  2. Assunta Cappelli, funzionario PA, Roma: “digiuno per far cessare la persecuzione nei confronti dei tantissimi coltivatori e consumatori di canapa, una pianta di DIO, come la vite del resto! contro l’incentivazione all’uso e abuso di alcool per mero interesse economico: alcool sì che è la vera PIAGA dei nostri giorni.
  3. Federico Giardini, agronomo, Ancona: “Perché legalizzare è un segno di civiltà e progresso e per alleggerire le carceri da tanti detenuti che non hanno fatto niente di male.
  4. Mattia Stefanelli, studente, Firenze: “Perché è indecente che uno stato che si proclama vicino ai cittadini, continui a perseguire una pianta che cresce sulla terra da sempre

9 Dicembre 2020

  1. Maria Pia Calemme, Roma: “Contro il proibizionismo
  2. Diego Zanibellato, Scorzè: “La cannabis aiuta molte persone a trovare sollievo e a curarsi in modo naturale. Permettiamo loro di continuare a farlo in modo legale e sicuro. Mauro Baratto/ desanapianta, ha sostenuto questa causa in modo fantastico, continueremo noi anche per lui.
  3. Giannina Zanata, libera, Salzano

10 Dicembre 2020

  1. Cosimo Dentizzi, geriatra, Campobasso: “Da medico sono convinto che la cannabis è un farmaco utile per diverse patologie
  2. Fabio Corrado, Prato: “Per il diritto alla cura, e il diritto di libertà di ogni individuo. Legalizzare vuol dire anche far sì che tante persone non si avvicinino a piccoli o grandi criminali. Restare a guardare non basta più è il momento di agire.
  3. Massimo Atzori, cuoroco, Aix en Provence: “Per i Diritti di chi soffre”
  4. Roberto Marzialetti, libero professionista, Montegiorgio: “Perché una scelta come quella di Walter -di rendere pubblica e quindi politica la sua condizione di malato e di “criminale”- va onorata.

11 Dicembre 2020

  1. Noemi Chiari, Firenze
  2. Noemi Di Censo, Lecce
  3. Flavia De Paoli, pensionata, Cerea: “Per sostenere la lotta al dolore.
  4. Angelo Matteini, cantante, Mestre: “Digiuno per onorare l’uso della cannabis in quanto ricchezza della natura all’umanità
  5. Ilde Piccioli, Coordinamento canapa toscana ass. Luca Coscioni ass. pazienticanapa medica, Massa: “Per la libertà di scelta di cura .per l’abolizione del proibizionismo e la lotta alle mafie

12 Dicembre 2020

  1. Valeria Nina, studente, Scafati: “Auspico una Liberalizzazione della Cannabis, contro l’attuale approccio repressivo e per il rispetto delle libertà individuali proprie di uno Stato laico, slegato da antiche logiche culturali e religiose
  2. Enrico Fletzer, ENCOD, Bologna: “Digiuno contro il proibizionismo e i tanti trattamenti disumani e degradanti che esso comporta e di cui siamo tutti vittime più o meno coscienti in occasione dell’anniversario della strage di stato del 12 dicembre 1969 a Milano.
  3. Giorgia Marazzato, impiegata, Jesolo: “Digiuno perchè ho la sclerosi multipla, ho visto mia nonna consumarsi fino a morire per la stessa malattia, so cosa significa soffrire cronicamente. Sono terrorizzata che anche a me possa accadere e so che le probabilità sono molte. Credo che se Cannabis e CBD siano un modo per far star meglio anche solo una persona su cento, siamo tutti in dovere di combattere per far sì che questa persona possa vivere senza provare dolore in ogni singolo istante.
  4. Ernesto Bosio, disoccupato, Torino: “Denuncio un ennesimo malessere dovuto alla repressione
  5. Nicola Mancino, impiegato, Acquaviva delle Fonti

13 Dicembre 2020

  1. Manuela Cohen, insegnante, Milano: “Cannabis libera
  2. Margherita Muffato, Robegano: “Per la libertà di scelta della propria cura. Per Mauro Baratto. ONE LOVE.

