Comunicato Stampa
Droghe, Indonesia: basta esecuzioni.
Intervento di Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe

stagnitta.jpgMaria Stagnitta, Presidente di forum Droghe interviene sul caso delle esecuzioni in Indonesia: “Il caso dell’esecuzione di 6 persone in Indonesia accusate di reati legati al traffico di stupefacenti è esemplare di come in moltissimi paesi del mondo i reati legati alla droga siano trattati con maggiore severità rispetto agli altri reati. Sono molti gli stati che prevedono la pena di morte per reati legati alla droga – continua Maria Stagnitta –  vedi gli articoli di Grazia Zuffa sulla nostra testata on line Fuoriluogo.it , e solo 5 mesi fa in Arabia Saudita 4 persone sono state giustiziate per traffico di droghe leggere. La lista di questi paesi  è lunga e vede primeggiare nazioni come l’Iran nel quale si annovera uno dei più alti tassi di tossicodipendenti al mondo, dimostrando ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, quanto inutili siano pene di una così grave durezza nell’affrontare un tema delicato come quello legato alle politiche sulle droghe.  Ma la pena di morte è solo la punta di un iceberg, ci sono paesi dove anche il solo sospetto di essere tossicodipendenti o il possesso di piccole quantità di droga sono puniti con anni o mesi di carcere o di rieducazione in campi di lavoro, frustate o pesanti discriminazioni. Tutto questo armamentario di torture medioevali non trova forse giustificazione ma almeno una velata ispirazione nelle dichiarazioni ONU sulla politiche sulle droghe, nelle quali alla droga viene dichiarata guerra. Una guerra che ha causato migliaia di morti se consideriamo anche tutte le vittime del narcotraffico e quelle da infezioni HIV e HCV . Il fallimento delle politiche repressive è evidente ed innegabile ad ogni livello, tanto da aver spinto l’ONU a convocare una sessione speciale sull’argomento senza aspettare le scadenze naturali. UNGASS questa la sigla per la sessione speciale dell’ONU si terrà a New York nel 2016 e in quel consesso ogni paese potrà esprimere la propria posizione sul tema droghe. Aspettiamo che l’Italia definisca la propria con un percorso partecipato da tutte le realtà che operano nel settore e nella consapevolezza che c’è bisogno di svoltare pagina rispetto alle politiche repressive e proibizionistiche che causano tutt’oggi enormi sofferenze umane, sociali ed economiche nel mondo intero e che non sono servite a contenere le ricadute negative del fenomeno né in termini di salute delle persone né in termini di narcotraffico “.