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Fini: "Un'idea cinica" e la sinistra chiede il rinvio
Il leader di An: "Ma non lo faccio per conquistare il centro"
STRASBURGO (f.p.) - Tutta la destra si mobilita a Strasburgo attorno a Gianfranco Fini nella battaglia contro la risoluzione che l'Europarlamento esamina oggi e che sollecita la depenalizzazione delle droghe leggere e la possibilità di somministrare quelle pesanti su prescrizione medica e sotto controllo. Per Fini di tratta di "proposte che cancellano la speranza di vincere la droga e che umiliano la dignità umana. E' come se si dicesse ai tossicodipendenti: morite in silenzio senza dar fastidio ai benpensanti". Il leader di An aggiunge: "Ma questa politica non mira a conquistare il centro ma nemmeno ad essere conquistati". Attorno a Fini, dietro allo stesso tavolo nella sala stampa di Strasburgo c'è Cristiana Muscardini, capogruppo di An nell'Europarlamento, ma anche Tajani, Podestà e Azzolini di Forza Italia, Carlo Secchi del Cdu, Pier Ferdinando Casini del Ccd e Marco Formentini ("la Lega è completamente d'accordo"). Sinistra sulla difensiva, quindi, all'Europarlamento. Oggi il gruppo socialista chiederà di rinviare il documento sulla droga in commissione per tentare in quella sede di ricucire una maggioranza ampia su una proposta di compromesso. La destra voterà contro il rinvio perché spera di chiudere subito la partita. Bontempi e Colajanni, del Pds, ricordavano che le proposte di oggi sono esattamente nella linea di quelle che l'Europarlamento ha adottato nel 1995. Non si può chiudere una rifessione di anni, secondo la sinistra, nel clima rissoso degli ultimi giorni. Il rinvio in commissione consentirebbe di continuare un "lavoro coerente che il Parlamento ha sviluppato nell'ultimo quinquennio".
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