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Lunedì 20 aprile 2026, alle ore 19.00, il Korova Milk Bar di Ferrara ospiterà “Questo aperitivo è illegale”, incontro promosso da La città che vogliamo, ARCI Ferrara, Forum Droghe e la Società della Ragione a partire dal volume Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la “sicurezza”, pubblicato da Altreconomia nel 2025 e curato da Osservatorio Repressione e Volere la Luna.

Il titolo dell’iniziativa gioca apertamente con il cuore politico del libro: la denuncia di una stagione in cui il lessico della sicurezza viene usato per restringere spazi di libertà, colpire il dissenso, disciplinare i corpi e ridefinire i confini del legittimo. Il volume si presenta come un glossario, ma è in realtà una mappa critica del presente: una raccolta di parole che oggi risultano scomode proprio perché nominano i punti di attrito tra autorità e diritti, tra ordine pubblico e democrazia sociale.

Nel libro compaiono voci come Abitare, Blocco stradale, Boicottaggio, Carcere, Daspo, Disobbedienza, Fogli di via, Informazione, Militarizzazione, Migranti, Mutualismo, Paura, Polizia, Resistenza, Sicurezza, Zone rosse. Non si tratta di un semplice repertorio terminologico. È piuttosto un manuale di resistenza civile contro la normalizzazione dello stato d’eccezione, contro quella cultura politica che trasforma il conflitto in minaccia e la partecipazione in sospetto.

A Ferrara ne discuteranno due degli autori del volume: Federica Borlizzi, del Movimento No Kings Italy e ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Vincenzo Scalia, professore associato di Sociologia del diritto e della devianza all’Università di Firenze e componente de la Società della Ragione. Al confronto parteciperanno anche Xenia Chiaramonte, professoressa associata di Sociologia del diritto e della devianza all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe e consigliere comunale. A coordinare l’incontro sarà Arianna Poli, consigliera comunale. È previsto inoltre il saluto dell’avvocato Fabio Anselmo.

Il senso politico del volume è chiarissimo già nella presentazione editoriale: “Come i testi clandestini nei sistemi autoritari, questo glossario serve per resistere alla repressione e per non piegarsi a una logica da Stato di polizia che criminalizza il dissenso e assoggetta i diritti alla paura”. Una definizione che restituisce bene il clima nel quale il libro nasce: quello di una crescente offensiva securitaria che investe movimenti, marginalità, conflitto urbano, protesta ecologista, solidarietà e libertà di informazione.

Per Fuoriluogo, che da sempre osserva criticamente gli effetti della deriva penale e proibizionista sulle libertà e sui diritti, questa presentazione si inserisce dentro una discussione più ampia. La guerra alle droghe, come altre politiche fondate sull’emergenza permanente, ha infatti contribuito in questi anni a rendere normale ciò che dovrebbe allarmare: sorveglianza, repressione preventiva, stigmatizzazione dei soggetti sociali più fragili, uso simbolico del diritto penale come strumento di governo.

Il libro curato da Osservatorio Repressione e Volere la Luna offre allora qualcosa di raro: non solo una critica, ma un lessico per orientarsi. E dunque anche un invito a non arretrare. Perché le parole che oggi vengono considerate pericolose sono spesso le stesse che continuano a rendere possibile immaginare libertà, giustizia sociale e conflitto democratico.