C’è un luogo in cui le politiche sulle droghe diventano concrete, si incontrano con le persone, e producono effetti immediati sulla vita quotidiana. Questo luogo sono le città. È da qui che la Rete Elide – Rete delle Città Italiane per l’Innovazione delle Politiche sulle Droghe ha scelto di ripartire, partecipando alla Contro-Conferenza nazionale sulle droghe con un contributo nitido: le amministrazioni locali non possono essere semplici destinatarie di norme pensate altrove, ma soggetti attivi nella costruzione delle strategie.
Nel panel dedicato alla Rete, amministratrici, operatori, professionisti e rappresentanti cittadini hanno portato al centro del dibattito le esperienze maturate in contesti urbani molto diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa consapevolezza: la gestione del consumo di sostanze non è – e non può essere – una questione di ordine pubblico. È una questione di salute pubblica, di diritti, di prossimità sociale, e richiede politiche che nascano dall’ascolto dei territori e non dalla riproposizione di modelli repressivi.
La Rete Elide ha ricordato che le proposte elaborate collettivamente nell’Assemblea nazionale di Milano, a gennaio 2025, e inviate al Governo come contributo per la Conferenza sulle dipendenze, non sono state considerate. Non una convocazione, non un confronto, non un riconoscimento del ruolo delle città. La Conferenza governativa si è così chiusa in un orizzonte già tracciato: più sanzioni, più controllo, più repressione — senza alcuna valutazione delle evidenze e della realtà sociale.
Per questo Elide ha scelto non di arretrare, ma di rilanciare. Le proposte discusse negli ultimi mesi vengono nuovamente presentate come base di lavoro condivisa. La priorità, sottolineano, è garantire risorse certe e continuative ai servizi territoriali. Senza finanziamenti stabili, ogni discorso su prevenzione, prossimità, riduzione del danno e presa in carico resta puramente retorico. Allo stesso modo, è necessario rivedere l’impianto normativo nazionale: un approccio costruito attorno alla punizione non solo non riduce i consumi, ma aumenta stigma e marginalità.
Al centro, ancora una volta, torna il ruolo delle città. Sono i Comuni che incontrano quotidianamente le situazioni più complesse, che dialogano con le comunità, che intercettano i bisogni sociali e sanitari. Per farlo con efficacia, chiedono autonomia, strumenti amministrativi flessibili e riconoscimento istituzionale. Non meno importante è il coordinamento tra servizi sanitari, educativi, sociali, terzo settore e forze dell’ordine: quando ciascun attore opera isolatamente, il risultato è frammentazione, sovrapposizione, inefficacia.
Infine, Elide rivendica la necessità di investire nella formazione di chi lavora nei servizi e nella sensibilizzazione pubblica. Il pregiudizio e la disinformazione, lo si è sentito più volte negli interventi, sono essi stessi fattori di rischio. Una politica che discrimina o spaventa non previene: esclude.
In questo senso, la piena convergenza con il documento finale della Contro-Conferenza è naturale. Entrambi i percorsi, dal basso, affermano lo stesso principio: le politiche sulle droghe funzionano solo se mettono al centro le persone, se sono costruite sulle evidenze e non sui moralismi, se guardano alla salute e non alla punizione. È nelle città che tutto questo può essere reso reale.
La Rete Elide si dice pronta a lavorare con Parlamento, Regioni e Governo. Ma chiarisce anche che non attenderà passivamente. Continuerà a costruire dal basso, nelle strade e nei servizi, una politica capace di proteggere, includere e sostenere. Perché la sicurezza non cresce con il controllo: si costruisce con la cura delle relazioni e della comunità. E le città questo lo sanno bene.
Il documento finale di ELIDE
La Rete Elide – Rete delle Città Italiane per l’Innovazione delle politiche sulle Droghe ha partecipato ai lavori della Contro-conferenza nazionale sulle droghe, organizzata dalla rete delle organizzazioni della società civile. Nel panel dedicato a Elide, i Comuni e le Città Metropolitane aderenti hanno portato le esperienze e le proposte per un governo sociale del fenomeno.
La Rete Elide registra che le proposte dell’Assemblea Nazionale di Elide svolta a Milano a gennaio 2025, portate all’attenzione del Governo, non sono state prese in considerazione nella Conferenza nazionale governativa sulle dipendenze. Riteniamo dunque di rilanciare integralmente le seguenti proposte:
- Garantire risorse stabili e adeguate
Assicurare un finanziamento stabile per le politiche di riduzione del danno e per i servizi integrati per le dipendenze, riconoscendo la loro centralità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
- Riformare la normativa nazionale
Superare le politiche repressive a favore di un approccio orientato alla prevenzione, alla cura e alla tutela dei diritti delle persone coinvolte.
- Rafforzare il ruolo delle città
Conferire maggiore autonomia e strumenti adeguati agli enti locali, riconoscendo il loro ruolo strategico nella gestione delle politiche sulle droghe.
- Promuovere il coordinamento tra gli attori istituzionali
Favorire una maggiore integrazione tra forze dell’ordine, servizi sanitari, sociali e società civile per costruire risposte coerenti e basate su un approccio multidisciplinare.
- Sostenere la formazione e la sensibilizzazione
Finanziare programmi di formazione per operatori e campagne di sensibilizzazione per cittadini e istituzioni, al fine di promuovere una cultura basata sulla conoscenza e sul rispetto.
La Rete Elide condivide le proposte emerse dalla Contro-conferenza, presenti nel documento adottato e illustrato nella conferenza stampa finale, con particolare attenzione a quelle che chiamano in causa il ruolo strategico delle amministrazioni locali nel governo del fenomeno, con un approccio integrato che metta al centro i diritti umani, la salute pubblica e la riduzione del danno.
