Tempo di lettura: 2 minutiClaudio Cippitelli

Millenovecentonovanta. Giugno. Viene approvata alle Camere, dopo una aspra battaglia condotta nel Parlamento e nel Paese, la nuova legge Jervolino – Vassalli sulle droghe, la 162/90.  D’Alema, allora deputato del Pci, nella dichiarazione prima del voto alla Camera dell’11 maggio 1990 dichiarava, commentando la proposta di legge, che essa risultava essere: “confusa, inefficace, culturalmente regressiva, ispirata a un moralismo incolto e provinciale, un insulto alla nostra civiltà giuridica”.

Millenovecentonovanta. Ottobre. Viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”. È il DPR 309/90, che raccoglie ciò che rimane della legge 685/75 e il nuovo testo 162/90.

Millenovecentonovantatre. Giugno. Si celebra a Palermo la Prima Conferenza Nazionale sulla droga, aperta da una prolusione di Salvatore Veca, dal titolo “I costi sociali della droga”: “Ora, la mia prima tesi è che l’esperienza della droga sia riconoscibile come una delle esemplificazioni realizzate dell’erosione del valore condiviso dell’eguale autonomia individuale. In questo senso, essa costituisce un genuino costo morale per istituzioni giuste.”.

Millenovecentonovantacinque. Maggio. Nasce Forum Droghe, arena d’idee e d’impegno per singoli e organizzazioni, i cui obiettivi sono stati descritti magistralmente in un recente articolo di Susanna Ronconi e Stefano Vecchio su il manifesto e al quale rimando. Mi piace pensare però che buona parte l’attività di FD sia ispirata dalla volontà di sottoporre a critica le affermazioni di Salvatore Veca sopra riportate, e in modo particolare l’idea che un filosofo, sia pure di valore, possa permettersi di parlare di un fenomeno sociale di grandi dimensioni, come i consumi di droghe, senza conoscerne i fondamentali. Come altrimenti giustificare l’uso di droga al singolare, neanche si trattasse di un romanzetto giallo degli anni ’40, o l’idea che in Italia, paese che può vantare ben quattro diverse mafie e una corruzione da Guinness dei primati, “l’esperienza della droga” possa costituire “un genuino costo morale per istituzioni giuste.”

Per fortuna, nella Prima Conferenza di Palermo erano presenti anche personalità del calibro di Alessandro Margara, Francesco Maisto e Luigi Manconi, mentre partecipavano ai dibattiti colleghi che, da lì a due anni, riempiranno di contenuti e animeranno le iniziative di FD. Tra loro, voglio ricordare l’attuale Presidente di Forum Stefano Vecchio, che in quella sede osò pronunciare concetti come cultura della tolleranza, il pericolo dell’eccessiva specializzazione, le Politiche di riduzione del danno. Nell’archivio di Radio Radicale sono presenti le registrazioni di quella Prima Conferenza: invito tutti noi a riascoltare quegli interventi che rispecchiavano sia gli approcci allora consolidati, sia quelli emergenti. È un esercizio utile per capire quanto il lavoro e l’impegno di Forum Droghe abbia contribuito al cambiamento sia della cultura di questo paese in tema droghe, consumi e dipendenze, sia delle politiche pubbliche in materia. È questo il motivo per celebrare con soddisfazione i 25 anni di FD, consapevoli della necessità di continuare lo studio, la ricerca, l’innovazione e il confronto, sempre più in una dimensione europea, come in questi anni ci hanno insegnato, tra gli altri, Giancarlo Arnao, Giorgio Bignami, Riccardo Bordoni, Peter Cohen, Franco Corleone, Patrizia Meringolo, Susanna Ronconi, Grazia Zuffa; donne e uomini di Forum Droghe che meritano tutto il nostro ringraziamento.

Partecipa all’assemblea on line di Forum Droghe il 13 giugno 2020.