Due diverse iniziative di mobilitazione on line stanno in queste settimane cercando di portare all’attenzione dell’opinione pubblica italiana il tema della regolamentazione legale della cannabis.

Prima è stato pubblicato il “Manifesto per la cannabis libera“, lanciato dall’associazione FreeWeed insieme a decine di realtà associative ed imprenditoriali legate al mondo della canapa. Quasi 4500 firme a sostegno del Manifesto che secondo i promotori vuole “lanciare un forte messaggio affinché ogni cittadino possa valutare autonomamente se sia giusto o meno un deciso cambio di approccio sul tema, passando da un proibizionismo irreale ed irrealizzabile evidentemente anacronistico ed antiscientifico, che di fatto condanna persone per condotte innocue e personali, ad una regolamentazione della cannabis proficua a livello sociale ed economico.” Al documento viene allegata una “proposta di riforma normativa collettiva, strutturata in otto punti focali redatta insieme a decine di attivisti, realtà, aziende ed associazioni attive sul territorio nazionale”.

Pochi giorni dopo anche l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato una propria petizione on line, che ad oggi ha raggiunto quasi 1200 adesioni. Nel testo l’appello affinchè “venga promosso un inter-gruppo parlamentare per assicurare la presentazione di proposte di regolamentazione legale della cannabis e per far sì che queste vengano iscritte quanto prima all’ordine del giorno delle Commissioni competenti.” In particolare viene ricordata la proposta di legge di iniziativa popolare Legalizziamo!, sottoscritta da oltre 68.000 persone “che prevede norme per l’auto coltivazione a fini personali, sociali, terapeutici e commerciali stabilendo una sostanziale depenalizzazione dell’uso e possesso personale di tutte le sostanze oggi proibite.”

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