Il governo “rosso-verde” tedesco si era caratterizzato fin dall’inizio per la svolta liberale in tema di droghe Nell’accordo di coalizione si stabiliva un approccio “bilanciato”, basato “sulla prevenzione e l’aiuto per i tossicodipendenti”, concentrando la repressione sul grande traffico. Il riferimento esplicito era ai modelli di Amburgo e Francoforte, le città che da tempo hanno promosso interventi di riduzione del danno. Nel programma di governo era anche previsto di dar seguito ad una iniziativa legislativa del Bundesrat (Camera delle Regioni), per dare base legale certa ai programmi con metadone e alla sperimentazione con eroina, sull’esempio svizzero. A distanza di quasi un anno dall’insediamento del governo Schroeder abbiamo chiesto a Christa Nickels, esponente dei Verdi e sottosegretaria di Stato con delega sulla politica delle droghe, un primo bilancio.

Il vostro programma di governo è impegnativo. Si tratta solo di promesse o state cominciando finalmente a passare ai fatti?
L’11 Luglio scorso il Consiglio dei Ministri ha presentato il progetto di legge per dare base giuridica alle safe injection rooms (locali sanitari dove i consumatori possono iniettarsi le sostanze in condizioni di sicurezza). Il provvedimento prevede una regolamentazione sanitaria e giuridica di massima, delegando alle Regioni la facoltà di istituirle. E’ un primo passo significativo.
L’impressione però è che stiate procedendo con una certa lentezza. Alla fine del ’98 la ministra della Sanità Andrea Fisher aveva annunciato di voler procedere alla sperimentazione con eroina, ma, dopo quasi un anno, non siete ancora passati alla realizzazione…
Credo che i traguardi che ci siamo dati saranno raggiunti, ma non sarebbe utile precipitare inutilmente un processo delicato. Per prima cosa abbiamo dovuto studiare il contesto legislativo che permettesse la sperimentazione. Abbiamo ormai verificato che la somministrazione di eroina può rientrare nel quadro di una sperimentazione clinica, evitando una modifica della legislazione sugli stupefacenti. Neppure le convenzioni internazionali, a parere dei nostri esperti giuridici, sono un impedimento alla sperimentazione. Inoltre un pronunciamento favorevole del Bundesrat di quattro anni fa ci consente ampi margini di azione.

E dopo aver appurato gli aspetti giuridici?
Siamo in fase avanzata di progettazione. Abbiamo deciso di stimolare un processo di coinvolgimento a livello locale, di cinque grandi città (Francoforte, Essen, Düsseldorf, Hannover ed Amburgo) e tre Länder (Renania-Vestfalia, Bassa Sassonia e probabilmente Assia). I costi saranno equamente divisi tra Repubblica Federale e amministrazioni locali, mentre i fondi per la ricerca scientifica saranno stanziati a livello federale. Le sostanze stupefacenti verranno acquistate in Svizzera ed in Olanda. Ovviamente il disegno di ricerca e l’articolazione dei programmi con eroina farà tesoro delle esperienze di questi paesi. La sperimentazione inizierà nel 2000.

Questa è una notizia importante. Manterrete questa scadenza?
Penso di sì, ci sono tutte le premesse

Passiamo alla legge penale. L’ultimo rapporto ufficiale del ’98 ci dice che i consumatori di canapa in Germania sono circa due milioni. Non pensate di legalizzare la canapa, o almeno di depenalizzare il consumo di tutte le droghe?
Io lavoro sulla base dell’accordo di coalizione che segna già un primo importante passaggio da una politica repressiva ad una pragmatica: il tossicodipendente non è più considerato un criminale ma un malato bisognoso di aiuto. Questo richiederà anche uno sforzo per depenalizzare l’uso personale , anche se un progetto del genere deve prima esser concordato con i nostri alleati della coalizione. Nell’accordo non è invece prevista alcuna modifica per la canapa, sull’esempio della regolamentazione olandese dei coffee shops. C’è ancora bisogno di un ampio dibattito sul tema, e cercheremo di stimolarlo. Ma non credo proprio che si faranno passi concreti sulla canapa nei prossimi quattro anni.

Vuoi dire che la depenalizzazione del consumo si farà a patto che i socialdemocratici di Schroeder siano d’accordo? Ci sono divergenze nella coalizione rosso-verde sulla politica delle droghe?
La SPD non sempre condivide le nostre posizioni. Ripeto però che trovo la formulazione adottata nell’accordo di coalizione felice e rispettosa degli interventi più urgenti da compiere. Noto poi con piacere che tanti politici, soprattutto giovani, della CDU (i cristiano-democratici), cominciano ad avvicinarsi alla riduzione del danno senza ideologismi. In futuro potranno essere validissimi partners, ed è positivo perché il tema droghe non deve restare un problema di schieramenti e lotta politica! Ho anche la netta sensazione che il quadro internazionale stia gradualmente migliorando. L’ultimo piano d’azione dell’Unione Europa mette l’accento sulla prevenzione ed apre timidamente alla riduzione del danno. Questo concetto qualche mese fa è stato per la prima volta inserito esplicitamente in un trattato internazionale firmato a Panama, dietro nostra pressione. Inoltre i responsabili dell’Osservatorio europeo sulle droghe di Lisbona, che ho recentemente visitato, non vedono negativamente questo nuovo approccio. Facciamo le cose con serietà, senza fretta. I risultati ci daranno ragione da soli, ne sono certa.

A proposito di Europa. Fuoriluogo ha recentemente lanciato un appello per le elezioni europee, a favore della riduzione del danno, la decriminalizzazione della canapa e la depenalizzazione del consumo personale. Lo condividi?
Condivido il vostro documento e penso sia utile trattare questi temi sempre più in un’ottica europea, pur salvaguardando le autonomie nazionali e locali. E’ anche fondamentale elaborare metodologie comuni per rilevare i dati. Il confronto su basi scientifiche fra le varie politiche dei paesi dell’Unione Europea diventa cruciale, in un’ottica pragmatica.