Non è soltanto un carcere sovraffollato. È un carcere privo di un progetto, schiacciato dalla crescita delle presenze, dal degrado delle condizioni materiali, dalla sofferenza psicologica e da politiche che continuano a produrre detenzione senza interrogarsi sul senso e sugli effetti della pena.
Da questa constatazione prende le mosse il convegno “Il carcere senza governo. Dal sovraffollamento al degrado, all’emergenza psichiatrica e psicologica, quale riforma della giustizia e della pena?”, in programma giovedì 16 luglio 2026, dalle ore 9, nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi a Firenze.
L’iniziativa si svolge a dieci anni dalla scomparsa di Alessandro Margara, magistrato di sorveglianza, già direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e primo Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Toscana. Una figura che ha rappresentato una cultura della pena radicalmente alternativa alla logica della segregazione: fondata sulla Costituzione, sulla responsabilità delle istituzioni e sull’idea che il carcere debba essere una misura estrema e non la risposta ordinaria ai problemi sociali.
Ricordare Margara significa allora misurarsi con il presente. Con istituti sempre più affollati, con spazi e attività che si restringono, con persone portatrici di fragilità complesse lasciate senza risposte adeguate. Significa soprattutto interrogarsi sulle responsabilità politiche di una crisi spesso descritta come inevitabile, mentre nuove norme penali, decreti sicurezza e politiche securitarie ne alimentano ogni giorno le cause.
Dopo i saluti istituzionali, Giuseppe Fanfani aprirà e coordinerà i lavori. Saverio Migliori presenterà le cifre della crisi penitenziaria, prima di coordinare la sessione dedicata al carcere al collasso. Sofia Ciuffoletti introdurrà il confronto sulle conseguenze delle politiche della sicurezza sulla pena, sugli istituti e sulle misure alternative. Alla discussione parteciperanno, tra gli altri, Antonietta Fiorillo, Elena Fiorini, Massimo Niro ed Emilio Santoro.
La sessione pomeridiana, coordinata da Giulia Melani, sarà dedicata all’emergenza psichiatrica e psicologica. La salute mentale rappresenta oggi uno dei punti più drammatici del sistema: il carcere raccoglie sofferenze che non è in grado di curare e finisce spesso per aggravare vulnerabilità, isolamento e disagio. Ne discuteranno Stefano Anastasia, Patrizia Meringolo e Katia Poneti, insieme a operatori ed esperti impegnati nei servizi e negli istituti.
Il convegno si chiuderà con una domanda decisiva: una riforma del carcere è ancora possibile? Franco Corleone coordinerà la terza sessione e presenterà un primo pacchetto di riforme da rilanciare. Carmelo Cantone, Fabio Gianfilippi e Michele Passione saranno chiamati a discuterne contenuti e prospettive.
Non si tratta di cercare un nuovo intervento emergenziale, ma di ricostruire un’idea della pena coerente con la Costituzione: meno carcere, più misure alternative, più diritti, servizi territoriali e responsabilità pubblica. Proprio la lezione di Margara ricorda che la crisi del sistema penitenziario non si affronta costruendo nuove celle o introducendo nuovi reati. Si affronta scegliendo quale giustizia e quale società costruire.
Il convegno è promosso dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute, dall’Archivio Alessandro Margara, dalla Società della Ragione, dalla Fondazione Giovanni Michelucci e dall’Associazione Volontariato Penitenziario.
