Quello dell’occupazione è diventato un tema ossessivamente ricorrente nel dibattito politico, ma, aldilà delle buone intenzioni, poco o nulla di concreto si è visto. Anzi, le cifre indicano un costante, progressivo aumento della disoccupazione. Che fare, allora, in un piccolo paese con poco meno di settemila abitanti, cosa inventarsi per tentare nuove vie di approccio al mondo del lavoro? Stanchi di aspettare o di sentire ripetere le solite banalità, abbiamo creato una cooperativa, puntando su quella che ci sembra essere l’unica via capace di creare occupazione, ossia coniugare imprenditorialità, cultura e ambiente; in una parola: sviluppo sostenibile. Così è nata nello scorso mese di ottobre, per iniziativa di venti giovani, per lo più disoccupati, di Castel di Lama, provincia di Ascoli Piceno, la Cooperativa “Humus” con l’intento di dedicarsi ad attività di tutela ambientale, valorizzazione del patrimonio storico-culturale, ricezione turistica giovanile e agricoltura eco-compatibile. In questo settore l’interesse della cooperativa si è indirizzato da subito verso la reintroduzione di alcune colture tradizionali della zona: il gelso per la produzione del baco da seta, il lino e soprattutto la canapa. Ed è attorno a quest’ultima coltura che sembrano aprirsi le prospettive più interessanti, considerando che il ministero per le Politiche Agricole ha di recente autorizzato la coltivazione di 1000 ettari di canapa in via sperimentale. Il Piceno, infatti, è stata in Italia una delle zone a maggiore vocazione canapicola, tanto che esiste una varietà di canapa chiamata “ascolana”. Nei colloqui avuti, come cooperativa, con gli enti preposti e gli imprenditori, abbiamo riscontrato un interesse generalizzato nei confronti della reintroduzione di questa coltura, a cominciare dall’Assessorato regionale all’agricoltura, dalla Confederazione italiana agricoltori, al Consorzio universitario Piceno, ai vari Enti locali fino alla Scuola di scienze e tecniche cartarie dell’Università di Camerino e ad alcuni industriali della carta.

La canapa, infatti, oltre a essere di notevole interesse per l’industria tessile, è un’ottima produttrice di materia prima cellulosica adatta ad usi cartari e le Marche possiedono una tradizione cartaria secolare (ad Ascoli Piceno, solo per fare un esempio, c’era la “Cartiera Papale”), oltre ad avere uno dei poli cartari più grandi d’Europa e cioè quello di Fabriano. Riteniamo che l’utilizzo della canapa nell’industria cartaria apra veramente notevoli spazi per la creazione di opportunità lavorative: basti pensare alle migliaia di ettari di terra demaniali esistenti in Italia in stato di abbandono che potrebbero essere rimessi a coltura e assegnati a giovani disoccupati. A questo si aggiunga, poi, la funzione ecologica della canapa che, oltre a sostituire gli alberi nella produzione di cellulosa, è considerata una pianta a bassissimo impatto ambientale, poiché non ha bisogno di pesticidi e contribuisce a migliorare e ripulire i terreni danneggiati dall’inquinamento. Nello specifico, il rilancio della canapicoltura nel Piceno, soprattutto se supportato in futuro da attività industriali di prima trasformazione del prodotto, costituisce a nostro avviso una seria opportunità per lo sviluppo del territorio, martoriato nei decenni passati da una industrializzazione selvaggia e devastante che ha fatto scempio di una valle, prima di notevole valore ambientale, come quella del fiume Tronto. Per questo motivo “Humus”, insieme al Coordinamento nazionale per la canapicoltura, di cui è tra i soci fondatori, ha organizzato per il 3 e 4 aprile prossimi un convegno ad Ascoli Piceno dal titolo: “Terra … di carta. Canapa: il ritorno di una coltura millenaria e le sue prospettive di utilizzo nell’industria cartaria”. L’idea è quella di un momento di incontro e confronto tra tutti i soggetti interessati, sia pubblici che privati; il convegno, inoltre, potrà essere la sede idonea per affrontare quello che, a oggi, risulta essere il problema più rilevante per la creazione di una filiera di produzione: la realizzazione di un impianto di trasformazione della materia prima in semilavorati a uso industriale. Saranno presenti, tra gli altri, esperti delle Università di Bologna, Ancona e Camerino, dell’ENEA, del Poligrafico dello Stato, dei sindacati di categoria, dell’Assocarta, delle Cartiere Miliani di Fabriano, del ministero delle Politiche Agricole, del ministero di Grazia e Giustizia, oltre che amministratori regionali, provinciali, dei vari Comuni della zona e diversi deputati del Parlamento italiano e di quello europeo. Ciò a dimostrazione di come sia cresciuta, in pochi mesi, l’attenzione nei confronti del ripristino di una coltura antica, oltre che altamente versatile nei suoi possibili impieghi.

Per ulteriori informazioni e adesioni al convegno: Gianluca e Daniele Re, cooperativa Humus L.go Petrarca 1, 63030 Castel di Lama (AP) tel. 0736/814124 – 0347/4132206 – fax 0736/898222