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La guerra alla droga non produce solo carcere, stigma e violenza istituzionale. Produce anche danno ecologico. È questo il cuore dell’intervento di Rebecca Lerer, giornalista brasiliana, attivista per i diritti umani e coordinatrice latinoamericana della International Coalition on Drug Policy Reform and Environmental Justice, all’assemblea di Forum Droghe 2026.

Lerer presenta il caso di studio “From Forest to Dust”, una ricerca sugli impatti socioeconomici e ambientali della proibizione della coca e della filiera della cocaina nei paesi del bacino amazzonico, con particolare attenzione al Brasile. Il punto di partenza è la necessità di leggere il proibizionismo come un sistema che, in oltre un secolo, ha criminalizzato piante di uso tradizionale e le comunità che le coltivano o le consumano, trasformandole in materia prima di un’economia illegale, estrattiva e transnazionale.

Secondo questa analisi, la proibizione non ha ridotto né la produzione né il consumo di cocaina. Al contrario, ha favorito un mercato globale capace di adattarsi alla repressione, spostare rotte, frammentare il controllo territoriale e connettersi ad altre economie illegali: deforestazione, land grabbing, estrazione aurifera illegale, traffici fluviali e violenza contro comunità indigene, contadine e afrodiscendenti.

Il Brasile, spesso ai margini del dibattito globale sulle politiche sulle droghe, emerge invece come snodo centrale: paese amazzonico, grande emettitore climatico, area di transito, consumo e raffinazione della cocaina destinata anche ai mercati europei. Lerer mostra come le rotte della cocaina si sovrappongano ai territori più vulnerabili e come l’espansione dell’economia illegale contribuisca alla crisi climatica e alla crisi dei diritti.

Da qui la proposta della coalizione: parlare di riduzione del danno ecologico. Non basta riformare le politiche sulle droghe guardando solo al consumo, al carcere o alla salute pubblica. Serve integrare giustizia climatica, uso della terra, diritti dei popoli indigeni, sviluppo rurale, tutela degli ecosistemi e prevenzione della cattura dei nuovi mercati regolati da parte degli interessi corporativi.

Un intervento che sposta il fuoco: la guerra alla droga non è una nicchia della politica penale, ma uno dei dispositivi attraverso cui si riproducono disuguaglianze globali, devastazione ambientale e controllo dei territori.

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    Aggiunto in data: 18 Maggio 2026 9:11 Dimensione del file: 6 MB Download: 22