Le leggi statali che derubricano i reati minori di possesso di marijuana a violazioni amministrative sono associate a riduzioni evidenti negli arresti correlati alla droga e non sono collegate a nessun aumento nell’uso di cannabis giovanile, secondo i dati pubblicati dai ricercatori affiliati alla Washington University e dal National Bureau of Economic Research.

Gli studiosi hanno esaminato l’impatto della depenalizzazione della cannabis sugli arresti e sull’uso di cannabis giovanile in cinque stati che hanno approvato misure simili tra gli anni 2008 e 2014: Massachusetts (dal 2008), Connecticut (2011), Rhode Island (2013), Vermont (2013), e Maryland (2014). I dati sul consumo di cannabis sono stati ottenuti da indagini sui comportamenti a rischio giovanile dei rispettivi stati; i dati relativi all’arresto sono stati ricavati dalle statistiche sulla criminalità federale.

Gli autori hanno riportato: “La depenalizzazione della cannabis in cinque stati tra il 2009 e il 2014 è stata associata a grandi e immediate diminuzioni negli arresti relativi alla droga sia per i giovani che per gli adulti … Il forte calo dei tassi di arresto suggerisce che probabilmente l’attuazione di queste politiche cambiato comportamento della polizia come previsto.

Ma il dato altrettano importante è quello sui consumi, in particolare giovanili: “la depenalizzazione non è stata associata ad un aumento dell’uso di cannabis sia nel complesso che in nessuno dei cinque stati analizzati separatamente.” Anzi, tenendo anche conto di un ritardo di due anni degli effetti delle politiche di depenalizzazione si è rilevato “un potenziale effetto protettivo della depenalizzazione “. In due dei cinque stati valutati, Rhode Island e Vermont, i ricercatori hanno verificato che la prevalenza del consumo di cannabis giovanile è diminuita in seguito all’emanazione della depenalizzazione.

Lo studio conclude che “l’attuazione della depenalizzazione della cannabis porta probabilmente a una forte diminuzione del numero di arresti tra i giovani (così come gli adulti) e non vediamo alcuna prova di aumenti nell’uso della cannabis giovanile, dopo la depenalizzazione… Queste scoperte sono coerenti con l’interpretazione secondo cui le politiche di depenalizzazione possono avere successo rispetto agli effetti previsti e che le loro conseguenze indesiderate a breve termine sono minime.

Un altro mito del proibizionismo sfatato. Diminuendo la repressione sulle droghe i consumi non si invoglia la popolazione giovanile al consumo di sostanze. Anzi, come verificato in Olanda e in Colorado, una politica tollerante sulla cannabis favorisce la diminuzione dei consumi nella fascia di popolazione nella quale il suo consumo è più problematico.

Tredici stati degli USA attualmente impongono una depenalizzazione parziale o totale. Altri nove stati e Washington, DC hanno successivamente modificato le loro leggi sulla depenalizzazione in modo da legalizzare pienamente l’uso della marijuana da parte degli adulti.

[Fonte NORML]