A basse dosi la cocaina accende nell’uomo i centri della ricompensa, mentre a dosaggi piu’ alti puo’ essere letale. Ma questo potente composto non nasce per stringere gli esseri umani nella rete della dipendenza, quanto per proteggere le piante di coca dagli insetti. Proprio nella sua letale azione di neurotossina va cercata l’origine evolutiva della sua sintesi da parte della pianta, e per questo si credeva che le api fossero ‘immuni’ al piacere indotto dalla coca.

Invece, Andrew Barron della Macquarie University di Sidney (Australia) e Gene Robinson dell’Universita’ dell’Illinois a Urbana-Champaign (Usa) hanno scoperto che la polvere bianca ha effetto anche sulle api, insetti in cui e’ potente il circuito della ricompensa. E addirittura, alle giuste dosi, le fa ‘ballare’ proprio come accade quando si trovano davanti a polline di qualita’ sopraffina. Non solo: se manca, gli insetti ‘drogati’ vanno in crisi.

I ricercatori hanno ideato alcuni esperimenti per testare le reazioni delle api a varie dosi di cocaina, come si legge sul ‘Journal of Experimental Biology’. Gli studiosi hanno addestrato gli insetti di un alveare vicino Canberra a visitare alcuni punti di rifornimento in cui potevano trovare una soluzione zuccherina, la cui concentrazione poteva variare. Poi gli scienziati hanno messo delicatamente una mini-goccia con soluzione alla cocaina sul dorso degli animali. Cosi’ hanno visto che, trattate con basse dosi di coca, le api esploratrici tornate all’alveare danzavano con entusiasmo, proprio come se la soluzione zuccherina trovata fosse di una qualita’ ben migliore di quella reale. Insomma, la ‘neve’ sembra accendere i centri della ricompensa degli insetti. Ma gli studiosi a questo punto si sono chiesti se la loro risposta alla droga fosse simile a quella umana.

Cosi’ i ricercatori hanno monitorato i movimenti delle ‘api-cavie’, scoprendo che anche dopo la dose di coca non risultavano alterati. Poi hanno offerto agli insetti polline al posto di zucchero, scoprendo questa volta che anche quello di scarsa qualita’ provocava entusiastiche reazioni nelle api ‘drogate’.

Quindi gli studiosi hanno indagato sull’effetto-dipendenza. E hanno osservato che bastava sospendere la dose quotidiana, anche solo dopo pochi giorni di prova, per portare gli insetti all’astinenza, provocando difficolta’ di concentrazione e impedendo loro di svolgere compiti semplici. ‘Imprese’ che le api normali e quelle sotto coca riuscivano altrimenti a compiere con tranquillita’.

Insomma, visto l’effetto inatteso della polvere bianca su questi insetti, ora i ricercatori si chiedono se la diffusione della droga nella popolazione di api possa avere un effetto disgregante per la loro societa’ cosi’ ben regolata. Un po’ come accade nell’uomo.