14 Dicembre 2020

  1. Giuseppe Canneto, Anguillara Sabazia
  2. Andrea Paoletti, progettista meccanico, Ascoli Piceno: “Per difendere la salute di tutti coloro che son costretti ad affidarsi al mercato nero. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle immense possibilità di una pianta. Per promuovere la sostituzione delle plastiche con prodotti ottenuti dalla canapa
  3. Romolo Tavoni, artigiano, Corropoli: “Digiuno per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulla legalizzazione della cannabis ad uso medico e ricreativo

15 Dicembre 2020

  1. Giada Cerboni, Libera Professionista Caserta, : “Per la libertà di scelta, per sollecitare un confronto serio e basato su evidenze e scienza senza falsi moralismi
  2. Paola Cossu, Manager Lux International, Milano: “Manager Lux International
  3. Elettra Repetto, Ricercatrice, Catania : “La cannabis dovrebbe essere stata legalizzata già da tempo, lo stato non può fingere che le persone non la usino, o compararla a sostanze molto più dannose. Le persone usano cannabis, anche per uso terapeutico ed è sconcertate che siano costrette a rivolgersi alle mafie.
  4. Giovanni Bruno, Ricercatore, Catania
  5. Massimo Brianese, la Società della Ragione, Remanzacco

16 Dicembre 2020

  1. Jeremy Salim, operatore ecologico, Marghera: “Digiuno per portare avanti la battaglia di un mio caro amico che purtroppo non puó piú… e lo dedico a lui, insieme ce la faremo.
    Per mauro.
  2. Laura Vantini, ex iomprenditrice, Verona: “ Il proibizionismo aumenta solo il prezzo del soggetto castigato, il che mi fa sospettare che il proibizionismo sia solo un investimento.

17 Dicembre 2020

  1. Roberto Foco, infermiere, Gamalero
  2. Enrico Costantini, Consulente aziendale, Roma: “A prescindere che è grazie alla CANNABIS che sono vivo, ritengo che sia indispensabile togliere la pianta dalla scorretta definizione di “droga di strada”, in quanto tutte le piante simili o comunque in genere da cui si estraggono i vari microelementi che diventano poi farmaco, come anche le multinazionali farmaceutiche sanno benissimo tant’è vero che tutta la modifica verte proprio ad incentivare la vendita del principio attivo alle farmacie che a loro volta trasformano e vendono come farmaci.

18 Dicembre 2020

  1. Silenia Moro, erborista e artigiana, Robegano: “Contro il proibizionismo dilagante! Contro tutta questa manipolazione! Per dare valore, rispetto e onore! Per ricordare il mio amico Mauro Baratto!
  2. Fausto Di Carlo, consulente dogana e accise, Pescara: “Per supportare la buone ragioni della regolamentazione e dell’utilizzo multi-settoriale della canapa
  3. Nadia Becchio, studentessa, Codogno

19 Dicembre 2020

  1. Joel Ventura, impiegato, Busto Arsizio: “L’Italia non può più aspettare sulla legalizzazione, questo è il momento per far rinascere l’economia e far avere una vita dignitosa per chi ne ha necessità.
  2. Simonetta Sullan, disoccupata, Uboldo: “Per legalizzare la cannabis e aiutare i malati come Walter.
  3. Fabio Vian, consulente, Salzano: “Per sostenere la causa del grande Mauro Baratto, per i sorrisi che ci ha regalato e continuerà a regalarci. Per la libertà e la dedizione nel correggere un grande deficit culturale. Herb the gift from the earth, cause what’s from the earth is of the greatest worth, so before you knock it try it first, you’ll see it’s a blessing and it’s not a curse.

