L'Europarlamento vota per la riduzione del danno
Strasburgo: uno spiraglio sulle droghe leggere
 

Nel novembre del '97 la Commissione per le libertà pubbliche del Parlamento Europeo aveva approvato (con 17 voti favorevoli e 15 contrari) una raccomandazione rivolta ai governi dei Paesi dell'Unione europea, presentata dall'ex-ministro della sanità olandese, la socialista Hedy D'Ancona, in cui si chiedeva esplicitamente di depenalizzare il consumo di droghe leggere, di regolamentare il commercio e la produzione di cannabis e derivati e di autorizzare la prescrizione medica di metadone ed eroina.
I governi dei Quindici, secondo la richiesta della commissione, avrebbero dovuto farsi promotori di questa linea in occasione della assemblea generale dell'ONU sulla droga del giugno 1988.
La raccomandazione, passata in commissione grazie ai voti degli europarlamentari radicali, verdi, socialisti, comunisti, liberali e anche di alcuni esponenti del gruppo dei popolari europei, lo schieramento in cui confluiscono i partiti di ispirazione cristiana, avrebbe dovuto essere esaminata dall'assemblea plenaria a metà gennaio.

Il 15 gennaio '98, sull'onda delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del Procuratore Galli Fonseca, e sfruttando le divisioni interne ai laburisti inglesi, un gruppo di europarlamentari del centrodestra , guidato da Gianfranco Fini (con il supporto di Tajani, Podestà e Azzolini di Forza Italia, Carlo Secchi del Cdu, Pier Ferdinando Casini del Ccd e Marco Formentini della Lega Nord, ma anche di Gerardo Bianco e Pierluigi Castagnetti del Ppi), ha tentato con ogni mezzo di far respingere dalla sessione plenaria la risoluzione.


Su proposta del gruppo socialista, la plenaria ha votato, con 252 voti a favore, 223 contrari e 2 astensioni, il rinvio del testo alla commissione, per tentare in quella sede di trovare una mediazione.

"Non si può chiudere una rifessione di anni nel clima rissoso degli ultimi giorni." dichiarava Colajanni del Pds. " Il rinvio in commissione consentirà di continuare un lavoro coerente che il Parlamento ha sviluppato nell'ultimo quinquennio".
Il testo è stato pertanto riesaminato dalla commissione libertà pubbliche ed è stato riproposto all'aula, ad inizio di ottobre '98, in una versione più "morbida", in cui mancano i riferimenti espliciti originari alla legalizzazione delle droghe leggere e alla somministrazione, dietro prescrizione medica, di farmaci sostitutivi.

Questa nuova versione del testo è stata approvata con 361 voti a favore, 92 contrari e 22 astensioni. Si tratta comunque, nonostante la rigidità con cui sono state accolte le proposte di apertura a forme di sperimentazione, di un piccolo passo in avanti dell'Unione europea verso una minore rigidità nei confronti del giudizio complessivo sulle droghe.