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Un’analisi pubblicata oggi da Narcoleaks sostiene che la cocaina sequestrata a livello mondiale nel 2011 ha superato le nostre stime sulla produzione mondiale. La loro analisi presenta difetti sistematici. Ecco
perché:
1 – La cocaina sequestrate è diluita, il che significa che non si possono confrontare le stime dei
sequestri con quelle relative alla produzione.

Le nostre stime sulla produzione sono espresse in termini di cocaina “pura”; questo ci consente di effettuare confronti nel tempo. I narcotrafficanti allungano la cocaina “tagliandola” volutamente con altre sostanze per aumentarne la mole in varie fasi della sua distribuzione dal Sud America agli Stati Uniti. Ciò significa che un chilogrammo di cocaina sequestrato a Los Angeles non contiene la stessa quantità di vera cocaina idrocloride pura di un chilo di cocaina sequestrata dalla Guardia Costiera in alto mare. La cocaina continua inoltre ad essere allungata nel procedere lungo la catena di distribuzione (produttore, esportatore, grossista, rivenditore, ecc.)
Persino la cocaina sequestrata in transito verso gli Stati Uniti da parte della Guardia Costiera è stata allungata. Le nostre analisi forensi mostrano che la purezza media della sola cocaina sequestrata in alto mare (prima di raggiungere perfino le strade statunitensi) è del 75% o minore. Inoltre, la nostra analisi della cocaina sequestrata al momento di lasciare il Sud America negli ultimi anni mostra che circa l’85% dei carichi sequestrati di cocaina viene tagliato con il levamisolo, un farmaco veterinario usato come vermifugo.
Ne risulta che mettere a confronto quantità di produzione potenziali con quantità sequestrate equivale a
paragonare le mele alle arance.
2 – I trafficanti di droga lavorano nell’ombra e rendono molto difficile effettuare calcoli.
Le nostre stime della cocaina prodotta in Colombia sono solo questo: stime. A differenza dei produttori di prodotti legali, i trafficanti di droga non forniscono rapporti annuali sulla capacità produttiva e le vendite (nonostante noi ci auguriamo che lo facessero!). La maggior parte dei dati – compresi produzione potenziale della cocaina, sequestri, disponibilità e consumo – dev’essere stimata. Le procedure per la stima di ogni fase sono associate a livelli variabili di incertezza. Ad esempio, la nostra stima relativa alla potenziale produzione di 700 tonnellate di cocaina (di cocaina pura o di circa 850 tonnellate di cocaina d’esportazione) è in realtà il punto medio di una serie – potrebbe esserne stata prodotta di più o di meno.
3 – La cocaina in movimento attraverso la zona di transito include droga degli anni precedenti, perciò non si può paragonare un anno ad un altro.
Il “condotto della cocaina” non funziona su semplice base annuale. La cocaina consumata oggi negli Stati Uniti potrebbe essere stata prodotta fino a due anni fa in Sud America (il problema si complica quando si conviene che la produzione in Colombia negli anni passati era maggiore di quest’anno). Perciò la stima di cocaina in movimento verso gli USA in qualsiasi dato momento è una mescolanza della quantità prodotta nel corso di due anni; pertanto cercare di effettuare un calcolo preciso anno per anno è impossibile.
Perciò, cosa sappiamo? Oggi, grazie a molteplici azioni in tutto l’emisfero, un’ ampia serie di dati dimostra che il mercato statunitense della cocaina è sotto forte pressione.