| L'Europarlamento vota per la riduzione del danno | ![]() |
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Strasburgo: uno spiraglio sulle droghe leggere |
Nel novembre del '97 la Commissione per le libertà pubbliche del Parlamento Europeo aveva approvato (con 17 voti favorevoli e 15 contrari) una raccomandazione rivolta ai governi dei Paesi dell'Unione europea, presentata dall'ex-ministro della sanità olandese, la socialista
Hedy D'Ancona, in cui si chiedeva esplicitamente di depenalizzare il consumo di droghe leggere, di regolamentare il commercio e la produzione di cannabis e derivati e di autorizzare la prescrizione medica di metadone ed eroina. Il 15 gennaio '98, sull'onda delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del Procuratore Galli Fonseca, e sfruttando le divisioni interne ai laburisti inglesi, un gruppo di europarlamentari del centrodestra , guidato da Gianfranco Fini (con il supporto di Tajani, Podestà e Azzolini di Forza Italia, Carlo Secchi del Cdu, Pier Ferdinando Casini del Ccd e Marco Formentini della Lega Nord, ma anche di Gerardo Bianco e Pierluigi Castagnetti del Ppi), ha tentato con ogni mezzo di far respingere dalla sessione plenaria la risoluzione. |
Su proposta del gruppo socialista, la plenaria ha votato, con 252 voti a favore, 223 contrari e 2 astensioni, il rinvio del testo alla commissione, per tentare in quella sede di trovare una mediazione. "Non si può chiudere una rifessione di anni nel clima rissoso degli ultimi giorni." dichiarava Colajanni del Pds. " Il rinvio in commissione consentirà di continuare un lavoro coerente che il Parlamento ha sviluppato nell'ultimo quinquennio". Questa nuova versione del testo è stata approvata con 361 voti a favore, 92 contrari e 22 astensioni. Si tratta comunque, nonostante la rigidità con cui sono state accolte le proposte di apertura a forme di sperimentazione, di un piccolo passo in avanti dell'Unione europea verso una minore rigidità nei confronti del giudizio complessivo sulle droghe. |
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