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Con il perdurante caos politico a seguito della pandemia Covid-19, negli Usa il settore della cannabis legale rimane quasi ovunque uno dei servizi essenziali, anche in vista delle prime riaperture. In California e Colorado ora le vendite si sono assestate sui livelli normali, dopo l’impennata di inizio aprile quando gli acquisti di marijuana erano cresciuti del 56% rispetto alle settimane precedenti e il volume della sola “erba medica” aveva toccato il +41%. Le ordinazioni continuano ad arrivare via online o al telefono, con consegna a domicilio o fuori dai negozi a debita distanza. In netta crescita gli investimenti nelle app mobili e le nuove assunzioni, per assicurare le consegne cittadine, non di rado in bicicletta.

Fra le nuove abitudini dei consumatori, c’è il passaggio a prodotti commestibili rispetto al fumo, dannoso non solo per la marijuana: gli esperti spiegano che è decisamente rischioso fumare qualsiasi sostanza per possibili complicazioni respiratorie aggravate dal virus in circolazione. Sui siti web non mancano dettagliate istruzioni su come disinfettare pacchetti e barattoli appena ricevuti, mentre sale la richiesta soprattutto per prodotti a base di CBD, pressoché privi del principio attivo. Ciò per i comprovati effetti calmanti contro ansia, depressione e insonnia, disturbi sempre più frequenti proprio per via della quarantena forzata. Vanno forte pure i biscottini, anche senza glutine, vegani, senza zucchero, e perfino kosher. Obiettivo primario è il benessere psicofisico, in particolare per mantenere o ritrovare il buon umore.

Intanto l’imminente rilancio della ripresa economica generale post-pandemia vede operatori e attivisti puntare sulle agevolazioni bancarie specificamente dirette al settore cannabis, incluse nel nuovo disegno di legge (da 3 trilioni di dollari) per lo stimolo economico nazionale a seguito della pandemia, noto come HEROES Act. È passato alla Camera, ma i GOP hanno puntato i piedi al Senato, dove conservano una risicata maggioranza, avviando trattative per modifiche e tagli sostanziali. I promotori stanno però lavorando dietro le quinte per ripetere l’exploit del settembre scorso, quando 91 deputati repubblicani (contro 103) diedero l’ok a proposte analoghe, il SAFE Banking Act.  Si tratta comunque di segnali importanti per superare l’ennesimo blocco imposto dal proibizionismo, considerato controproducente da una cerchia sempre più ampia di imprenditori e politici, visto che il mercato attuale viene stimato oltre gli 8 miliardi di dollari con una forza-lavoro di almeno 350.000 persone nei prossimi 5 anni.

Ulteriore sostegno arriva dai residenti degli Stati dove già esiste la regolamentazione. Un fresco sondaggio di YouGov rivela che la vasta maggioranza degli oltre 32.000 cittadini interpellati considera un successo queste normative. Si va dal 71% in Colorado e dal 69% in Oregon al 59% in Illinois e California e al 56% in Michigan. Al di sotto del 20% quanti invece le considerano un fallimento. E un altro studio riporta che nel periodo 2011- 2015 la legalizzazione ha fatto volare il turismo in Colorado: le prenotazioni alberghiere hanno registrato un +6-7% nelle zone dove operano le rivendite al minuto.

La Virginia nel frattempo è diventato il 27esimo Stato a depenalizzare l’uso personale: dal 1° luglio i maggiorenni in possesso al massimo di 28 grammi di marijuana non andranno più in galera, ma riceveranno una multa di 25 dollari.

Infine il Governatore di New York, Andrew Cuomo ha confermato che si arriverà  all’attesa regolamentazione legale nello Stato della Grande Mela. Anche se, vista l’emergenza Covid, il Parlamento statale non ce la farà entro quest’anno, si è detto fiducioso che presto si farà il grande passo verso la legalizzazione.