L’International Drug Policy Consortium (IDPC), una rete globale di oltre 190 organizzazioni della società civile e comunitarie, accoglie con favore la richiesta di contributi da parte della Commissione europea sulla nuova strategia antidroga dell’UE. L’IDPC invita la Commissione europea a elaborare una strategia antidroga che rifletta i valori fondamentali dell’UE in materia di diritti umani, giustizia sociale e salute pubblica. Ciò comporta l’ampliamento della strategia oltre la riduzione dell’offerta, la protezione della società civile, la priorità alla riduzione del danno, il sostegno all’innovazione nazionale e il mantenimento di un ruolo di primo piano sulla scena internazionale.
1. Evitare un’enfasi eccessiva sulla riduzione dell’offerta
L’attuale approccio della Commissione Europea (CE) dà una priorità sproporzionata agli interventi sul lato dell’offerta, nonostante le prove schiaccianti dimostrino che gli sforzi punitivi di riduzione dell’offerta sono inefficaci e associati a gravi violazioni dei diritti umani. L’attenzione esclusiva del piano d’azione proposto alle misure relative all’offerta mina l’impegno di lunga data dell’UE a favore di una strategia equilibrata.
Raccomandazioni:
- Sviluppare piani d’azione globali che coprano tutti i pilastri della strategia antidroga dell’UE, compresa la riduzione della domanda, la riduzione del danno e la cooperazione internazionale.
- Garantire un’equa ripartizione delle risorse in tutti i settori delle politiche sulle droghe.
2. Salvaguardare la partecipazione della società civile
La società civile svolge un ruolo fondamentale nella definizione delle politiche in materia di droga e nella fornitura di servizi di prima linea. Tuttavia, in tutta Europa, le organizzazioni sono soggette a una repressione crescente, che va da restrizioni gravose alla criminalizzazione e alle campagne diffamatorie.
Raccomandazioni:
- Riconoscere e sostenere esplicitamente il ruolo della società civile e delle comunità interessate nella nuova strategia.
- Salvaguardare la loro partecipazione attraverso protezioni legali, processi di coinvolgimento trasparenti e un accesso equo ai finanziamenti.
3. Rafforzare un approccio basato su dati concreti e sui diritti
La strategia antidroga dell’UE deve fondarsi sulle sempre più numerose linee guida internazionali in materia di diritti umani e approcci di salute pubblica alla politica in materia di droghe.
Raccomandazioni:
- Riaffermare l’impegno dell’UE nei confronti delle linee guida delle Nazioni Unite, tra cui la posizione comune del sistema delle Nazioni Unite in materia di droga, le linee guida internazionali sui diritti umani e la politica in materia di droga e le relazioni dell’OHCHR e del relatore speciale sul diritto alla salute.
- Allineare gli obiettivi della politica in materia di droga agli SDG (gli obiettivi 20230 dell’agenda per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ndr).
4. Dare priorità alla riduzione del danno e al diritto alla salute
La riduzione del danno rimane l’intervento più efficace per proteggere la salute e la dignità delle persone che fanno uso di droghe. L’attuale strategia dell’UE in materia di droga ha rappresentato una pietra miliare nel riconoscimento della riduzione del danno come pilastro fondamentale.
Raccomandazioni:
- Ampliare e finanziare i servizi di riduzione del danno, comprese le stanze del consumo di sostanze, la distribuzione del naloxone e la riduzione del danno in ambito carcerario.
- Sviluppare un piano d’azione per la riduzione del danno, con indicatori misurabili e basati sulle esigenze.
- Adottare un approccio olistico che affronti le vulnerabilità intersecanti come la mancanza di una dimora fissa, la violenza di genere, la salute mentale e lo status migratorio.
5. Consentire l’innovazione politica
Il fallimento delle politiche punitive in materia di droga sottolinea la necessità di approcci flessibili e innovativi. Diversi paesi dell’UE hanno già adottato riforme, tra cui la depenalizzazione e la regolamentazione dei mercati della droga.
Raccomandazioni:
- Riconoscere e sostenere le riforme e la sperimentazione a livello nazionale all’interno degli Stati membri dell’UE.
- Fornire spazio a modelli alternativi, valutati attraverso indicatori che misurano i risultati sanitari e sociali.
- Promuovere una regolamentazione responsabile, come sostenuto dall’OHCHR, dall’UNDP e dal Relatore speciale delle Nazioni Unite.
6. Rafforzare il ruolo dell’UE presso le Nazioni Unite
Nei forum globali sulle politiche in materia di droga, in particolare presso la CND (Commisione droghe dell’ONU, ndr), l’UE ha storicamente promosso approcci basati sulla salute e sui diritti.
Raccomandazioni:
- Mantenere una posizione unitaria e progressista alle Nazioni Unite, fondata sulle norme internazionali in materia di diritti umani.
- Basare le posizioni dell’UE sui documenti chiave delle Nazioni Unite, tra cui il documento finale dell’UNGASS, la posizione comune del sistema delle Nazioni Unite e le linee guida internazionali sui diritti umani e la politica in materia di droga.
- Garantire una consultazione significativa con la società civile nella definizione e nella rappresentanza delle posizioni dell’UE.
