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La Società della Ragione promuove a Paluzza, venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026, il seminario Oltre la crisi: (ri)costruire la democrazia. Percorsi di analisi, conflitto, utopia. L’appuntamento si terrà nella Sala del Consiglio comunale: venerdì dalle 14 alle 19, sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19.

Il seminario nasce come tappa di sintesi di un percorso di riflessione e azione sulla situazione democratica del nostro Paese. Un cammino avviato nel 2022 con Dentro la Krísis, dedicato alla crisi degli strumenti della democrazia diretta, della rappresentanza parlamentare, dei partiti e della partecipazione politica, e proseguito nel 2025 con Gli spazi del dissenso, che ha affrontato il restringimento della dialettica democratica, la criminalizzazione del conflitto e la necessità di difendere il dissenso come risorsa essenziale della vita pubblica.

Dopo aver analizzato la crisi della rappresentanza e della partecipazione, e dopo aver interrogato gli strumenti ancora disponibili per resistere alle leggi ingiuste, alla spregiudicatezza normativa e alla compressione degli spazi democratici, il nuovo seminario prova a tenere insieme diagnosi e prospettiva. Non basta più dire che la democrazia è in crisi. Occorre riconoscere le forme concrete di questa crisi, le violenze che produce, le responsabilità politiche e istituzionali, ma anche riaprire il campo delle possibilità e delle utopie.

La prima sessione sarà dedicata a La democrazia dimezzata. Al centro, il disegno autoritario di una “democrazia” senza conflitto né pluralismo: una tendenza che non riguarda solo singoli provvedimenti, ma la costruzione di una forma di governo fondata sulla neutralizzazione del conflitto sociale, sulla riduzione del Parlamento a luogo di ratifica, sulla concentrazione del potere nell’esecutivo e sulla trasformazione della governabilità in valore assoluto. Dentro questa cornice si colloca anche la discussione sulla proposta di nuova legge elettorale e sui suoi effetti sulla rappresentanza, sul rapporto tra voti e seggi e sulla possibilità stessa del pluralismo politico.

La seconda sessione affronterà il nodo delle violenze di Stato. La crisi democratica non si manifesta solo nelle architetture istituzionali, ma anche nei luoghi in cui il potere pubblico incontra corpi, vite e vulnerabilità. La violenza dei confini richiama il modo in cui le politiche migratorie producono esclusione, gerarchie di diritti, detenzione amministrativa, respingimenti e razzismo istituzionale. I confini non sono soltanto quelli segnati sulle carte geografiche: attraversano le città e la società, frammentano diritti, separano chi può accedere alle garanzie costituzionali da chi resta sospeso in una zona di eccezione.

Accanto alla violenza dei confini, il seminario discuterà di violenza istituzionale a partire da una domanda: bastano i giudici a Berlino? La giurisdizione resta un presidio fondamentale contro gli abusi del potere, ma non può diventare l’unico argine alla crisi democratica. Le corti sono necessarie, ma non bastano se la politica arretra, se i corpi sociali si indeboliscono, se la società civile si frammenta, se il conflitto viene rimosso o criminalizzato.

La terza sessione sarà dedicata a Costruire democrazia. È il punto di approdo del percorso: non solo resistere alla crisi, ma interrogarsi sulle condizioni di una ricostruzione democratica. La domanda Di che politica abbiamo bisogno? riguarda il senso stesso del fare politica oggi, in un tempo in cui partecipazione e rappresentanza appaiono indebolite, i movimenti faticano a incidere sulle istituzioni e la politica viene spesso ridotta ad amministrazione dell’esistente, comunicazione o gestione dell’emergenza.

In questa prospettiva si colloca anche la riflessione sulle utopie. Parlare di utopia non significa fuggire dalla realtà, ma sottrarsi alla rassegnazione. Quando il presente viene presentato come inevitabile e la repressione come unica risposta al conflitto, l’utopia torna a essere una categoria politica necessaria: serve a immaginare alternative, a riaprire il possibile, a pensare istituzioni e pratiche capaci di andare oltre la gestione della crisi.

Oltre la crisi: (ri)costruire la democrazia vuole dunque essere insieme un seminario di analisi, un momento di confronto e una chiamata alla responsabilità politica. Perché la democrazia non è un’eredità garantita: è una pratica fragile, conflittuale, sempre incompiuta. Vive solo se viene esercitata, difesa, allargata e continuamente ricostruita.

Il programma è in via di definizione e sarà presto disponibile sul sito de la Società della Ragione. Il seminario è a numero chiuso. L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria tramite il form.