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Il referendum costituzionale è passato, ma i nodi della giustizia penale restano tutti aperti. Carcere, garanzie nel processo, repressione delle marginalità, politiche sulle droghe, immigrazione e dissenso continuano a interrogare chi non si rassegna a una giustizia sempre più piegata alla logica dell’emergenza e della punizione.

Per questo sabato 6 giugno, dalle 10 alle 13.30, a Napoli, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio 14-15, si terrà l’incontro nazionale “Per una svolta garantista nella giustizia penale mobilitiamoci!”. L’iniziativa è promossa da Volere la Luna, in collaborazione con Associazione Giuristi Democratici, Associazione Giuseppe Borrè e Carlo Verardi, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione e Magistratura democratica.

Il testo di convocazione parte da un dato politico netto: il richiamo alle garanzie è stato abusato nel dibattito referendario, ma questo non cancella la necessità di difenderle davvero. Anzi, proprio il clima costruito negli ultimi anni impone una inversione di tendenza. Al 28 febbraio scorso le persone detenute erano 63.801, più del doppio rispetto ai primi anni Novanta, mentre le morti in carcere restano altissime: 76 suicidi nel 2025 e già 14 nei primi tre mesi del 2026. A questo si aggiungono oltre 20.000 persone detenute per violazioni della legge sulle droghe, effetto diretto di un proibizionismo che continua a produrre carcere e marginalità.

Il programma della mattinata attraversa alcuni dei principali terreni di scontro: le ragioni dell’iniziativa, con Livio Pepino; la giustizia penale in sofferenza, con Antonio Cavaliere; la critica alla decretazione d’urgenza in materia penale, con Emanuele De Franco; la necessità di un’amnistia, con Franco Corleone; la disciplina dell’immigrazione, con Margherita D’Andrea; la depenalizzazione delle droghe leggere, con Maria Pia Scarciglia; il sistema delle impugnazioni, con Nello Rossi.

Alle 11.45 è previsto il confronto “Che fare?”, con interventi di Antigone, Associazione Giuristi Democratici, Associazione Giuseppe Borrè e Carlo Verardi, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Camera Penale di Napoli, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Forum Droghe, Magistratura democratica, Psichiatria democratica, Rete Resistenza Legalità, Volere la Luna e interventi liberi.

Tra le proposte indicate nella convocazione ci sono l’abbandono della logica dei “pacchetti sicurezza”, l’amnistia e l’indulto per riportare la popolazione detenuta a livelli fisiologici, modifiche al testo unico sull’immigrazione per garantire percorsi di regolarizzazione e piena tutela dei diritti fondamentali, la depenalizzazione e legalizzazione delle droghe leggere, e interventi sul sistema processuale per rimettere al centro le garanzie, anche nel campo delle impugnazioni.

Non si tratta solo di un convegno, ma del tentativo di costruire una rete stabile di giuristi, associazioni e realtà sociali impegnate a chiedere una svolta garantista. Una prospettiva che può apparire oggi difficile, ma proprio per questo necessaria: perché senza garanzie, senza diritti e senza limite al potere punitivo, la giustizia penale diventa terreno di produzione di disuguaglianze, sofferenza e controllo sociale.

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