Il primo effetto collaterale dell’ordine esecutivo firmato sabato da Trump per accelerare ricerca, sperimentazione e possibile accesso terapeutico ad alcuni psichedelici per il trattamento dei disturbi mentali gravi, in particolare tra i reduci di guerra, è stato l’immediato balzo delle quotazioni azionarie delle maggiori aziende biotech-psichedeliche. Alla riapertura del mercato borsistico di New York, quelle di Compass Pathway hanno superato il 40%, dopo aver registrato picchi intorno al 50%, seguite a ruota da AtaiBeckley (+28%,) Definium Therapeutics (+13%), GH Research (+17%). Compass potrebbe essere la prima ad usufruire della “corsia preferenziale” per l’approvazione della FDA, avendo completato con successo due studi di fase 3 per la depressione resistente al trattamento, utilizzando il composto proprietario COMP360 a base di psilocibina.
Effetto previsto e finanche auspicato, con gli analisti borsistici che ritengono l’ordine esecutivo «un punto di svolta strutturale per il settore degli psichedelici negli Stati Uniti, facilitando la ricerca, le tempistiche normative e l’accesso dei pazienti e rafforzando così la nostra visione positiva». Il quadro d’altronde è perfettamente in linea con le lucrative previsioni per questo mercato sui generis, stimato a 8,8 miliardi di dollari nel 2031, con una crescita annuale del 13,3% – prevedendo le prime formali approvazioni della FDA nel 2027-30. E fra le inevitabili mega-acquisizioni in corso, basti citare che il colosso farmaceutico giapponese Otsuka ha appena concluso l’acquisizione di Transcend Therapeutics in una transazione del valore fino a 1,225 miliardi di dollari, di cui 700 milioni da pagare in anticipo. Transcend sta sviluppando un analogo dell’MDMA, metilone, principalmente per il PTSD, contando di avviare a breve lo studio di Fase 3 che vedrà i pazienti ricevere una dose settimanale per quattro settimane.
Una mossa prevista da tempo, tesa ad alimentare ulteriormente lo scenario trumpiano a dir poco caotico e casual, tra guerre multifronti, approvazione ai minimi storici (63% negativo), rincari diffusi, fratture del fronte MAGA – tesa cioé soprattutto a recuperare credibilità (e voti) prima di tutto nel giro di fedelissimi ultra-conservatori. E conferma la convergenza in corso tra politica e capitale, per creare così un circuito in cui la legittimazione scientifica, l’aggiramento regolatorio e l’investimento economico si rafforzano a vicenda — un processo che dalla ricerca di base porta verso qualcosa che assomiglia sempre più a un comparto industriale. E dove la progressiva separazione tra effetto terapeutico ed esperienza soggettiva — fino all’ipotesi dei cosiddetti neuroplastogeni, sostanze capaci di promuovere plasticità neurale senza indurre stati non ordinari di coscienza — rappresenta il punto di arrivo coerente di questa logica: trattenere ciò che è clinicamente utile, eliminare ciò che è difficile o impossibile da standardizzare.
Non che simili riflessioni trovino spazio nelle grandi testate USA o nei talk show del via cavo: dopo aver dato il veloce annuncio della firma, sono tornati giocoforza ad occuparsi dei problemi (interni e globali) ben più scottanti sul tappeto. È piuttosto sui social media che corre dei commenti e rilanci di vario tipo, partendo proprio dalla tempistica della cerimonia nello Studio Ovale, come segnala un utente su BlueSky:
L’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, sparato contro navi e ne ha costrette 20+ a tornare indietro—dopo che gli Stati Uniti avevano imposto il blocco navale. Colloqui del cessate il fuoco appesi a un filo. Nel frattempo, Trump ha passato la mattinata a chiacchierare di psichedelici con Rogan. Tutto assolutamente normale.
Né mancano coloro che avrebbero preferito che la Casa Bianca restasse del tutto lontana dagli psichedelici, sottolineando il rischio di politicizzare sostanze il cui bagaglio socio-culturale è già cospicuo e diversificato. Puntare invece ad accelerare la normalizzazione (o presunta tale) in una forma specifica — controllata, misurabile, compatibile con il sistema esistente – non fa altro che ridefinire i termini entro cui qualcosa può essere accettato. Qualcun altro sottolinea che «affrettare la scienza è un gioco pericoloso. Queste non sono pillole magiche; richiedono regolamentazione rigorosa, prove adeguate e professionisti capaci. Fare progressi è positivo, imboccare scorciatoie no».
Analogamente, un medico intima cautela su X:
Sono decenni che si pubblicizzano “nuovi” approcci o “nuovi” trattamenti, che sia una nuova pillola, una nuova terapia o uno psichedelico. Quasi mai però questi superano le terapie tradizionali quando vengono studiate e applicate a dovere. Presentare questo fenomeno come una sorta di cura miracolosa è riprovevole…
Chiude il cerchio un’altra utente sempre su X: «L’industria psichedelica potrebbe essere simile agli oppioidi, se la si lascia fare come vuole e spinge troppo in fretta tali sostanze. Come per gli oppioidi, aumenteranno danni prevedibili e prevenibili, causando un effetto boomerang contro il loro uso terapeutico una volta scoppiata l’attuale bolla dell’hype».
Diventa perciò ancor più urgente, anziché attivare scorciatoie per entità/casi specifici e una élite di pazienti, meglio “de-tabellizzare” le sostanze per tutti, come ribadisce su X Matthew Johnson, da 20 anni ricercatore sugli psichedelici presso la John Hopkins University:
I dati [del mio studio del 2018] suggeriscono che, una volta approvata, la psilocibina dovrebbe essere spostata alla Tabella 4 (sempre che debba rimanere tra le sostanze illecite ). Spero che ciò possa aiutare la valutazione governativa e la preparazione per la revisione delle tabelle.
In definitiva, oltre che aderire alla politica MAGA in senso stretto, questa decisione non intende affatto aprire alla psichedelia come fenomeno complesso, né tantomeno accenna alla revisione delle sostanze “tabellate”, punto primario dell’impegno trasversale dell’attivismo anti-proibizionista che negli ultimi tempi ha ottenuto successi per la psilocibina: uso medico controllato in Oregon e Colorado, possesso e uso personale depenalizzato in varie giurisdizioni locali. Pur se il ricorso a certi psichedelici risponde a una domanda reale di cura, soprattutto nel campo del trauma e delle sofferenze psichiche resistenti ai trattamenti tradizionali, non solo l’obiettivo qui è ristretto agli ex militari ma spalanca le porte a una Big Pharma di nuovo tipo. Si ignora qualsiasi riforma legislativa e si amplia l’accesso a una versione predefinita delle sostanze, restringendo al contempo lo spazio di ciò che, di queste sostanze, viene riconosciuto come valido.
