Vendere online semi di cannabis e materiale per la coltivazione e’ protetto dall’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
La Corte d’Appello di Firenze ha infatti annullato la sentenza di primo grado con cui era stato condannato il gestore di un negozio online di semi di cannabis e materiale per la coltivazione (fertilizzanti, bilancini, etc.), rappresentato dall’avv. Carlo Alberto Zaina. Il giudice di primo grado aveva accolto la tesi dell’accusa secondo cui il proprietario del negozio avrebbe commesso il reato di istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti (previsto all’articolo 82 della legge Fini-Giovanardi sugli stupefacenti).
La Corte d’Appello ha invece assolto l’imputato in quanto la sua attivita’ e’ protetta dalla lliberta’ di espressione e di manifestazione del pensiero, diritto sancito all’articolo 21 della Costituzione.
E’ un altro duro colpo per la strategia antidroga basata sul reato d’opinione voluta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega sulle droghe Carlo Giovanardi. Ricordiamo che alcune settimane fa, su sua sollecitazione, la Procura di Ferrara aveva lanciato una gigantesca e costosissima operazione in tutta Italia che aveva portato all’arresto di decine di proprietari di negozi e siti web sulla base dell’istigazione al consumo di stupefacenti. Anche quell’operazione, allo stato, e’ stata del tutto sconfessata dalla pronunzia del Tribunale del Riesame di Ferrara e da altre procure che, una volta ricevuti gli atti per competenza territoriale, hanno richiesto l’archiviazione delle accuse.

  1. La sentenza della Corte d’Appello di Firenze: http://droghe.aduc.it/20090214-sentenza-firenze.pdf
    2 Il commento dell’avv. Carlo Alberto Zaina alla sentenza: http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=19263
  2. La debacle della Procura di Ferrara: http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=19029

Commenti

‘Se quello che dicono le notizie di stampa e’ vero, si tratta di una sentenza infondata e surreale’: cosi’ il sottosegretario con delega alla droga, Carlo Giovanardi.

‘Mi riservo di leggere la sentenza – dice Giovanardi – ma intanto resto allibito. Spero che la Cassazione annulli questo pronunciamento’. Tra l’altro, spiega il titolare governativo delle politiche antidroga, il reato di ‘istigazione e induzione’ all’uso di sostanze stupefacenti – in base al quale il gestore era stato condannato in primo grado – e’ previsto dall’articolo 82 della legge 309 del 1990, articolo che la Fini-Giovanardi non ha modificato.

La sentenza della Corte d’Appello di Firenze, la quale ha stabilito che non costituisce reato vendere online semi di cannabis e materiale per la coltivazione, e’ davvero sconcertante’. Lo ha detto Gabriella Carlucci (Pdl), vicepresidente della Commissione Infanzia.

‘In Italia il problema sicurezza e’ alimentato anche da decisioni inaccettabili come queste, le quali compromettono il principio di legalita’ e della certezza della pena. Parte consistente della magistratura parteggia per una pericolosissima depenalizzazione delle droghe cosiddette leggere. Le giovani generazioni nel nostro Paese crescono nella convinzione che anche i reati piu’ gravi non vengono puniti. Noi continuiamo a credere invece che drogarsi fa male e che vendere online sostanze stupefacenti sia un reato molto grave’, conclude Carlucci.

“Mentre da tutte le parti si chiede ai giudici maggiore severita’ contro l’uso di droga che spesso e’ alla base di aggressioni, stupri e incidenti stradali stupiscono sentenze come quella della Corte d’Appello di Firenze secondo cui non costituisce reato vendere online semi di cannabis e materiale per la coltivazione”. Lo ha dichiarato in una nota Giancarlo Miele, segretario nazionale dei Giovani per la Liberta’-FI. “Colpisce che non si tenga conto ne del danno sociale immediato ne di quello a medio e lungo termine rappresentato da stili di vita negativi fra i giovani indotti dal consumo di droga in eta’ sempre piu’ precoce. Non c’e’ nulla di piu’ facile per adolescenti e giovani inconsapevoli di approvvigionarsi di sostanze stupefacenti on line sfuggendo ai controlli. Chi avalla certi comportamenti si assume una grave responsabilita’ e non puo’ trincerarsi dietro lo schermo di un principio giuridico avulso dal contesto storico e sociale”.