Un vero e proprio tesoretto. 3,2 miliardi di dollari è il conto dei contanti sequestrati dalla DEA a persone in seguito mai accusate di attività criminali dal 2007 ad oggi. Lo ha rivelato un un rapporto diffuso dall’Ispettore Generale del Dipartimento di Giustizia USA e rilanciato dal Wahington Post.

Dal 2007, secondo il rapporto, la DEA ha sequestrato oltre 4 miliardi di dollari in contanti da persone sospettate di coinvolgimento nel traffico di droga. Ma l’81% di quei sequestri, per un totale di $ 3,2 miliardi, è stato condotto amministrativamente, il che significa che nessuna accusa civile o penale è stata intentata contro i proprietari del denaro confiscato, mentre al sequestro non ha fatto seguito alcuna valutazione da parte di un Giudice. Da notare che l’importo è riferito ai soli contanti, e non include il valore di altri beni sequestrati, come automobili, case, elettronica e abbigliamento.

Questi sequestri sono legali negli USA, per la controversa pratica della “civil asset forfeiture“, che consente alle autorità di requisire all’istante contanti, merci di contrabbando e altri beni di proprietà da persone anche solo sospettate di reato. Non è richiesta alcuna condanna successiva al sequestro, e tutto ciò che viene requisito va a rimpinguare il bilancio del singolo reparto o dipartimento che ha eseguito la confisca. Questo meccanismo perverso ha sollevato negli anni numerose critiche, anche perchè spesso si tratta di piccole somme per le quali non ha senso spender ulteriori soldi in avvocati per ottenere l’annullamento del sequestro. Inoltre, all’inverso dei procedimenti penali, si parte in giudizio dalla presunzione di colpevolezza.

Nonostante questo tra coloro che hanno contestato il sequestro di denaro, circa un quinto delle persone che avevano subito la confisca, quasi il 40% ha ottenuto una restituzione totale o parziale del denaro. A conferma che le attività di sequestro preventivo spesso coinvolgono persone non coinvolte in alcun illecito. Lo stesso Ispettore Generale ha rilevato che il Dipartimento di Giustizia USA “non raccoglie né valuta i dati necessari per sapere se i sequestri e le confische siano efficaci, o in che misura  presentono potenziali rischi per le libertà civili“.

In assenza di queste informazioni, il rapporto ha esaminato 100 sequestri di contanti della DEA che si sono verificati “senza un mandato emesso dal tribunale e senza la presenza di droghe, fatto che fornirebbe una forte evidenza di comportamento criminale correlato“. Meno della metà di quei sequestri era collegata a un’indagine criminale nuova o in corso, o ha portato a un arresto o processo. “Quando il sequestro e la confisca amministrativa non portano ad un’indagine o un procedimento giudiziario“, conclude il rapporto, “le forze dell’ordine creano l’apparenza e rischiano la realtà, di essere più interessati a sequestrare e incamerare denaro contante che a promuovere un’indagine o un procedimento giudiziario“. Fra questi anche un caso di una persona fermata, su indicazione di un informatore, solo perchè aveva acquistato un biglietto con una carta di debito prepagata e contanti.

Nella maggior parte dei casi esaminati infatti gli uffici della DEA hanno fermato le persone in base a certi criteri, come “viaggiare da o verso una città nota per traffico di droga, acquistare un biglietto per un viaggio la cui durata è entro le 24 ore, acquistare un biglietto per un volo lungo con ritorno immediato, acquisto di un biglietto di sola andata e viaggio senza bagaglio da stiva.” Molte di queste perquisizioni sono state effettuate su soffiate di fonti riservate, in particolare persone che lavorano nel settore dei viaggi, alle quali sono state assicurate ricompense.

Del resto il totale del valore dei beni confiscati è sbalorditivo. Dal 2007, il Fondo per la confisca dei beni del Dipartimento di Giustizia, che raccoglie i proventi da denaro sequestrato e altre proprietà, è salito a 28 miliardi di dollari. Nel 2014 le autorità hanno sequestrato 5 miliardi di dollari in contanti e proprietà: più del valore dei beni rubati con un furto con scasso negli USA in quello stesso anno.

Questo scandalo fa il paio con il meccanismo delle sentenze minime obbligatorie per cui i giudici sono costretti a infliggere pene draconiane alle persone con precedenti specifici che vengono condannate per reati di droga. Un sistema che era stato sospeso dalla precedente amministrazione Obama, ma che Jeff Sessions non ha atteso molto per riattivare nel maggio scorso. Si tratta spesso di persone accusate di reati non violenti, che rischiano 10 o 20 anni di prigione per essere stati trovati in possesso di determinate quantità droghe illecite. Un sistema che, oltre a riempire le prigioni, sembra fatto apposta per colpire le minoranze. Numerose associazioni, come FAMM Families Against Mandatory Minimums, si sono attivate negli anni ottenendo numerosi successi nelle modifiche delle legislazioni statali e con la direttiva Obama. Ma ora siamo, più o meno, punto e a capo.

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    Review of the Department’s Oversight of Cash Seizure and Forfeiture Activities
    Aggiunto in data: 4 aprile 2018 6:14 Dim.: 3 MB Download: 10