C’è un modo diverso di parlare di carcere: partire dalle vite, dai corpi, dal tempo “dentro” e dalle forme di resistenza quotidiana che attraversano le istituzioni totali. A Torino prende forma “Voci dal carcere delle donne. Uno sguardo transfemminista verso l’abolizionismo”, un ciclo di tre appuntamenti curato dal Coordinamento transfemminista contro il carcere, ospitato all’Unione culturale Franco Antonicelli.
Il filo rosso è chiaro: spostare lo sguardo dalla retorica del “trattamento” e della “rieducazione” ai rapporti di potere che il carcere riproduce, alle disuguaglianze di genere e alle pratiche che, anche nelle condizioni più dure, aprono spiragli di soggettività, diritti, libertà. Tre libri per attraversare il carcere da dentro, e oltre. Il ciclo ruota attorno a tre volumi diversi per impostazione e linguaggio, ma convergenti nel mostrare come il carcere, soprattutto quando riguarda donne e soggettività marginalizzate, sia una macchina che organizza tempo, affetti, desideri, e disciplina.
17 marzo. “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere” (Paolo Sorba Editore, 2025)
Un libro che dà parola alle “ragazze dentro”, al tempo che si dilata e diventa “infinito”, alle mancanze e alle speranze, ma anche a ciò che si subisce ogni giorno tra regole, fragilità e resistenze. La sinossi insiste sul carcere come frattura tra un “prima” e un “dentro” che si ripete sempre uguale, e su quanto la narrazione in prima persona sia già un atto politico.
7 aprile. “Donne oltre il carcere. Percorsi di self-empowerment delle donne detenute” (ETS, 2025)
Basato su dieci anni di ricerca e intervento nelle carceri femminili, il volume propone un modello di formazione e “micro-pedagogia” orientato al self-empowerment: una guida metodologica ai laboratori, intrecciata a una riflessione critica su carcere, lavoro educativo dietro le sbarre, diritti fondamentali e impatto della differenza di genere sulla detenzione.
21 aprile. “Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà” di Valeria Verdolini (ADD Editore, 2025)
Qui l’orizzonte si allarga: l’abolizionismo come pratica e come immaginazione concreta. La sinossi parla di utopia non come fuga, ma come modo di rendere pensabili possibilità che ancora non esistono, e di “organizzare la speranza” in forme praticabili: uno sguardo utile proprio quando la violenza istituzionale viene normalizzata.
Le presentazioni
Gli incontri si svolgono presso Unione culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4b, Torino.
-
Martedì 17 marzo, ore 18.30 – Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere
Nicoletta Salvi (Mamme in piazza per la libertà di dissenso) dialoga con Brunella Lottero.
-
Martedì 7 aprile, ore 18.30 – Donne oltre il carcere
Giulia Melani (La Società della Ragione) dialoga con Susanna Ronconi.
-
Martedì 21 aprile ore 18,30 – Abolire l’impossibile
Daniela Leonardi (Non Una Di Meno) dialoga con Valeria Verdolini.
