
Intanto, dopo le affermazioni criptiche di Prodi di ieri sulla
sperimentazione nel nostro paese, Fausto Bertinotti ha detto di
trovare "un atteggiamento pigro e reticente da parte del governo
perché la questione dovrebbe essere affrontata con una iniziativa
dell'esecutivo". Bertinotti osserva che il discorso di Prodi va
comunque "decifrato. Io, tuttavia, lamento che il governo, di
fronte a una sollecitazione positiva, abbia reagito con un
atteggiamento sostanzialmente conservativo". E il portavoce dei
verdi, Luigi Manconi, ha scritto una lettera a Prodi nella quale
ribadisce che "mai, nel corso dell'attuale dibattito, e nessuno
mai nel corso degli ultimi 15 anni" ha sostenuto il diritto a
drogarsi. "Invece - ha proseguito - a favore della
somministrazione controllata di stupefacenti, in strutture
sanitarie pubbliche, sotto controllo medico, a tossicomani adulti
e cronici, si sono pronunciati operatori sanitari e criminologi,
scienziati e funzionari di polizia, giuristi e psicologi e i
fondatori di benemerite comunità terapeutiche. Sanno
perfettamente che si tratta di una terapia drammatica e dolorosa,
ma necessaria e, a determinate condizioni, efficace per una quota
di tossicomani che non frequentano i servizi pubblici e che non
possono o non vogliono andare nelle comunità".