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Dopo una giornata elettorale prevedibilmente drammatica e caotica, in Usa si attende ancora l’agognato spoglio finale per il Presidente e per il Congresso. Ma un fatto è incontrovertibile: i referenda popolari sulle “droghe” previsti in vari Stati hanno confermato la voglia di voltare pagina e passare finalmente dalla proibizione alla regolamentazione. A cominciare dalla marijuana: in Arizona, New Jersey, Montana e South Dakota è passata la legalizzazione totale (per i maggiorenni), in Mississippi e (di nuovo) South Dakota quella per l’uso terapeutico.

Salgono cosi, rispettivamente a 15 e 35 (oltre a 16 con la sola depenalizzazione) gli Stati che oggi prevedono varie forme di regolamentazione della cannabis. Il territorio nazionale è quasi competamente “verde”, forte segnale per riforme ormai inevitabili a livello federale. Anche perche’ trattasi di un’industria trainante: nel 2025 si prevede un fatturato complessivo di circa 23 miliardi dollari (New Frontier Data, 2018).

Analogo successo dei ballot sulle sostanza enteogene. Nel Distretto di Colombia, sede della la capitale federale Washington, è passata con oltre il 76% di Sì la Initiative 81. D’ora in poi, uso, possesso, coltivazione e distribuzione personale degli “psichedelici naturali” saranno, almeno in teoria, la priorità piu bassa per le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine a carico dei maggiorenni locali. Una depenalizzazione di fatto, come quella recentemente presa dal consiglio comunale di Ann Arbor, in Michigan e, poco prima da quelli di Santa Cruz e Oakland (entrambe in California). Un trend avviato, nel maggio 2019, dalla vittoria di misura al referendum popolare di Denver, in Colorado (limitata ai soli funghetti).

Qui si tratta della cosidette #PlantMedicine: funghetti psilocibinici, ayahuasca, peyote, cactus di San Pedro (con mescalina), ibogaina. Esclusi tutti i derivati chimici, tra cui, LSD e MDMA. Il testo richiede inoltre ai procuratori federali con giurisdizione su Washington, DC, di archiviare ogni procedimento in corso per reati connessi a queste piante e sostanze. Tuttavia, diversamente dal caso di Denver e parimenti a quello di Ann Arbor, non si dice nulla su eventuali stanziamenti futuri finalizzati ad arrestare e processare individui per reati sugli psichedelici, in base alle norme federali iper-restrittive.

Mancanze che alcuni attivisti non hanno mancato di sottolineare, come anche su alcune controversie rispetto all’approccio della Measure 109 in Oregon per l’istituzione della Psylocibin Therapy. Pur con il Sì di circa il 56% degli elettori, la norma non modifica l’illegalità di uso e possesso al di fuori di questo nuovo programma statale. La Oregon Health Authority ha due anni di tempo per definire le regole per assegnare le licenze relative agli appositi psilocybin service centers, dove gli adulti potranno assumere la sostanza sotto la supervisione di facilitatori dopo aver completato una sessione preparatoria. Non occorrono diagnosi o condizioni mediche specifiche per accedervi. In definitiva, pur nel contesto positivo di queste disposizioni, occorre vigilare per assicurarsi che il diavolo non faccia capolino nei dettagli.

Infine, sempre in Oregon e stato approvato (con circa il 59%) anche il quesito per depenalizzare il possesso di qualsiasi droga e per il finanziamento dei programmi di assistenza a chi ne fa uso. Si tratta della prima, fondamentale mossa ufficiale da parte dei cittadini per porre fine alla War on Drugs. Non limitandosi a cannabis o psichedelici, la Measure 110 include anche i consumatori di droghe pesanti come coacina ed eroina, opponendosi alla criminalizzazione di massa, tuttora in corso, di fette consistenti di popolazione (soprattuto neri e minoranze). Secondo la Drug Policy Alliance, in USA oltre 1,6 milioni di persone vengono arrestate, processate, incarcerate o deportate ogni anno soltanto per violazioni alle attuali leggi sulle droghe.

In Oregon, dopo il Primo febbrario 2021, chi sarà trovato a possedere qualsiasi sostanza a uso personale dovrà pagare una semplice multa di 100 dollari. Chi non vuole o non può pagare, verrà invitato in appositi centri medici di assistenza. Secondo le prime stime della Oregon Criminal Justice Commission, la manovra potrà ridurre le condanne per possesso di droga di circa il 90%: dalle 4.057 registrate nel 2019 si prevede di passare a circa 378 l’anno prossimo. Un successo non da poco che, insieme alle vittorie referendarie di cui sopra, fa ben sperare per l’intero movimento anti-proibizionista a stelle e striscie.