20 Dicembre 2020

  1. Loren Sartori, artista, Busto Arsizio: “Digiuno, nuovamente, per essere ascoltata, io e le altre migliaia di persone che in questo paese soffrono a causa di questa proibizione. Non solo chi ne fa uso, ma tutti noi soffriamo se una parte di noi, della natura, viene repressa e violentata da informazioni false e ignoranti. Per favore ascoltate il grido di aiuto che esce da dentro di voi. È il grido di qualcosa che vuole uscire, è la libertà, l’amore… 🙂 Loren
  2. Christian Smeragiuolo, artista, Busto Arsizio: “Perché è molto importante capire che la libertà individuale è un concetto fondamentale, che non esistono sostanze buone o cattive ma esistono persone che utilizzano bene o male qualsiasi lato della propria vita. E finché ciò sarà nascosto alla luce del sole non verrano individuati mai i veri problemi che affliggono le persone, nascondere problemi crea la mafia perché la mafia non sono solo persone che fanno interessi in modi illeciti, la vera mafia si fa tutti i giorni quando decidiamo di girare la testa e nascondere un problema così evidente nella nostra società ci fa diventare persone omertose nascondendo tante parti di noi.

21 Dicembre 2020

  1. Marzia Baratto, impiegata, Santa Maria di Sala: “Per la libertà di cura, per la libertà di scelta, per la libertà.  In ricordo di Mauro Baratto strenuo sostenitore della libertà amato fratello
  2. Leonardo Fiorentini, Direttore di Fuoriluogo, Ferrara: “Sulla cannabis non siamo solo fermi ad un anno fa. Continuamo a fare passi indietro, come le recenti decisioni del Ministero della Salute hanno dimostrato. E’ ora di fare passi avanti!

22 Dicembre 2020

  1. Valentina Zanon, psicologa psicoterapeuta, Trento: “Aderisco per sensibilizzare le istituzioni ad una chiara, coerente e scientificamente orientata apertura verso la cannabis per uso terapeutico e a sostegno di tutti i pazienti in trattamento che attualmente sono penalizzati da burocrazia e mala informazione. Aderisco inoltre per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di valutare oggettivamente le proprietà della cannabis senza scivolare in demonizzazioni basate su errate interpretazioni dei suoi effetti.

23 Dicembre 2020

  1. Susanna Sordini, laureanda in Medicina e Chirurgia, Roma: “Il diritto a curarsi è un diritto di tutti, la battaglia di Walter potrebbe essere un giorno anche la mia battaglia. Per dare il proprio contributo non c’è bisogno di aspettare quel giorno. Tutti abbiamo il diritto di beneficiare di tutte le cure possibili e disponibili grazie ai progressi della ricerca scientifica. Walter combatte per tutti noi e questo piccolo contributo è il minimo che si possa fare come cittadini ancor prima di essere o meno malati.

24 Dicembre 2020

  1. Fabio Romano, Boltiere: “Per Walter, per i malati, per la libertà

25 Dicembre 2020

  1. Piero Lunardon, Marano Vicentino: “Migliaia di persone sono contrarie alla guerra e alla schiavitù, in linea di principio, e tutta via non muovono un dito per farle cessare.
    Henry David Thoreau – Disobbedienza civile

26 Dicembre 2020

  1. Mavilla Casarin, Growshopper, Robegano: “Digiuno per contribuire a continuare l’ideale principale del mio migliore amico Mauro che purtroppo da poco è venuto a mancare ed era la legalizzazione della marijuana. Grazie per questa vostra iniziativa

27 Dicembre 2020

  1. Fiorella Del Ben, Decoratrice, Venezia:  “Per la libertà di cura ,per la libertà di scegliere, per Mauro Baratto.”

28 Dicembre 2020

29 Dicembre 2020

30 Dicembre 2020

31 Dicembre 2020

  1. Stefano Petrini, Polignano a mare: “Digiuno perché non è la droga che fa il drogato.
  2. Carlotta Petrini, studentessa, Polignano a Mare: “Io digiuno per l’autodeterminazione, e tu?
  3. Noemi di Censo, studentessa, Lecce: “Per la resilienza di Walter, direi essenzialmente significativa.

1 Gennaio 2021

2 Gennaio 2021

3 Gennaio 2021

28 febbraio 2021

  1. Lucia Chiara Gianfreda, casalinga, Maranello: “Legalizzazione della cannabis