AFGHANISTAN: UN ANNO DOPO
A un anno di distanza dall’inizio della campagna dell’ONU per lo sradicamento delle piantagioni di oppio in Afghanistan, ecco il quadro che ne dà l’ultimo Rapporto dell’ONU: “In Afghanistan l’impegno delle autorità a bandire la coltivazione illegale di oppio (…) è opinabile. (…) La coltivazione illegale di papavero è stata ridotta in alcune zone, ma è apparsa in altre zone in cui era prima inesistente. (…) E’ stato segnalato che la produzione illegale di eroina si è spostata integralmente dal Pakistan all’Afghanistan. (…) I gruppi di trafficanti nelle aree di produzione godono di una impunità maggiore che nel passato, a causa della insufficiente applicazione delle leggi a livello locale” (INCB: 1998 Report, par.379) “Si ritiene che la dimensione dell’abuso di oppiacei in Afghanistan sia vasta e crescente”. (cit., paf.391)

DOLENTIUM OPIUM
“Esiste, è vero, una netta differenza fra il ricorso alla droga e il ricorso all’alcol: mentre un uso moderato di quest’ultimo come bevanda non urta i principi morali, solo un uso abusivo è condannabile, al contrario l’uso della droga è sempre illecito, perché implica una rinuncia, ingiustificata e irragionevole, a pensare, a volere ed a agire come persona libera”. (Giovanni Paolo II, enciclica Dolentium Hominum, 19, VII, 1992, n°1)

DROGHE E SPIRITO 1
“Bisogna riconoscere che esiste un legame tra la patologia letale provocata dall’abuso delle droghe e una patologia dello spirito che porta la persona a fuggire da se stessa e a cercare soddisfazioni illusorie nella fuga dalla realtà, al punto da annullare completamente il significato della propria esistenza”. (Giovanni Paolo II, su L’Osservatore romano, 16 giugno 1996)

DROGHE E SPIRITO 2
“Gli anni 60 sono stati un periodo importante per me perché è stato allora che ho diretto un film per la prima volta. In tutto quel periodo ho usato droghe. Le droghe sembravano ancora funzionare per me in quell’epoca. A me sembrava che non mi dessero alcun problema, probabilmente me li davano, ma sembrava che funzionassero. Era anche un periodo molto spirituale, che probabilmente ha salvato tanti di noi – quelli che non sono incappati in overdose -. Noi avevamo l’impressione di essere alla ricerca di qualcosa e c’era un vero senso di comunione che oggi non vedo più”. ( Dennis Hopper, regista e attore del film “Easy rider”, intervista concessa a High Times, luglio 1998)

DROGOFILIA
“Non è la ‘ragione biochimica’ che catalizza il passaggio da una sostanza stupefacente all’altra, ma è l’azione sul cervello e gli effetti destrutturanti sul patrimonio personologico culminanti nella tossicomania comportamentale, sono le componenti delle personalità individuali e soprattutto le afferenze socioambientali, purtroppo, sintonicamente accordate al ritmo drogofilo dei mass media”. (R. Cutrufello, autore del volume “Hascisc, testa d’ariete dell’eroina”, su Il medico d’Italia, 20 ottobre 1995)