Tempo di lettura: < 1 minuto

PARIGI – La Corte d’Appello di Versailles ha deciso oggi la scarcerazione di Marina Petrella. L’ex brigatista italiana, che vive in Francia dal 1993 ed era stata arrestata a agosto del 2007 nella val d’Oise, potrà essere curata fuori dal carcere. La Petrella, infatti, sta male, è dimagrita oltre 20 chili ed è affetta da “sindrome suicida”. La decisione del tribunale di Versailles prevede che la Petrella sia “autorizzata alle cure necessarie” ma prevede un controllo degli spostamenti. A partire dalla notifica dell’eventuale uscita dall’ospedale dove è ricoverata, il Saint-Anne di Parigi, l’obbligo di domicilio ad Argenteuil, dove la sua famiglia risiede, l’obbligo di firma in commissariato oltre al divieto di lasciare territorio nazionale francese. La decisione della Corte non blocca la procedura di estradizione verso l’Italia.

“Siamo contenti così finalmente mia madre si potrà curare – è stato il primo commento della figlia, Elisa – ma la battaglia continua per bloccare la procedura di estradizione” chiesta dal governo italiano.

Estradizione legata al passato della Petrella che era stata coinvolta nel processo Moro-Ter per il coinvolgimento nel sequestro dello statista democristiano e nel 1992 era stata condannata all’ergastolo per l’omicidio di un agente.

Il caso aveva creato tensione lo scorso mese tra il Quirinale e l’Eliseo, per la lettera scritta da Nicolas Sarkozy a Giorgio Napolitano, in cui il presidente francese chiedeva la grazia per l’ex terrorista.

Soddisfatti i legali della Petrella. “Optando per questo gesto umanitario – dicono Irene Terrel e il professor Frederic Rouillon – le più alte autorità dello Stato hanno manifestato una volontà di pacificazione certa, che apre oggi a Marina la strada della speranza”.