Molte le adesioni al digiuno a staffetta, avviato il 2 febbraio scorso da Franco Corleone (giunto oggi al suo dodicesimo giorno di digiuno) per sollecitare il Parlamento affinché proceda immediatamente all’incardinamento della proposta di legge Boato sul tema delle droghe e delle tossicodipendenze (A.C. n. 34), e alla nomina dei relatori nelle due Commissioni congiunte alla Camera, Giustizia e Affari Sociali.

Oggi, 13 febbraio, dodicesimo giorno del digiuno a staffetta, digiunano: Franco Corleone, Firenze, Forum Droghe; Henri Margaron, Livorno, Dipartimento tossicodipendenze; Sergio Segio, Milano, Forum Droghe; Claudio Cippitelli, Roma, Coordinamento Nuove Droghe; Pierugo Bertolino, Ottavia Brunetti, Genova, Comunità San Benedetto.

Sono già decine le persone che hanno fatto pervenire la propria adesione, e che si alterneranno nei prossimi giorni in questa iniziativa di pressione e di dialogo.

La proposta Boato è stata presentata alla Camera dei Deputati all’inizio della legislatura ed è stata assegnata in sede congiunta alla Commissione Giustizia e alla Commissione Affari Sociali il 20 settembre 2006. Da allora però è rimasta chiusa in un cassetto.

La proposta, che è in linea con il programma dell’Unione sul tema, ha raccolto le firme di parlamentari di tutto il centro-sinistra e sta tuttora raccogliendo numerose adesioni tra i parlamentari.

Il 23 gennaio scorso si è tenuta a Roma, presso la sala stampa della Camera, una conferenza stampa alla quale hanno partecipato vari parlamentari firmatari della proposta – tra cui Marco Boato, Carlo Leoni, Ruggero Ruggeri, Daniele Farina, Cinzia Dato, Tana De Zulueta – ed altrettanti esponenti della società civile e delle associazioni, operatori pubblici, consumatori ed altri soggetti che hanno dato vita in questi anni al movimento per l’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e per la riforma della politica delle droghe.

In quella sede associazioni e operatori presenti avevano chiesto la decisione dell’incardinamento della proposta Boato con la nomina dei relatori e tutte le procedure per garantire un esame approfondito del testo ed una discussione nel Parlamento e nel Paese, entro una settimana. Qualora nessun segnale fosse giunto, si sarebbe dato vita a un movimento di protesta. E così è stato.

Per i promotori, l’incardinamento della legge e la nomina dei relatori è un obiettivo minimo, ma in difesa della possibilità di discussione e dibattito per le decisioni che il Parlamento deve assumere.

Informazioni e adesioni: digiuno@fuoriluogo.it