Continua il digiuno a staffetta avviato il 2 febbraio scorso da Franco Corleone, il cui digiuno è durato tredici giorni consecutivi, per sollecitare il Parlamento a procedere immediatamente all’incardinamento della proposta di legge Boato sul tema delle droghe e delle tossicodipendenze (A.C. n. 34), e alla nomina dei relatori nelle due Commissioni congiunte alla Camera, Giustizia e Affari Sociali.

«La crisi del governo Prodi – dichiara Corleone – rafforza la nostra iniziativa perché il tema delle droghe non esca dall’agenda della politica, e la nostra richiesta che il Parlamento inizi la discussione. Sul tappeto c’è l’ipotesi di un nuovo Governo Prodi o di altre soluzioni che portino a nuove elezioni politiche. Non è ipotizzato uno scioglimento immediato del Parlamento e quindi la nostra iniziativa continua».

Oggi, 27 febbraio, ventiseiesimo giorno del digiuno a staffetta, iniziano il loro digiuno: Stefano Canali, Nettuno (RM), Università di Cassino; Fabiola Carnevali e Enrico Castroni, Rimini, Coop. B.A.V.

Ieri hanno concluso il loro digiuno, durato tre giorni: Fabio Scaltritti, Genova, Comunità San Benedetto; Alfio Fiori, Rimini, Cooperativa Sociale Cento Fiori; Maria Pia Scarciglia, avvocata, Bologna.

Il 15 febbraio si è tenuto a Roma il previsto incontro tra Franco Corleone e il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

«Questa mattina – ha dichiarato Corleone dopo l’incontro – vi è stata una risposta significativa da parte delle istituzioni. Il Presidente della Camera ha mostrato apprezzamento verso la nostra iniziativa di dialogo con il Parlamento perché venga discusso un tema così importante e delicato. E proprio per riconoscimento dell’attenzione del Presidente della Camera – continua Corleone – ho deciso di sospendere il mio digiuno (giunto al tredicesimo giorno) mentre è confermato il rafforzamento dell’iniziativa collettiva del digiuno a staffetta, che continua. La novità è rappresentata dall’annuncio dei Presidenti delle due Commissioni, Giustizia e Affari Sociali della Camera, di una audizione del Ministro Ferrero che si terrà il 28 febbraio. Essi hanno comunicato che, sulla base degli intendimenti del Governo, decideranno se calendarizzare la proposta di legge n. 34 (Proposta Boato) o aspettare il disegno di legge del Governo. Ovviamente – conclude Corleone – noi ci auguriamo che l’intervento del Presidente della Camera faccia anticipare la decisione della nomina dei relatori e comunque il 28 febbraio, giorno in cui si compie un anno di vigenza della criminogena legge Fini-Giovanardi, prepareremo una iniziativa a sorpresa di contestazione di quella legge, che ha rappresentato una ferita istituzionale».

La proposta Boato è stata presentata alla Camera dei Deputati all’inizio della legislatura ed è stata assegnata in sede congiunta alla Commissione Giustizia e alla Commissione Affari Sociali il 20 settembre 2006. Da allora però è rimasta chiusa in un cassetto.

La proposta, che è in linea con il programma dell’Unione sul tema, ha raccolto le firme di parlamentari di tutto il centro-sinistra e sta tuttora raccogliendo numerose adesioni tra i parlamentari.

Il 23 gennaio scorso si è tenuta a Roma, presso la sala stampa della Camera, una conferenza stampa alla quale hanno partecipato vari parlamentari firmatari della proposta – tra cui Marco Boato, Carlo Leoni, Ruggero Ruggeri, Daniele Farina, Cinzia Dato, Tana De Zulueta – ed altrettanti esponenti della società civile e delle associazioni, operatori pubblici, consumatori ed altri soggetti che hanno dato vita in questi anni al movimento per l’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e per la riforma della politica delle droghe.

In quella sede associazioni e operatori presenti avevano chiesto la decisione dell’incardinamento della proposta Boato con la nomina dei relatori e tutte le procedure per garantire un esame approfondito del testo ed una discussione nel Parlamento e nel Paese, entro una settimana. Qualora nessun segnale fosse giunto, si sarebbe dato vita a un movimento di protesta. E così è stato.

Per i promotori, l’incardinamento della legge e la nomina dei relatori è un obiettivo minimo, ma in difesa della possibilità di discussione e dibattito per le decisioni che il Parlamento deve assumere.

Informazioni e adesioni: digiuno@fuoriluogo.it